Mobilità

Alitalia, tutto sulla newco (tra bluff e commedie)

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Alitalia

La newco di Alitalia non è stata ancora costituita e si prospetta il rinnovo della cassa integrazione per gran parte dei dipendenti. Il punto sul caos Alitalia

La nuova Alitalia fatica a decollare. Anzi, la newco fatica proprio ad accendere i motori: la società non è stata ancora costituita, mentre si prospetta il rinnovo della cassa integrazione per buona parte dei dipendenti.

In attesa che questo stallo si risolva, il vettore in amministrazione straordinaria rischia di indebolirsi ancora ed il Commissario Giuseppe Leogrande, al quale fanno capo tutte le attività, è pronto a chiedere al Governo altri 150 milioni.

Andiamo per gradi.

SOCIETA’ NON ANCORA COSTITUITA

Partiamo da una certezza. La newco di Alitalia non esiste ancora: la società non è stata ancora costituita. Francesco Caio, presidente, e Fabio Lazzerini, amministratore delegato del gruppo, “nominati” dal premier Giuseppe Conte, via Facebook, il 29 giugno 2020 non sono ancora operativi.

A COSA SI DEVE LO STALLO

Eppure la newco sarebbe già dovuta partire. Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli (M5s) il 15 settembre aveva detto: “Credo che la prossima possa essere la settimana giusta per il decreto di costituzione della Newco”.

Perché nulla parte? C’è da dire che la nuova Alitalia può essere costituita solo con un decreto del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri (Pd) e anche del Ministero dei Trasporti, guidato da Paola De Micheli (Pd), dal ministro dello Sviluppo Economico di Stefano Patuanelli (M5s) e del Ministero del Lavoro retto da Nunzia Catalfo, M5s.

Sul cda, scrive il Sole 24 Ore, non c’è accordo nella maggioranza: “La senatrice Giulia Lupo (M5S), considerata l’esperta di trasporto aereo dei Cinque stelle (è una ex hostess), vorrebbe nominare nel cda l’attuale d.g. Giancarlo Zeni, il braccio destro di Leogrande che è stato scavalcato dalle nomine della Newco”, ma “sono pessimi i rapporti tra Zeni e Lazzerini, il direttore commerciale di Alitalia voluto dal ministro capodelegazione Pd, Dario Franceschini, come futuro amministratore delegato, pertanto Lazzerini non vuole Zeni nel nuovo cda”, ha scritto Gianni Dragoni del Sole.

Non solo: il tavolo è saltato anche perché nel nascente Cda sarebbe mancata la rappresentanza dei lavoratori, promessa, invece, dal ministro Stefano Patuanelli (M5S).

SERVONO ALTRI 150 MILIONI

Intanto, lo stallo ha un costo. E il commissario Giuseppe Leogrande ha portato il conto al Governo: Leogrande ha detto che dopo i 200 milioni assegnati dal governo per i danni da Covid-19 chiederà il rimborso per l’intero plafond stanziato, quindi altri 150 milioni, in modo da garantire la sopravvivenza dell’azienda fino a marzo 2021.

RISCHIO: PUNTARE SU MERCATO DOMESTICO (GIA’ OCCUPATO)

E risolto lo stallo, il decollo non è certo assicurato. La crisi da Covid-19 ha atterrato il trasporto aereo e le rotte a lungo raggio, in particolare. La newco punterà, dunque al mercato domestico? È già occupato. “Il rischio è di partire ponendosi nel mercato domestico e perdere qualsiasi battaglia contro vettori quali Volotea, Wizz Air, EasyJet e naturalmente Ryanair, che offrono voli a partire da 9 euro tra Bergamo e Pantelleria, e a partire da 20 euro per Catania e Napoli”, si legge su Panorama.

NUOVA PROCEDURA DI CASSA INTEGRAZIONE

Intanto, mentre la nuova Alitalia, ancora, non esiste, la soluzione è quella di una nuova procedura di cassa integrazione, la nona dal 2017. Il commissario Leogrande è pronto a chiedere la proroga della cigs, che scade il 31 ottobre, per tutto il personale già in cassa (circa 6.830 dipendenti) almeno fino al 31 marzo 2021.

ROTTE A CONCORRENTI?

E non solo. In attesa che la nuova compagnia nasca e che si metta a punto un nuovo piano industriale, il vettore sotto amministrazione controllata potrebbe, a partire da novembre, secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, affidare alcune rotte di lungo raggio ad altre compagnie italiane in wet lease. La rotta per le Maldive, per esempio, potrebbe volare con equipaggi ed aerei di nuove compagnie, come Neos presieduta da Lupo Rattazzi.

ALITALIA LASCIA MALPENSA

Quel che è certo è che Alitalia inizia ad abbandonare alcuni scali. Alitalia dice addio (o arrivederci?) a Malpensa, l’ultimo aereo di Alitalia è decollato dall’aeroporto lombardo mercoledì 30 settembre, diretto a Roma Fiumicino.

Nelle prossime settimane la compagnia opererà solo da Linate, ma solo voli a breve-medio raggio.

LA PROTESTA DI ATTILIO FONTANA

Una scelta che il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ritiene “inspiegabile”.

“Da questa sera Alitalia lascia Malpensa: voli cancellati. Per la prima volta dal 1948, la compagnia di bandiera italiana annulla i collegamenti tra la Capitale e il principale aeroporto della Lombardia, del Nord Italia e dell’area più produttiva del Paese”, scrive su Facebook il presidente della Regione Lombardia, aggiungendo che è “inspiegabile la visione economica sottesa a questa scelta”.

“Eppure gli aiuti di Stato non sono mai mancati alla compagnia aerea di bandiera, anche grazie alle cospicue tasse pagate dai lombardi, e ritengo che questo sia un oggettivo dato di fatto”, ha lamentato Fontana, auspicando “un ripensamento e una revisione del piano industriale di Alitalia”.

SINDACATI IN RIVOLTA

Le scelte della compagnia non piacciono nemmeno ai sindacati per i quali “il comportamento della gestione commissariale di Alitalia” è “caratterizzato dall’assenza di confronto tra il commissario, il direttore generale e le organizzazioni sindacali”, scrivono Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo al commissario Leogrande. Le sigle denunciano, anche: “continue scelte strategiche sbagliate a nostro avviso dannose per l’azienda e favorevoli alla concorrenza”.

“Abbiamo chiesto ad Alitalia di costituire una cabina di regia per consentire l’avvio di una fase operativa e contestuale rispetto alle evoluzioni industriali, in modo che si faccia trovare pronta e reattiva per il suo rilancio. Altri temi che dobbiamo affrontare con il vettore sono ad esempio il monitoraggio dell’applicazione della cassa integrazione e lo smartworking per il personale degli uffici”, ma per ora, dicono i sindacati, non c’è risposta.

PERSI 20 MILIONI AL GIORNO

In attesa di risposte e di un nuovo piano di rilancio, però, cresce la perdita della compagnia. “Ricordiamo che Alitalia ha perso oltre 20 milioni di euro al giorno nel 1° semestre”, ha detto Andrea Giuricin, economista ed esperto di trasporti, su Facebook.

 

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