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Alitalia, tutte le turbolenze su prestito-ponte, cassa e ipotesi Cdp-Ferrovie

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Fatti, numeri, indiscrezioni e scenari sul dossier Alitalia. L’articolo di Angela Zoppo, giornalista di Mf/Milano Finanza

A metà settembre si riunirà il prossimo consiglio d’amministrazione di Cassa depositi e Prestiti e sarà probabilmente quella l’occasione in cui il dossier Alitalia arriverà sul tavolo del presidente Massimo Tononi e dell’ad Fabrizio Palermo.

CHE COSA SI DICE SU CDP IN ALITALIA

Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’ipotesi di un coinvolgimento di Cdp per riportare la compagnia sotto controllo pubblico resta al momento una suggestione politica che potrà prendere forma dopo la pausa estiva, fermo restando il baluardo dello Statuto contro ogni investimento in aziende in perdita.

I PALETTI SULL’IPOTESI FERROVIE PER ALITALIA

Quanto all’ipotesi Ferrovie, che solleverebbe comunque problemi di antitrust, fonti vicine al governo spiegano così la prudenza espressa ieri dal premier Giuseppe Conte: prima di rischiare un nuovo braccio di ferro con Bruxelles per ricondurre Alitalia in mano pubblica, si vogliono dare all’Ue garanzie sul rimborso del doppio prestito ponte da 900 milioni di euro, sotto esame negli uffici della commissaria Marghrete Vestager.

SE E COME POTRA’ ESSERE RIMBORSATO IL PRESTITO-PONTE

Nella relazione appena trasmessa al governo, però, i 3 commissari straordinari della compagnia, Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, parlano chiaro: il prestito potrà essere rimborsato entro la scadenza del 15 dicembre prossimo solo se la procedura di vendita sarà rispettata e se ci saranno altre entrate, perché la gestione ordinaria continuerà ad assorbire cassa.

CHE COSA SCRIVONO I COMMISSARI DI ALITALIA

«Con specifico riferimento al finanziamento oneroso disposto, per 600 milioni di euro,ed incrementato di ulteriori 300 milioni di euro», scrivono i commissari, «la società rappresenta che sulla base delle ipotesi di liquidità del budget 2018 ad oggi disponibili (suscettibili di subire modifiche in base ai vari fattori esogeni da cui dipendono), l’assorbimento di cassa atteso in pendenza della procedura per la dismissione delle attività aziendali di Alitalia e Cityliner risulta compatibile con l’obiettivo della procedura di amministrazione straordinaria della massimizzazione delle possibilità di soddisfacimento dei creditori concorsuali, ivi incluso il debito prededucibile verso lo Stato, anche tenuto conto dei valori di realizzo dei medesimi complessi aziendali ipotizzabili sulla base delle valutazioni acquisite dalla gestione commissariale nonché delle altre possibili fonti di entrata per l’amministrazione straordinaria».

I TEMPI E LA CASSA

Insomma, quale che sia il futuro azionista di controllo della compagnia, il tempo stringe. In cassa ci sono 763 milioni di euro (più i 100 milioni di euro depositati alla Iata). Oltre alla liquidità residua del prestito ponte, Alitalia con la gestione commissariale ha generato anche un capitale circolante positivo per 94 milioni di euro, sostenuto dalle vendite stagionali.

COME SARA’ IL PROSSIMO TRIMESTRE DI ALITALIA

Ma il prossimo trimestre sarà meno favorevole sul fronte degli incassi. Ragione in più per fare presto, potendo contare anche sul lavoro della gestione precedente. L’ipotesi di alleanza fra aerei e treni, infatti, era già prevista nel piano Alitalia-Etihad 2013-2016. A ricordarlo sono gli stessi commissari straordinari della compagnia nella «relazione sulle cause d’insolvenza» depositata al ministero dello Sviluppo economico.

CHE COSA PREVEDEVA IL VECCHIO PIANO STRATEGICO

Negli anni dal 2013 al 2016, e con una spinta maggiore dopo l’ingresso di Etihad a fine 2014, il piano strategico prevedeva «focalizzazione sul lungo raggio e alleanze con ferrovie», nonostante la concorrenza sul corto raggio dell’alta velocità ferroviaria abbia penalizzato i ricavi della compagnia.

(articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza)

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