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Qual è la vera efficacia del vaccino di Pfizer. Il post di Bucci

Bucci

Tutti i numeri sull’efficacia del vaccino Pfizer anti Covid. Il post di Enrico Bucci, Ph.D. in Biochimica e Biologia molecolare, professore aggiunto alla Temple University di Philadelphia, autore del libro “Cattivi scienziati

Molto furore stanno facendo gli editoriali di Peter Doshi sul vaccino Pfizer, pubblicati su Bmj (di cui egli è editor).
Ho deciso di affrontare uno per volta i suoi argomenti, ma prima è necessaria una premessa.
Condivido in pieno il suo appello (cui è seguito quello di molti altri) a rendere completamente trasparenti e completi i dati dei clinical trials.
D’altronde, questa è una battaglia in corso da anni, che non comincia certo con i vaccino per Sars-CoV-2.
Liberare tutti i dati clinici: è indispensabile perché si abbia fiducia, sicurezza, tranquillità.
Detto questo, andiamo ad esaminare i suoi argomenti, ad iniziare dal primo, cui è dedicato questo post.
Sulla base della scoperta che nei documenti Fda circa il trial del vaccino Pfizer sono nominati 3410 casi di “sospetto Covid-19”, e sulla base del fatto che questi sono molti di più dei casi confermati usati per calcolare l’efficacia del vaccino, sostiene Doshi che l’efficacia potrebbe essere molto più bassa – addirittura solo il 19% – perché queste migliaia di casi di “sospetto Covid-19” si distribuiscono in maniera quasi uguale tra vaccinati e non vaccinati. Queste migliaia, chiaramente, peserebbero molto, molto di più dei meno di 200 casi confermati, se fossero effettivamente casi di Covid-19.
Tuttavia, le cose non stanno così, ed infatti Peter Doshi scrive nel suo editoriale del 4 gennaio:

“If many or most of these suspected cases were in people who had a false negative PCR test result, this would dramatically decrease vaccine efficacy. But considering that influenza-like illnesses have always had myriad causes—rhinoviruses, influenza viruses, other coronaviruses, adenoviruses, respiratory syncytial virus, etc.—some or many of the suspected covid-19 cases may be due to a different causative agent”. 

Perché Doshi è costretto a riferirsi ai “sospetti Covid-19” come a persone che hanno avuto un test di Pcr risultato falsamente negativo?
Perché il fatto che i “sospetti Covid-19” siano persone sintomatiche e negative alla PCR, è confermato dai documenti FDA ove egli ha trovato la notizia dei 3410 casi di “sospetto Covid-19“.
I documenti infatti riportano quanto segue:
“Efficacy is being assessed throughout a participant’s follow-up in the study through surveillance for potential cases of COVID-19. If, at any time, a participant develops acute respiratory illness, an illness visit occurs. Assessments for illness visits include a nasal (midturbinate) swab, which is tested at a central laboratory using a reverse transcription-polymerase chain reaction (RT-PCR) test (e.g., Cepheid; FDA authorized under EUA), or other sufficiently validated nucleic acid amplification-based test (NAAT), to detect Sars-CoV-2.”
Dunque se quei 3410 fossero veri Covid-19 e quindi i calcoli di Doshi fossero giusti, dovremmo pure ipotizzare che siano tutti falsi negativi alla PCR; 3410 positivi persi (ovvero falsi negativi) contro 200 positivi (veri) trovati, usati per calcolare l’efficacia del vaccino dalla Pfizer; ma questo tasso di errore della PCR è del tutto irrealistico.
Stando così le cose, la previsione di una sostanziale bassissima efficacia del vaccino Pfizer (19% o 29% escludendo “sospetti Covid-19” trovati nella prima settimana dopo la prima dose), ricavata dal considerare i “sospetti Covid-19” come falsi positivi alla PCR, è certamente falsa.
Per quanto riguarda questo primo argomento di Doshi, mi pare chiaro, anche dalle sue stesse parole, che egli abbia utilizzato volutamente un caso limite irrealistico ed un argomento paradossale, per richiamare correttamente l’attenzione sul fatto che i dati vanno forniti comunque tutti (anche quelli sui 3410 “sospetti Covid-19”); il che non significa affatto ciò che tanti credono di capire, assumendo due bufale in un colpo solo – che la PCR sia soggetta ad un tasso di falsi negativi di oltre il 90% e che il vaccino Pfizer sia stato autorizzato con un’efficacia inferiore al 50%.
Sono pronto a ricredermi, se i dati dovessero smentirmi; ma, per ora, mi pare che essi puntino in tutt’altra direzione rispetto a certi commenti e blog, pur su riviste prestigiose come Bmj.

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