Sanità

Vaccini anti Covid-19, ecco come gli Usa finanziano le aziende a fondo perduto

di

acqua ossigenata

Tutti i finanziamenti dell’agenzia federale Usa, Barda, alle aziende (Janssen, Moderna e Sanofi) che lavorano ai vaccini anti Covid-19

Si è ancora lontani dall’avere un vaccino contro il Coronavirus. La corsa è iniziata da diverse settimane, le case farmaceutiche hanno accelerato studi, sperimentazioni e test clinici, ma bisognerà ancora attendere per avere un antidoto sicuro contro Covid-19.

A fare la differenza, in questa partita, sono le risorse. Sì, anche nella corsa al vaccino i soldi contano. Ed è per questo che Barda negli Usa ha deciso di iniettare denaro fresco nelle società più promettenti, come Moderna. Si tratta di finanziamenti a fondo perduto:

BARDA FINANZIA PESANTEMENTE LA RICERCA PER IL VACCINO

La Biomedical Advanced Research and Development Authority (Barda), un’agenzia federale che finanzia la tecnologia per la lotta alle malattie, ha annunciato investimenti per quasi 1 miliardo di dollari per sostenere lo sviluppo del vaccino contro il coronavirus.

BARDA INIETTA DENARO IN JOHNSON&JOHNSON

Il finanziamento più cospicuo di Barda, pari a 456 milioni di dollari, è finito nelle casse della società Janssen Pharmaceutica, con sede in Belgio, costola di Johnson&Johnson. L’azienda sta lavorando al vaccino, ma non ha ancora avviato alcun test clinico e punta ad iniziare le sperimentazioni sull’uomo, al più tardi, entro settembre 2020.

483 MILIONI DI DOLLARI PER MODERNA

Finanziamento importante da parte di Barda anche per Moderna, che ha ricevuto dall’agenzia ben 483 milioni di dollari. L’azienda americana ha sviluppato un vaccino chiamato mRna-1273 la cui componente principale è il complesso proteico S (proteina virale Spike S), come i vaccini codificati contro i coronavirus responsabili della sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e della sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

La società ha avviato la sperimentazione sull’uomo.

BARDA FINANZIA SANOFI

La Barda ha finanziato, in questa corsa, anche Sanofi: le due realtà hanno ampliato una precedente collaborazione su un vaccino antinfluenzale per concentrarsi sul coronavirus e Barda, riferisce Quartz, ha ottenuto altri 30 milioni di dollari.

INVESTIMENTI A FONDO PERDUTO

Quelli di Barda sono investimenti a fondo perduto: non si sa se i vaccini delle tre aziende risulteranno efficaci e se i finanziamenti, in qualche modo, avranno un ritorno.

“Questo è un fatto unico”, aveva commentato a Quartz Phyllis Arthur, vicepresidente per le malattie infettive e la diagnostica della Biotechnology Innovation Organization (BIO), un gruppo industriale di biotecnologia. Normalmente gli investimenti arrivano in fase 2 inoltrata o in fase 3, specifica Phyllis Arthur.

MODERNA: LA PICCOLA AZIENDA CHE GUIDA LA RICERCA

Quella che fa Barda su Moderna, in effetti, seppur l’azienda sia in fase avanzata nel test del vaccino, è una vera e propria scommessa. L’azienda è piccola: ha solo 830 dipendenti (per fare un confronto, i dipendenti di Janssen Pharmaceuticals sono oltre 40.000).

Per essere all’altezza del momento, Moderna sta assumendo 150 dipendenti e aumentando la produzione manifatturiera a tre turni al giorno, sette giorni alla settimana. Se il vaccino dovesse rivelarsi efficace serviranno sforzi e accordi importanti per la produzione.

CINA ALLA RICERCA DI UN RISCATTO

Investimenti a fondo perduto che dovranno confrontarsi e scontrarsi con la voglia di riscatto morale (e non solo) della Cina, il cui governo nelle scorse ore, si legge sul Financial Times, ha dato il via libera agli studi clinici di fase 2 su tre vaccini anti Covid-19 sviluppati nel paese da tre diverse società, CanSino Biologics, Sinovac Biotech e il Wuhan Institute of Biological Products.

INDUSTRIA FARMACEUTICA

L’industria di settore sta spingendo al massimo perché Pechino possa diventare leader nella ricerca biotecnologica. Il settore, infatti, risente dello scandalo sull’inefficienza dei vaccini per i bambini scoppiato solo 2 anni fa.

“Non abbiamo ancora nessun Jack Ma [il fondatore del colosso tecnologico Alibaba] nel settore delle biotecnologie”, ha affermato Lefei Sun della società di investimento General Atlantic. “Ma tra 10 anni, il settore della biotecnologia in Cina sarà paragonabile a quello della tecnologia oggi.”

IL CASO JENNER-IRBM

Alla corsa al vaccino partecipa anche l’Europa. Lo Jenner Institute della Oxford University con la partnership dell’azienda italiana Advent del gruppo Irbm di Pomezia, ha dato vita ad un vaccino che è già stato somministrato ad oltre 320 volontari, come si legge in questo articolo di Start Magazine. Il vaccino sembra essere “sicuro e ben tollerato” ed i risultati di questa prima fase sono attesi “entro maggio”. A giugno dovrebbe prendere il via la sperimentazione su un campione più ampio, di 5.000 soggetti. Irbm preme per avere finanziamenti su Cdp e Bei, che hanno chiesto documenti per vagliare il progetto.

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