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Contraccettivi Maschili

Un nuovo contraccettivo maschile (non ormonale) all’orizzonte?

Un gruppo di ricercatori del Minnesota ha scoperto una molecola in grado di ridurre del 45% gli spermatozoi maschili, aprendo nuove strade ai contraccettivi maschili. Tutti i dettagli

 

I contraccettivi maschili sono ancora pochi ma cresce sempre di più il numero di uomini interessati a prendersi le stesse responsabilità delle donne e la ricerca continua a fare passi avanti.

Uno studio dell’Università del Minnesota, pubblicato sul Journal of Medicinal Chemistry, annuncia infatti che sta lavorando a un farmaco non ormonale in grado di ridurre gli spermatozoi del 45%.

L’IDEA

L’idea di base dei ricercatori è stata quella di inibire una proteina chiamata chinasi ciclina-dipendente 2 (Cdk2), che appartiene alla famiglia delle proteine chinasi ciclina-dipendenti (Cdk), già note agli studiosi per il loro coinvolgimento nel ciclo cellulare e per il ruolo che hanno nella produzione di cellule spermatiche e nello sviluppo dei tumori.

I TEST

Durante i test di laboratorio, infatti, i ricercatori si sono accorti che i topi, se privati di questa specifica proteina, risultavano sterili. Da qui l’idea di realizzare un farmaco che inibisse tale recettore in modo da ottenere un contraccettivo maschile.

Il rischio, però, era che trattandosi di una proteina molto simile ad altre appartenenti alla famiglia delle Cdk potesse provocare effetti indesiderati.

COME RISOLVERE IL PROBLEMA

Ma per non lasciare intentata la possibilità, i ricercatori hanno individuato un punto di legame finora sconosciuto nella Cdk2 e poi sono riusciti a identificare, tra migliaia, il composto che riesce a colpirlo selettivamente.

Ef-4-177, composto metabolicamente stabile e biodisponibile per via orale si è dimostrato capace di alterare in modo significativo la spermatogenesi, dimostrando il potenziale terapeutico di questa serie.

I RISULTATI

Dai test, dopo un’esposizione di 28 giorni, è quindi emerso che il numero di spermatozoi nei topi era diminuito circa del 45%.

“Questo studio – scrivono gli autori – descrive la scoperta degli inibitori Cdk allosterici con la più alta affinità segnalata e mostra la promessa di produrre un inibitore Cdk2 allosterico efficace e selettivo”.

L’OPZIONE IDROGEL

Un’altra opzione contraccettiva maschile reputata interessante dagli esperti è un idrogel allo studio in Australia. L’anticoncezionale permetterebbe infatti di bloccare lo sperma per 24 mesi senza influire sugli ormoni.

Inoltre, rispetto a quanto dimostrato dai ricercatori dell’Università del Minnesota, in questo caso è già tutto pronto per procedere con un trial sugli uomini lungo tre anni, dopo che le ricerche condotte sugli animali non hanno rilevato gravi rischi o problemi di sicurezza.

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