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Ufficio Stampa Ministero Salute

Se volete contattare l’ufficio stampa del ministero della Salute, non fatelo. Pensate alla vostra salute

Tra il teatro dell'assurdo di Samuel Beckett e l'Odissea di Omero. Viaggio nei rocamboleschi meandri dell'ufficio stampa del ministero della Salute

 

Caro direttore,

l’anno volge al termine e vorrei raccontarti una storiella che se non avesse a che fare con una cosa seria farebbe ridere.

Hai presente i luoghi comuni sui ministeri italiani? Un giorno, il 30 novembre scorso per l’esattezza, tu direttore, hai deciso che la mia collega Giulia Alfieri, restia a questo genere di incarichi, dovesse affrontare quell’inferno dantesco pieno di persone, uffici, creature che appaiono e scompaiono per ferie (senza un ritorno), pause pranzo (che iniziano alle 12 e non terminano mai), indirizzi email (uno solo in realtà) a cui nessuno risponde.

Per fortuna presso l’ufficio stampa del ministero della Salute ci sono ben tre numeri di telefono, così chi risponde può giocare allo sport che nei palazzi della burocrazia va per la maggiore: il ping pong. Di solito va così: il telefono squilla un po’ di volte. Poi, quando tu stai per arrenderti, dall’altra parte della cornetta una voce risuona e dice: “Pronto”. È un “Pronto” un po’ infastidito perché loro stanno lavorando. “Buongiorno”, “buonasera” e presentarsi non vanno più di moda. Ad ogni modo finalmente puoi giocarti la tua occasione e dire tutto d’un fiato quello di cui hai bisogno in modo da non rubargli troppo tempo (e anche perché, si sa, la soglia dell’attenzione cala dopo 1, 2, 3… niente, è già finita).

A quel punto hai usato tutto il fiato a disposizione e dall’altra parte, forse mossi a compassione (voglio fingere di credere che un po’ di umanità esista ancora), ti rassicurano e ti dicono che la tua richiesta (inviata per email, a cui non hai mai ricevuto una risposta) verrà (in un tempo non ben precisato) presa in carico, devi però capire che sono OBERATI (no, non hanno veramente usato questa parola d’altri tempi) e che quindi i tempi “so’ quelli che so'” (per dirla alla romana).

Ma tornando al ping pong… La collega, dopo aver dato fiducia (ah, povera ingenua) alla prima persona con cui ha parlato, ha iniziato a essere rimbalzata da un dipendente all’altro: Alessandra, Monica, Claudio… Chi più gentile chi meno, le continuavano a dire che, certo, una risposta l’avrebbe ricevuta.

Alle prime chiamate non sapevano dare con esattezza un giorno (Dio vede e provvede) ma quando ormai, anche Alfieri, che non è solita alterarsi sul luogo di lavoro, ha iniziato a perdere la pazienza e ha osato pretendere una data le hanno cominciato a dire che le avrebbero risposto prima entro la settimana, poi di lì a un paio di giorni e addirittura il giorno stesso. Anzi, l’avrebbero richiamata. Ma veramente l’ufficio stampa del ministero della Salute richiama qualcuno (a meno che non sia per protestare)?

Comunque in tutto questo, mi scuso con i lettori, ma visto che tu conosci cosa mai quella rompiscatole di Alfieri voleva sapere dal ministero non ho ancora detto di che si tratta. La collega infatti aveva solamente chiesto se un decreto era stato aggiornato o modificato ma per saperlo bisogna mandare un’email (l’abbiamo inviata il 30 novembre!), che poi viene presa in carico (così dicono) da un giornalista, nel nostro caso, da un giornalista esperto in legislazione.

La domanda era talmente banale che quando Alfieri è arrivata a parlare – oggi – col portavoce del ministro Orazio Schillaci in persona, anche lui è rimasto basito dalla semplicità della questione a cui dopo un mese non si riesce ancora a venire a capo. Il portavoce, quindi, dopo averla messa in attesa, è stato così gentile da dirle di inviargli “un appuntino” così se ne occuperà. Non oggi, però. È pur sempre il 28 dicembre. Meno 72 ore al Capodanno, tocca partire. E, quindi, “Buona fine e buon inizio dottoré, se risentimo a anno nuovo” (no, non l’ha veramente detto, ma a questo punto Alfieri avrebbe apprezzato lo spirito romano).

Insomma, caro direttore, non ti spazientire se ancora non abbiamo cucinato la pietanza giornalistica che ci hai chiesto. Magari se risentimo nel 2024.

Luigi Pereira

Ps: Ah direttore scusa, non perdere tempo a invocare su X una risposta del ministero; lascia stare. Prova su Threads o su Instagram o su TikTok. Magari lì sarai più fortunato. Magari.

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