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Cattani

Tutti i numeri di Farmindustria

Tutti i numeri di Farmindustria: la produzione di farmaci e prodotti farmaceutici ha toccato i 52 miliardi di euro nel 2023 e oltre 49 di export, gli investimenti sul territorio 3,6 miliardi, di cui 2 in R&S. Gli addetti sono 70.000 (+2% nel 2023 e +9% in 5 anni), con un incremento di quasi il 20% di under 35 negli ultimi 5 anni. 

Un bilancio economico in crescita e aspettative positive per le relazioni con i partner, anche istituzionali, europei. Sono questi due dei messaggi che arrivano dall’Assemblea di Farmindustria “Una visione globale per governare il cambiamento”. “La nostra industria conferma di essere un settore hi-tech strategico per la Nazione – ha detto il presidente Marcello Cattani -. Al primo posto a livello mondiale per crescita dell’export tra il 2021 e il 2023. È il traguardo raggiunto dall’industria farmaceutica in Italia grazie a imprese, internazionali e nazionali, che continuano a investire nel Paese”.

I NUMERI DI FARMINDUSTRIA

Le cifre della produzione sono quelle di un settore in crescita, che ha saputo sfruttare le contingenze favorevoli e affrontare le sfide che arrivano di competitor globali. Secondo i dati forniti dall’associazione di Confindustria la produzione di farmaci e prodotti farmaceutici ha toccato i 52 miliardi di euro nel 2023 e oltre 49 di export, nonostante le difficoltà causate dall’aumento dei costi del 30% rispetto al 2021. Gli investimenti sul territorio 3,6 miliardi, di cui 2 in R&S. Gli addetti sono 70.000 (+2% nel 2023 e +9% in 5 anni), con un incremento di quasi il 20% di under 35 negli ultimi 5 anni, e con un’elevata presenza di donne, il 45% del totale. Industria che ha un welfare aziendale all’avanguardia ed è il primo settore tra quelli manifatturieri, secondo Istat, per competitività, con il più alto valore aggiunto per addetto, parametro di produttività per cui siamo migliori degli altri Big UE. Inoltre, negli ultimi 5 anni la crescita delle domande di brevetto farmaceutico nel Paese sono aumentate del 35%, rispetto al +23% dei Big UE.

CATTANI (FARMINDUSTRIA): “AGIRE IN EUROPA PER SOSTENERE COMPETITIVITÀ, DELL’ATTRATTIVITÀ PER GLI INVESTIMENTI, DELL’AUTONOMIA STRATEGICA

Se gli i numeri premiano il mercato italiano ed europeo altrettanto fanno con i competitor internazionali. Il gap di investimenti in R&S tra UE e USA è passato in 20 anni da 2 miliardi di dollari a 25, dice l’associazione di Confindustria. Con il 60% dei nuovi lanci di medicinali che avviene negli USA mentre in UE è meno del 30%. Secondo recenti dati Efpia, la Cina nel 2023 ha superato l’Europa come area di origine di nuovi farmaci: su 90 molecole a livello globale 28 arrivano dagli Usa, 25 dalla Cina, 17 dall’UE. Cina che in R&S cresce a ritmi 3 volte superiori a quelli del nostro Continente, il 74% dei principi attivi di uso più consolidato dipende infatti da produzioni in Cina o in India così come il 60% dell’alluminio. “Ora è il momento di accelerare con determinazione, giocando su due tavoli – ha detto il presidente Cattani -. In Europa per ricominciare a porre al centro il tema della competitività, dell’attrattività per gli investimenti, dell’autonomia strategica e delle catene di approvvigionamento. Bisogna poi avere il coraggio di rivedere completamente la proposta di revisione della legislazione farmaceutica che indebolisce la proprietà intellettuale. Proprio mentre USA, Cina, Singapore, Emirati Arabi, Arabia Saudita mettono in campo politiche per rafforzare la propria struttura industriale”.

ORAZIO SCHILLACI: BENE AIFA, CAMBIO DI PASSO IN EUROPA

Sul palco di Farmindustria anche il ministro della salute, Orazio Schillaci. Anche il suo intervento è stato critico nei confronti dell’operato della Commissione europea. “Nella proposta di riforma della legislazione europea sui farmaci ci sono degli aspetti positivi e negativi, sui quali siamo intervenuti: è chiaro che occorre rimettere al centro l’innovazione e la competitività senza limitare gli investimenti dell’industria farmaceutica – ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci -. Dobbiamo rendere più attrattivi gli investimenti in Europa e dobbiamo investire per avere nuovi farmaci per malattie complesse e l’antibiotico resistenza. Ma bisogna anche accelerare l’accesso a tutti i farmaci innovativi da parte dei pazienti. Il mondo globalizzato non può lasciare ai margini l’Europa che deve tornare ad essere un terreno fertile per gli investimenti”. Se da Farmindustria arriva la reprimenda del ministro all’operato dell’Ue, per l’Aifa, invece, ci sono i complimenti. “La modifica di Aifa sta funzionando, la Commissione unica ha approvato molte pratiche inevase – ha detto il ministro Schillaci -, i primi risultati sui tempi medi per valutare le nuove pratiche sono scesi da 500 a 250 giorni. È chiaro che è un processo che è appena iniziato, è un processo importante, non possiamo non dare agli italiani le innovazioni farmaceutiche”.

IL MEMORANDUM TRA FARMINDUSTRIA E LA MINISTRA ANNA MARIA BERNINI

Nell’ambito dell’Assemblea la ministra dell’Università e la ricerca Anna Maria Berini ha siglato, insieme al Presidente di Farmindustria, Marcello Cattani un memorandum per rafforzare la formazione in materie scientifiche, prevenire la fuga di cervelli e attrarre lavoratori specializzati dall’estero. Il protocollo, grazie alla collaborazione fra le imprese farmaceutiche e istituzioni universitarie, vuole favorire la formazione di professionalità altamente qualificate e specializzate attraverso la partecipazione delle imprese alle attività formative delle Università, trattenere e valorizzare i talenti presenti nelle università e nelle imprese. Rientra nel protocollo anche il sostegno al Piano Mattei, con iniziative per la formazione e lo sviluppo di competenze nei Paesi coinvolti nel Piano. “È un accordo di collaborazione in cui crediamo moltissimo – ha detto la ministra nel corso del convegno -. Il risultato è veramente straordinario perché non riguarda solo la formazione successiva alla laurea, ma riguarda le materie Stem e la possibilità di orientare l’Università verso percorsi di formazione sempre più innovativi, sempre più adatti a quello che adesso il mercato richiede. E poi il piano Mattei: abbiamo elaborato un progetto per fare insieme dei road show nei paesi target per il piano Mattei: siamo già stati in Egitto, Tunisia, Libia, Algeria, in Marocco”.

LE SINERGIE TRA SANITÀ E INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELL’INTERVENTO DI PADRE PAOLO BENANTI

Le sinergie tra sanità e il main theme dei nostri giorni, l’intelligenza artificiale, è stato affrontato nel corso dell’intervento di Padre Paolo Benanti, membro, l’unico italiano, del Comitato sull’intelligenza artificiale delle Nazioni Unite. “L’’intelligenza artificiale (IA) promette di rivoluzionare l’assistenza sanitaria, offrendo diagnosi più accurate, supporto personalizzato ai pazienti, scoperta di farmaci più rapida ed efficienza generale – he detto Padre Benanti all’assemblea di Farmindustria -. Si stima che l’implementazione dell’IA potrebbe salvare centinaia di migliaia di vite ogni anno e, solo in America, potrebbe far risparmiare tra 200 e 360 miliardi di dollari di spesa medica annuale. Nonostante il suo potenziale, l’integrazione dell’IA nell’assistenza sanitaria è stata lenta e spesso deludente per una serie di motivi. Se implementata in modo responsabile ed efficace, l’IA ha il potenziale non solo per migliorare l’assistenza sanitaria ma anche per fungere da modello per l’adozione dell’IA in altri settori. Come navigare queste frontiere tra potenzialità e rischi? Come più volte sottolineato in queste pagine, non contano solo i mezzi ma il fine: l’algoretica ci indica il fine di umanizzazione della medicina e di cura dell’umano da perseguire”.

ORSINI (CONFINDUSTRIA): “LA COMMISSIONE UE DEVE ESSERE PRO INDUSTRIA, DIVERSAMENTE DA QUELLA PASSATA”

Anche dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, arriva la critica all’operato dell’ultima Commissione europea e l’invito a un cambio di rotta. “L’Europa deve essere “competitiva” e “la prossima Commissione Ue deve essere pro-industria non come la precedente che era anti-industriale ideologicamente – ha detto il presidente di Confindustria all’assemblea Farmindustria -. Non siamo contro l’ambiente ma la normativa degli imballaggi e del packaging, se non fosse stata modificata, quanto avrebbe impattato tutti i settori del Paese e messo in difficoltà le imprese? Servono fondi sovrani altrimenti non ci sarà la possibilità di fare le transizioni”.

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