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Scuola, che cosa succede sull’obbligo vaccinale

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Obbligo vaccinale per il personale scolastico. L’approfondimento di Maria Scopece con le posizioni del governo, dei costituzionalisti e dei sindacati di presidi e insegnanti

L’introduzione dell’obbligo vaccinale per insegnanti e personale scolastico non è stato previsto nell’ultimo decreto anti Covid approvato dal governo.

LE MOSSE DI FIGLIUOLO

«L’obiettivo è avere entro la prima decade di settembre il 60 per cento dei ragazzi vaccinati per poter tornare in presenza o con pochissime limitazioni», ha detto il commissario Francesco Paolo Figliuolo. È prioritario vaccinare gli studenti in età «uguale o superiore a 12 anni», ha scritto, quindi, alle Regioni. E alle stesse amministrazioni Figliuolo ha chiesto, entro il 20 agosto, di conoscere il numero dei docenti e del personale scolastico che mancherà all’appello, cosa, in verità, conosciuta già adesso. Ha chiesto comunque il numero degli assenti, non gli elenchi con nome e cognome

I presidi favorevoli alla vaccinazione obbligatoria

La questione del vaccino agli insegnanti e al personale scolastico tiene banco, anche in vista dell’incontro al ministero dell’Istruzione con i sindacati per cominciare a discutere del protocollo per tornare in classe a settembre. A rilanciare l’idea del vaccino obbligatorio per insegnanti e personale scolastico è stato il capo del sindacato dei presidi, Antonello Giannelli. “Per riprendere in sicurezza e fare a meno del distanziamento, come si legge nel parere del Cts, servirebbe la totalità dei vaccinati o la quasi totalità, secondo percentuali che lo stesso Cts dovrebbe precisare – dice il preside Giannelli in un intervento a RaiNews24 -. Qualora non si riuscisse in tempi molto rapidi a ottenere questa vaccinazione si dovrebbe valutare una forma di obbligo per coloro che sono a contatto con l’utenza”.

Obbligo vaccinale nelle scuole: il sì dei costituzionalisti

Sabino Cassese, giurista, accademico e presidente emerito della Corte costituzionale, sull’ipotesi di obbligo vaccinale ha spiegato che «fa bene il governo a seguire un criterio progressivo, prima il convincimento, poi una certificazione che garantisca quell’interesse della collettività di cui parla la Costituzione, solo come rimedio ultimo un obbligo vaccinale generalizzato per tutti» e sul green pass ricorda che «non comporta un obbligo generalizzato ma, come è stato osservato, costituisce un requisito o una idoneità». “La Costituzione – ha aggiunto l’ex ministro della Funzione pubblica, Cassese, al Dubbio – dispone che possono essere introdotti trattamenti sanitari obbligatori, ponendo un solo limite: quello di farlo per legge. Quindi, richiede un intervento del Parlamento. Inoltre, la Costituzione stabilisce che la Repubblica tutela la salute, aggiungendo che lo fa sia per tutelare un diritto dell’individuo, sia per assicurare un interesse della collettività. La conseguenza di queste due disposizioni è molto chiara. Possono essere disposti trattamenti sanitari obbligatori. La corte costituzionale ha aggiunto che la legge che li dispone deve essere non discriminatoria e proporzionata”.

“L’obbligo vaccinale è costituzionalmente legittimo, su questo non dobbiamo avere dubbi”, ha detto a Open il costituzionalista Francesco Saverio Marini, professore ordinario di Diritto Pubblico presso l’Università Tor Vergata di Roma e consulente per le questioni di diritto amministrativo dell’Istituto Superiore di Sanità. “L’idea di obbligo trova fondamento nella Costituzione per il semplice fatto che al principio della libertà di salute, contenuto nell’art. 32 della Carta, viene posto un preciso limite che è quello dell’interesse della collettività – aggiunge Marini -. Se la propria libertà di salute oltrepassa l’interesse della comunità si può intervenire con un provvedimento restrittivo”. E precisa il suo pensiero quando parla degli insegnanti. “Quello che dobbiamo tenere presente è il fatto che l’obbligo vaccinale legato alla pandemia è strumentale al principio dell’interesse della collettività – conclude Marini -. Va da sé che se una specifica categoria di popolazione è quotidianamente più a contatto di altre con un numero elevato di persone, ha più possibilità di essere un pericolo per la comunità in cui vive. Questo legittima il legislatore ad agire nei confronti dello specifico gruppo”. Interpellato sull’obbligo di presentare il green pass in situazioni di socialità il costituzionalista Cesare Mirabelli ha parlato anche della scuola. “Sono favorevole se è un requisito per le attività fondamentali, come i servizi a contatto col pubblico, e se un onere per azioni facoltative e ludiche – ha detto il costituzionalista all’AdnKronos -. In alcuni contesti come a scuola o negli ospedali, è assolutamente necessario, mentre per i trasporti o i ristoranti spetta a una valutazione tecnica”.

Il personale scolastico conta 220mila non vaccinati

“Attualmente siamo all’84%, come ha detto il generale Figliuolo, per la prima dose e al 75% per la seconda dose – ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi -. C’è stata quindi una risposta molto responsabile e terremo conto anche di questo. Noi stiamo lavorando giorno e notte per riaprire in presenza nelle condizioni di sicurezza, poi sarà il governo nella sua collegialità a decidere”. Al momento sono 220mila i docenti non vaccinati. “Sembra un numero altissimo, mentre invece è una percentuale bassa e localizzata in alcune regioni – dice il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri dalle pagine del Corriere -. Credo che una moral suasion sia necessaria in quelle regioni che altrimenti avrebbero seri problemi nella didattica”. Tra l’altro questo dato potrebbe non essere del tutto reale. “Da un certo momento gli insegnanti hanno avuto la dose non come categoria ma per fascia d’età come tutti gli altri – continua Giannelli -. Temo che negli hub abbiano continuato a fare iniezioni a maestri e professori senza registrarli come tali”.

I sindacati chiedono di fare chiarezza

I sindacati degli insegnanti, Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola, non si dicono contrari all’imposizione di un obbligo vaccinale ma certo non si sono detti apertamente favorevoli. “Pensare all’obbligatorietà vaccinale –affermano i sindacati della scuola– è il tentativo più semplice che la politica è riuscito a partorire dopo che quasi nulla ha fatto per ridurre strutturalmente i veri fattori di rischio del contagio nelle scuole, ossia diminuire il numero di alunni per classe e aumentare gli organici, aumentare gli spazi a disposizione, predisporre adeguati trasporti scolastici, mettere in funzione un’efficiente procedura di controllo e isolamento dei contagi e aggiornare il protocollo sulla sicurezza: tutti temi sui quali stiamo chiedendo da tempo soluzioni concrete che non arrivano”.

“Se il vaccino per i docenti dovesse diventare obbligatorio la maggioranza delle 220mila persone che lavorano nel mondo della scuola lo farebbero. Non esiste tra gli insegnanti uno zoccolo duro di no vax”, dicono i sindacati. “Noi abbiamo chiesto da subito che al personale scolastico fosse riservata una corsia di accesso preferenziale alle vaccinazioni; se il numero dei non vaccinati è ancora alto, lo si deve in gran parte al modo incerto e contraddittorio con cui si sono susseguite informazioni e decisioni circa le tipologie di vaccino da utilizzare”, dice Maddalena Gissi, segretaria nazionale di Cisl scuola. La responsabilità di questi ritardi nella scuola sarebbe nella campagna di comunicazione fumosa del Governo. “Il governo faccia un mea culpa: la campagna informativa è stata confusa e poco chiara”.

Barbara Floridia: “Non ritengo utile l’obbligo vaccinale”

Intanto dal Governo trapela perplessità circa l’introduzione dell’obbligo vaccinale per il personale scolastico. A dirlo è la sottosegretaria Barbara Floridia. “Personalmente dice in questa fase non ritengo l’obbligo vaccinale per la scuola una soluzione strettamente necessaria – dice la sottosegretaria -. È importante continuare a sollecitare, come io stessa sto facendo, il personale scolastico a vaccinarsi, soprattutto in quei territori in cui la percentuale di prof vaccinati risulta particolarmente bassa, nella consapevolezza che il numero di docenti vaccinati al momento supera l’80% e che abbiamo poco meno di 2 mesi per incrementare ulteriormente questa percentuale“. La sottosegretaria ha inoltre postato sui suoi canali social un video in cui invita i docenti a vaccinarsi.

Giannelli: “I presidi non faranno la guardia dei vaccinati”

Antonello Giannelli però avverte che i presidi non potranno svolgere il compito controllare lo stato della vaccinazione dei loro insegnanti. “Se la politica deciderà di rendere obbligatorio il vaccino per il personale scolastico, nessuno pensi che noi dirigenti possiamo metterci a scoprire chi ha fatto la dose e chi no – continua Giannelli a RaiNews24 -. La legge ad oggi nemmeno ce lo permette. È il sistema sanitario che dovrà occuparsi di individuare chi non è stato vaccinato, non certo noi”.

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