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Leadiant Agcm

Sberla Antitrust a Leadiant per il prezzo troppo alto di un farmaco salvavita

L'Agcm ha dichiarato chiusa l'istruttoria per abuso di posizione dominante nei confronti della casa farmaceutica Leadiant, che aveva imposto al Servizio sanitario nazionale prezzi ingiustificatamente alti per la vendita di un farmaco destinato a curare una malattia rara. Tutti i dettagli

 

Il caso è chiuso. Dopo la multa nel 2022 da 3,5 milioni di euro per abuso di posizione dominante, ieri l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha dichiarato terminata l’istruttoria nei confronti del gruppo farmaceutico statunitense Leadiant Biosciences.

Questo, insieme a Essetifin Spa, aveva imposto al Servizio sanitario nazionale (Ssn) da giugno 2017 prezzi ingiustificatamente gravosi per la vendita di un farmaco salvavita. Ora però, in seguito all’intervento dell’Agcm, le due aziende hanno ottemperato a quanto richiesto dall’Autorità con un significativo impatto positivo, in termini di riduzione dei prezzi, per il Ssn.

COSA ERA SUCCESSO

Leadiant Biosciences ed Essetifin Spa, ricorda l’Agcm, “avevano imposto prezzi ingiustificatamente alti per vendere al Sistema Sanitario Nazionale il farmaco Acido Chenodeossicolico Leadiant, utilizzato per la cura della malattia rara denominata xantomatosi cerebrotendinea”, un difetto enzimatico che provoca l’accumulo, tra l’altro, di colesterolo in molti tessuti, tra cui i tendini e il sistema nervoso centrale, provocando disfunzioni neurologiche, cognitive e sistemiche.

L’INTERVENTO DELL’AGCM

Nel maggio 2022, quindi, l’Autorità è intervenuta sanzionando il gruppo con una multa da 3,5 milioni di euro in quanto ha stabilito che che le due società, trovandosi in posizione dominante e sfruttando la debolezza negoziale della domanda, “avessero ottenuto un prezzo per il farmaco orfano – pari a [5.000-7.000] euro a confezione – troppo oneroso perché sproporzionato rispetto ai costi sostenuti e iniquo alla luce della natura del prodotto, degli investimenti in ricerca e sviluppo effettuati, del rischio affrontato nel progetto di registrazione, del valore terapeutico”.

Al termine di una complessa attività istruttoria era emerso che l’abuso commesso era “frutto di una strategia articolata – ideata dal gruppo molti anni prima e perseguita intenzionalmente – e che è stato realizzato anche attraverso un comportamento dilatorio e ostruzionistico da parte di Leadiant nella procedura di negoziazione del prezzo di rimborso del farmaco con l’Aifa”.

LA CHIUSURA DELL’ISTRUTTORIA

Adesso, a distanza di due anni, l’Agcm ha annunciato di aver chiuso l’istruttoria “per l’ottemperanza da parte di Leadiant Biosciences Ltd. e della controllante Essetifin S.p.A. al provvedimento con cui aveva accertato il loro abuso di posizione dominante”.

In particolare, l’Autorità “ha accertato che il nuovo prezzo del farmaco negoziato dalla due imprese farmaceutiche con Aifa, in vigore dal 15 marzo 2024, pari a circa [2.000-4.000] euro per confezione, costituisce una significativa riduzione del prezzo precedente che peraltro è sostanzialmente in linea con quello applicato prima della condotta abusiva”.

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