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Liste Attesa

Perché l’intervento del governo sulle liste d’attesa è salutare e benaugurante

Il provvedimento del governo sulle liste d'attesa pone le premesse di una significativa riforma del Servizio Sanitario Nazionale che riconosca la centralità delle persone. Il commento di Sacconi.

Il provvedimento sulle liste d’attesa, al di là dei legittimi sospetti sulla tempistica e del carattere contingente di alcune misure, contiene ad una lettura oggettiva le premesse di una significativa riforma del Servizio Sanitario Nazionale che finalmente, senza retorica, riconosca la centralità delle persone. Sì, perché il suo vizio fondamentale, alimentato da varie corporazioni, è l’autoreferenzialità. Non è peraltro condivisibile la solita lagna sulla esiguità delle risorse perché alcune Regioni dimostrano che queste sono sufficienti, se ben impiegate.

Si dispongono con il DL due elementi che potrebbero risultare decisivi per il cambiamento: la progressiva unificazione dei Centri di Prenotazione su base regionale e l’incarico all’Agenas del monitoraggio sulla effettività dei diritti di accesso alle prestazioni dei cittadini nei diversi territori.

L’agenzia, che già dispone dei poteri relativi alla digitalizzazione a partire dalla interoperabilità dei sistemi informativi, è infatti lo strumento idoneo, il luogo naturale, per configurare quel Servizio Nazionale che oggi non c’è. Ente pubblico non economico partecipato nei suoi organi dalle Regioni, dovrebbe solo integrare le sua capacità con le competenze necessarie a monitorare le spese dei servizi regionali secondo il criterio della contabilità economica analitica patrimoniale per confrontare i diversissimi costi tra i vari modelli. Esso dovrebbe infatti promuovere la convergenza verso i sistemi più performanti separando i trasferimenti dal fondo sanitario nazionale tra quelli fisiologici in base agli indicatori omogenei e quelli dedicati ai piani di graduale convergenza.

Soccorrono a questo scopo i Cup regionalizzati perché dovrebbero diventare lo strumento con cui le Regioni si fanno regolatori neutrali a difesa del cittadino selezionando i servizi (pubblici o accreditati) più idonei ai suoi bisogni. Il Centro di Prenotazione ha infatti il compito di individuare, di volta in volta, il servizio più appropriato e più prossimo constatando gli esiti. La convergenza verso le dimensioni ottimali in termini di costi e benefici si realizza da un lato potenziando i servizi territoriali, a partire dagli studi associati dei medici di medicina generale, dall’altro razionalizzando le strutture ospedaliere pubbliche e private secondo i criteri di efficienza individuati dal DM 70 del 2015, peraltro in via di armonizzazione con il DM 77 del 2022.

Certo, occorrerà il coraggio di mettere in discussione molte strutture al di sotto della soglia di sicurezza per i bisogni acuti dei cittadini. Pubbliche, spesso difese a prescindere. Private, spesso povere di qualità da non scambiare mai con la comodità.

La necessità indotta dalle liste di attesa potrebbe quindi determinare quel cambiamento strutturale da tempo auspicato in modo che la domanda comandi sulla offerta.

Maurizio Sacconi

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