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Perché sono tutti pazzi per la pillola Merck anti Covid?

Farmaci Desametasone

Dagli Stati Uniti all’Asia passando per l’Europa, in molti guardano con interesse alla pillola anti Covid della casa farmaceutica Merck: quali sono i pro e i contro di quello che potrebbe essere il primo farmaco antivirale contro il virus?

 

La pillola anti Covid molnupiravir, meglio nota come Merck dal nome della multinazionale statunitense che la produce, impazza in Asia nonostante la vendita non sia ancora stata approvata.

Intanto, si attende la risposta della Food and Drug Admnistration (Fda), a cui Merck ha recentemente chiesto l’autorizzazione di emergenza visti i promettenti risultati del farmaco.

CHE COS’È LA PILLOLA ANTI COVID MERCK

La pillola della Merck, sviluppata insieme a Ridgeback Biotherapeutics, viene proposta per il trattamento del Covid-19 in forma lieve o moderata negli adulti a rischio di progressione verso forme gravi e ricovero.

La pillola, fanno sapere gli esperti, va presa per cinque giorni, quattro compresse al giorno, stando a casa propria, senza dunque bisogno di ospedalizzazione o somministrazione sotto la vigile sorveglianza medica. Aspetto non poco rilevante.

Se autorizzato, potrebbe essere il primo farmaco antivirale orale per il trattamento della malattia causata dal Covid.

COME FUNZIONA

Rispetto ai vaccini attualmente somministrati, la pillola anti Covid è stata sviluppata per introdurre errori nel codice genetico del virus, impedendone la duplicazione. Agendo così inibisce la replicazione di molti virus – tra i quali Sars-CoV-2 – senza chiamare in causa il sistema immunitario.

Il farmaco, inoltre, non colpisce la proteina spike del virus, altamente mutagena, e questo dovrebbe dunque garantire un’efficacia costante indipendentemente dalle varianti.

QUANTO È PROMETTENTE?

La presentazione della richiesta di autorizzazione alla Fda si basa sui risultati positivi di un’analisi intermedia pianificata relativa allo studio clinico di fase 3 Move-Out.

I dati dimostrano infatti che il molnupiravir ha ridotto il rischio di ospedalizzazione e di decesso di circa il 50% dei pazienti affetti da Covid, per questo alcuni esperti ritengono che la pillola possa rappresentare un punto di svolta nella lotta al virus. Lo stesso Anthony Fauci, principale consigliere sanitario della Casa Bianca, commentando i risultati sull’efficacia ha detto che sono “impressionanti”.

Il farmaco, inoltre, ha dimostrato un’importate efficacia contro le varianti Gamma, Delta e Mu.

La richiesta alla Fda “è un passo fondamentale verso la disponibilità di molnupiravir per le persone che potrebbero beneficiare di un antivirale orale che può essere assunto a casa poco dopo la diagnosi”, ha dichiarato Wendy Holman, Ceo di Ridgeback Biotherapeutics.

LE PREVISIONI DELLA MERCK

Già prima di ottenere il responso da parte della Fda, Merck ha fatto sapere che, pur assumendosi tutti i rischi, per garantire l’accesso al trattamento ha avviato la produzione di molnupiravir e intende produrre 10 milioni di dosi entro la fine del 2021 e un numero anche maggiore nel 2022.

PUÒ ESSERE UN’ALTERNATIVA AL VACCINO?

Se è vero che rappresenta un grande passo avanti nella lotta al Covid, la pillola della Merck non può tuttavia sostituirsi ai vaccini per diversi motivi.

Primo tra tutti l’efficacia. Per quanto promettenti siano i risultati restano comunque molto lontani dall’efficacia dei sieri che supera il 90%. Non meno importante poi è il costo. Per ogni ciclo di terapie, scrive il Corriere della Sera, saranno necessari circa 700 dollari, una cifra esorbitante rispetto ai vaccini, che hanno inoltre effetti collaterali minimi e ampiamente conosciuti, oltre a non aver bisogno di una diagnosi precoce.

GLI ULTIMI AVVENIMENTI

Merck ha fatto sapere che ha stipulato un accordo di procurement con il governo degli Stati Uniti – per circa 1,7 milioni di dosi (per un totale di 1,2 miliardi di dollari) dopo il via libera regolatorio – e sta stipulando accordi di acquisto e fornitura con altri governi a livello mondiale, sempre condizionati al via libera al farmaco.

L’Asia è tra le aree del mondo che guarda con più interesse alla pillola, tanto che, secondo quanto riporta Cnn, sarebbero almeno otto i Paesi e territori nella regione dell’Asia-Pacifico che hanno già firmato contratti o sono in trattative per produrre su licenza il farmaco.

QUALI PAESI SI FIONDANO SU MERCK

Nel frattempo, scrive l’Ansa, la società Airfinity specializzata in analisi di mercato rivela che tra i Paesi interessati alla pillola ci sono Nuova Zelanda, Australia e Corea del Sud, a cui si aggiungerebbero, scrive Reuters, anche Taiwan, Singapore e Malesia. L’Unione europea, in caso di autorizzazione da parte dell’Agenzia europea del farmaco (Ema), non esclude l’acquisto della pillola.

Molnupiravir “ha davvero il potenziale, (ripeto) il potenziale, per cambiare un po’ il gioco”, ha commentato Rachel Cohen, direttore esecutivo per il Nord America dell’organizzazione senza scopo di lucro Drugs for Neglected Diseases.

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