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Perché Ricciardi strattona l’Aifa sugli anticorpi monoclonali

Anticorpi Monoclonali Virologi Maestri D'italia

Cosa chiede all’Aifa Walter Ricciardi, il consigliere del ministero della Salute, sugli anticorpi monoclonali di Eli Lilly

 

“Non mi sembra questo il momento di perdere del tempo per una procedura sicuramente più lunga, quando Germania, Stati Uniti e Canada li hanno già: Aifa approvi i monoclonali già in commercio”. A dirlo, all’agenzia Dire, è stato Walter Ricciardi, ordinario di igiene e medicina preventiva all’Università Cattolica del Sacro Cuore e consulente del Ministro della Salute, Roberto Speranza.

Insomma, in attesa dei vaccini e di una immunizzazione più vasta, Ricciardi spinge le istituzioni ad accelerare sulle cure. Andiamo per gradi.

COSA SONO GLI ANTICORPI MONOCLONALI

Partiamo dalle definizioni. “Gli anticorpi (immunoglobuline) sono molecole complesse prodotte dai linfociti B, cellule che fanno parte del sistema di difesa del corpo umano (sistema immunitario), in risposta alla presenza di un’altra molecola, detta antigene, estranea all’organismo (ad esempio, batteri, virus, ecc). Gli anticorpi riconoscono in modo specifico la sostanza estranea da combattere (antigene) grazie alla sua conformazione e hanno il compito di neutralizzarne l’effetto”, si legge sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità.

Gli anticorpi monoclonali (MAB), dunque, “sono molecole prodotte in laboratorio, a partire dai linfociti B”.

ANTICORPI MONOCLONALI CURA CERTA?

Molecole che sembrano essere efficaci nella lotta a Covid-19. “A suo tempo, diversi mesi fa, avevo fatto presente che doveva essere costruita una strada preferenziale per l’approvazione degli anticorpi monoclonali che, dalle evidenze, risultano ridurre morte ed ospedalizzazione nei pazienti Covid del 70%”, ha spiegato Walter Ricciardi.

RICCIARDI: AIFA ACCELERI

Ed in nome di questo 70%, Ricciardi chiede all’Aifa di accelerare sulla loro approvazione. “Non mi sembra questo il momento di perdere del tempo per una procedura sicuramente più lunga, quando Germania, Stati Uniti e Canada li hanno già: Aifa approvi i monoclonali già in commercio”.

MONOCLONALI ELI ILLY

Il riferimento di Walter Ricciardi è agli anticorpi monoclonali di Eli Lilly, un’azienda farmaceutica con sede a Indianapolis, che ha messo a punto due diversi anticorpi, bamlanivimab e etesevimab che testati hanno mostrato di ridurre del 70% la mortalità fra i contagiati.

“Parliamo di anticorpi monoclonali già attualmente in commercio – dice infatti Ricciardi . non stiamo disquisendo degli sperimentali di Rino Rappuoli, grande ricercatore italiano, che li sta sviluppando con Toscana Life Sciences in un sistema pubblico-privato che infatti come governo stiamo sostenendo. Quando c’è una terapia che previene anche già l’ospedalizzazione con una percentuale così alta, non puoi evitare di utilizzare gli anticorpi già in commercio. Mi chiedo perché Aifa, sebbene anche il ministro della salute Roberto Speranza sia d’accordo nel loro utilizzo, non li approvi velocemente”.

AIFA PERDE TEMPO?

Gli anticorpi monoclonali di Eli Lilly sono stati già acquistati, spiega Ricciardi, da Canada, Stati Uniti e Germania, mentre “l’Italia, che ne avrebbe molto bisogno con 500 morti al giorno, no. E’ competenza dell’Aifa procedere velocemente ma stiamo perdendo tempo con una call che l’agenzia ha avviato per fare una sperimentazione sui monoclonali. Con tutti i morti che abbiamo ogni giorno, sarebbe meglio utilizzare quelli già in commercio. Un anticorpo monoclonale, se lo somministri in forma precoce, ad esempio entro sei giorni dalla comparsa dell’infezione ai degenti delle Rsa o ai pazienti anziani, puoi salvarli”.

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