Sanità

Pazienti deceduti positivi a Sars-Cov-2: età, patologie preesistenti, diagnosi ricovero e non solo

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Il rapporto dell’Iss (Istituto superiore di sanità) sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a Covid-19 in Italia

 

Ecco il rapporto dell’Iss (Istituto superiore di sanità) sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a Covid-19 in Italia aggiornato al 28 ottobre 2020

1. Campione

L’analisi si basa su un campione di 37.468 pazienti deceduti e positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia.

2. Dati demografici

L’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 è 80 anni (mediana 82, range 0-109, Range InterQuartile – IQR 74-88). Le donne sono 16.002 (42,7%). L’età mediana dei pazienti deceduti positivi a SARS-CoV-2 è più alta di 30 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione (età mediane: pazienti deceduti 82 anni – pazienti con infezione 51 anni). La figura mostra il numero dei decessi per fascia di età. Le donne decedute dopo aver contratto infezione da SARS-CoV-2 hanno un’età più alta rispetto agli uomini (età mediane: donne 85 – uomini 79). L’età media dei decessi settimanali è andata sostanzialmente aumentando fino agli 85 anni (1° settimana di luglio) per poi calare leggermente.

 3. Patologie preesistenti

Il grafico presenta le più comuni patologie croniche preesistenti (diagnosticate prima di contrarre l’infezione da SARS-CoV-2) nei pazienti deceduti. Questo dato è stato ottenuto da 4888 deceduti per i quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche. Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 3,5 (mediana 3, Deviazione Standard 2,0). Complessivamente, 170 pazienti (3,5% del campione) presentavano 0 patologie, 647 (13,2%) presentavano 1 patologia, 945 (19,3%) presentavano 2 patologie e 3126 (64,0%) presentavano 3 o più patologie. Prima del ricovero in ospedale, il 21% dei pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi seguiva una terapia con ACE-inibitori e il 14% una terapia con Sartani (bloccanti del recettore per l’angiotensina). Nelle donne (n=1872) il numero medio di patologie osservate è di 3,6 (mediana 3, Deviazione Standard 2,0); negli uomini (n=3016) il numero medio di patologie osservate è di 3,4 (mediana 3, Deviazione Standard 2,0).

 4. Diagnosi di ricovero

Nel 91,0% delle diagnosi di ricovero erano menzionate condizioni (per esempio polmonite, insufficienza respiratoria) o sintomi (per esempio, febbre, dispnea, tosse) compatibili con SARS-CoV-2. In 405 casi (9,0% dei casi) la diagnosi di ricovero non era da correlarsi all’infezione. In 60 casi la diagnosi di ricovero riguardava esclusivamente patologie neoplastiche, in 138 casi patologie cardiovascolari (per esempio infarto miocardico acuto-IMA, scompenso cardiaco, ictus), in 54 casi patologie gastrointestinali (per esempio colecistite, perforazione intestinale, occlusione intestinale, cirrosi), in 153 casi altre patologie.

5. Sintomi

I sintomi più comunemente osservati prima del ricovero nei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2. Febbre, dispnea e tosse rappresentano i sintomi più comuni. Meno frequenti sono diarrea e emottisi. Il 7,6% delle persone non presentava alcun sintomo al momento del ricovero.

6. Complicanze

L’insufficienza respiratoria è stata la complicanza più comunemente osservata in questo campione (94,0% dei casi), seguita da danno renale acuto (23,2%), sovrainfezione (19,1%) e danno miocardico acuto (10,9%).

7. Terapie

La terapia antibiotica è stata comunemente utilizzata nel corso del ricovero (86,4% dei casi), meno usata quella antivirale (55,8%), più raramente la terapia steroidea (45,6%). Il comune utilizzo di terapia antibiotica può essere spiegato dalla presenza di sovrainfezioni o è compatibile con inizio terapia empirica in pazienti con polmonite, in attesa di conferma laboratoristica di COVID-19. In 1269 casi (26,4%) sono state utilizzate tutte e tre le terapie. Al 4,6% dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 è stato somministrato Tocilizumab.

8. Tempi

I tempi mediani (in giorni) che trascorrono dall’insorgenza dei sintomi al decesso (12 giorni), dall’insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale (5 giorni) e dal ricovero in ospedale al decesso (7 giorni). Il tempo intercorso dal ricovero in ospedale al decesso è di 6 giorni più lungo in coloro che sono stati trasferiti in rianimazione rispetto a quelli che non sono stati trasferiti (12 giorni contro 6 giorni).

9. Decessi in pazienti con meno di 50 anni

Al 28 ottobre 2020 sono 420, dei 37.468 (1,1%), i pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 93 di questi avevano meno di 40 anni (62 uomini e 31 donne con età compresa tra 0 e 39 anni). Di 15 pazienti di età inferiore ai 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche; degli altri pazienti, 64 presentavano gravi patologie preesistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità) e 14 non avevano diagnosticate patologie di rilievo.

10. Confronto caratteristiche decessi nei 3 periodi marzo-maggio, giugno-agosto e settembre-ottobre 2020

La tabella 1 riassume le principali caratteristiche dei decessi con COVID-19 avvenuti nei 3 periodi dall’inizio della pandemia nel 2020: il trimestre iniziale (marzo-maggio), il secondo trimestre (giugno-agosto) e il bimestre settembre-ottobre 2020. Complessivamente i dati erano rappresentativi del 13,3% dei deceduti dall’inizio della pandemia; in particolare, del 12,9% dei deceduti tra marzo e maggio, del 26,1% dei deceduti tra giugno e agosto e del 11,4% dei deceduti tra settembre-ottobre. Nel secondo e terzo periodo aumenta leggermente l’età media dei decessi e la proporzione di donne (specialmente nel secondo periodo); aumentano i decessi di persone con 3 o più patologie preesistenti e diminuiscono quelli con meno patologie o nessuna: ciò sembra indicare che nel secondo periodo i decessi riguardano persone più anziane e con una condizione di salute preesistente peggiore rispetto ai decessi relativi al primo trimestre (tabella 1).

Nei decessi del secondo periodo aumentano tutte le co-morbosità preesistenti, tranne l’obesità; aumentano in modo statisticamente significativo le persone con fibrillazione atriale, demenza (più che raddoppiate) e malattie autoimmuni; nel terzo periodo aumentano in modo statisticamente significativo le persone con malattie autoimmuni (Grafico).

Nella tabella 2 è riportata la durata, indicata come tempi mediani (in giorni), tra insorgenza dei sintomi, test PCR, ricovero in ospedale e decesso nei primi 2 trimestri considerati. Attualmente , infatti, il confronto è ancora limitato ai primi 2 trimestri, in quanto i dati disponibili per il bimestre settembre-ottobre non sono sufficienti per questa analisi. Dai dati emerge che triplica il tempo che trascorre dall’insorgenza dei sintomi al decesso, diminuisce il tempo che trascorre dall’insorgenza dei sintomi all’esecuzione del tampone per la rilevazione dell’infezione da SARS-CoV-2; aumenta di oltre 4 volte la durata mediana in giorni dal ricovero in ospedale al decesso. Questi risultati sembrano suggerire che sia migliorata la tempestività dei test dopo i primi sintomi e soprattutto che siano aumentai i tempi di sopravvivenza dall’insorgenza dell’infezione.

 

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