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Cosa farà la Germania sull’obbligo vaccinale

Sicurezza Energetica

Come va la pandemia in Germania e cosa si dice sull’obbligo vaccinale che il governo Scholz ha in cantiere. L’articolo di Pierluigi Mennitti

 

“Non possiamo mettere fine all’ondata di omicron con l’obbligo di vaccinazione. Ma con esso possiamo evitare di ritrovarci nel prossimo autunno ad affrontare lo stesso problema e forse una variante ancora più insidiosa”.

Il ministro della Sanità tedesco Karl Lauterbach apre la nuova frontiera del confronto politico in Germania sulla pandemia, rafforzando la posizione del cancelliere Olaf Scholz a favore dell’obbligo di vaccinazione, mentre poche, nuove misure restrittive proveranno dalla prossima settimana a contenere l’ennesima ondata di Covid. Che in Germania è la quinta, una in più che in Italia, avendo dovuto subire un picco ulteriore tra novembre e dicembre.

Ed è proprio perché la Germania già viene da una fase segnata da restrizioni (nei contatti privati e nelle frequentazioni di ristoranti e negozi) che le ulteriori limitazioni varate la scorsa settimana dalla conferenza governo-regioni non sconvolgono troppo il panorama della vita pubblica tedesca.

Restano in vigore quelle già adottate a novembre (in ogni esercizio commerciale, ad esempio, è necessario esibire l’equivalente del green pass accompagnato da un documento d’identità) con qualche irrigidimento per la ristorazione, dove solo coloro che hanno ricevuto la terza dose di vaccino non dovranno mostrare un tampone negativo e per gli eventi sportivi (partite della Bundesliga di nuovo a porte chiuse).

Tutte le altre regole riguardano particolarmente le norme sulla quarantena, alleggerite nelle modalità per chi si è vaccinato di recente o per chi ha ricevuto la terza dose, e nei tempi per gli studenti delle scuole e bambini in asilo. L’obiettivo, in questa fase, è di mantenere in funzione le attività economiche e sociali e soprattutto le infrastrutture strategiche (ospedali, aziende per il rifornimento energetico, polizia, supermercati, ma anche scuole e asili) a fronte di un probabile alto numero di contagi dovuto alla variante omicron.

Il grosso del dibattito (e del confronto) si focalizza adesso sull’obbligo vaccinale, uno dei punti fermi su cui il cancelliere Scholz gioca buona parte del suo prestigio e che anche in altri paesi – come l’Austria che lo ha varato per primo o l’Italia che ha dovuto confinarlo agli ultra cinquantenni – ha creato e crea non pochi problemi. Anche pratici, come è il caso di Vienna, dove la sua implementazione è tutt’altro che sicura, almeno nei tempi previsti.

Una dilazione che in Germania sarà ormai un dato di fatto, ammesso che Scholz riesca alla fine a condurre in porto il suo proposito. Lo scorso novembre il cancelliere ne aveva promesso l’introduzione a febbraio o marzo, ora è chiaro che, qualora avverrà, non sarà prima di maggio o giugno. E forse, anche in Germania, solo dai 50 anni in su.

Il conto è semplice, calendario delle due camere alla mano, il Bundestag e il Bundesrat. Il dibattito sull’obbligo dovrebbe sì arrivare in parlamento alla fine di gennaio, ma siccome per il carnevale (una festa sentitissima in Germania) è prevista a febbraio una sola seduta, la decisione del Bundestag potrebbe arrivare non prima di metà marzo. Poi toccherà al Bundesrat, la camera dei Länder, la cui seduta è calendarizzata nella seconda settimana di aprile. Per farla breve, dati gli adempimenti previsti, senza la fissazione di sedute straordinarie l’obbligo vaccinale potrà entrare in vigore non prima di maggio. E qualora fosse necessaria l’implementazione di un registro centrale delle vaccinazioni, il tutto slitterebbe ancora di un mese, a giugno.

Per una parte della stampa (Frankfurter Allgemeine Zeitung e Handelsblatt in primo luogo), questo allungamento dei tempi è già una prima sconfitta per il cancelliere. Il suo partito, invece, mette le mani avanti e corregge gli impeti novembrini, sottolineando che l’obbligo vaccinale è un progetto legato al prossimo autunno e alla necessità di arrivare preparati alle stagioni fredde.

Anche tra gli esperti tedeschi si fa sempre più spazio la convinzione che con il Covid toccherà convivere per lungo tempo, e che siano necessarie strategie di più ampio respiro per convivere con il virus. L’obbligo vaccinale è uno dei tasselli di questa strategia, ed è una novità di questo governo, dopo che per mesi Angela Merkel aveva sempre ribadito di non volervi ricorrere.

Nel frattempo, mentre i contagi sono ripresi a crescere dopo la “tregua” natalizia, uno degli istituti centrali nella gestione della pandemia, il Paul Ehrlich, ha rassicurato sull’efficacia dei tamponi rapidi: le analisi testimoniano che la maggior parte dei tamponi presenti sul mercato è capace di individuare i positivi, anche alla variante omicron.

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