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La lezione della Scozia contro la povertà mestruale

Povertà Mestruale

In Scozia è entrata in vigore la legge che rende gratuiti gli assorbenti per “chiunque ne abbia bisogno”, una misura che vuole combattere la povertà mestruale e porre fine allo stigma sociale legato alle mestruazioni

 

Un iter legislativo iniziato nel 2016 e terminato il 15 agosto, ma alla fine la Scozia è diventata il primo Paese al mondo a rendere gratuiti i prodotti mestruali per chiunque ne abbia bisogno. Il disegno di legge era stato presentato dalla deputata laburista Monica Lennon, che da anni si batte per porre fine alla povertà mestruale.

COSA PREVEDE IL PERIOD PRODUCTS ACT

In base al disegno di legge, visibile sul sito del Parlamento scozzese, il governo deve istituire un programma a livello nazionale per consentire a chiunque abbia bisogno di prodotti mestruali di ottenerli gratuitamente.

Scuole, college e università devono altrettanto metterli a disposizione nei loro servizi igienici e il governo scozzese avrà il potere di obbligare altri enti pubblici a fornirli.

Il Period Products Act, entrato in vigore il 15 agosto, afferma che ottenere i prodotti mestruali gratuiti non deve essere “complesso né burocratico” e le persone non devono giustificare il motivo per cui ne hanno bisogno o la quantità necessaria.

Per facilitare l’operazione, è stata anche sviluppata una app che aiuta le persone a trovare il luogo più vicino dove ritirarli.

LA POVERTÀ MESTRUALE

Combattere la “povertà mestruale” che impedisce a troppe persone di avere accesso ai prodotti mestruali perché faticano a comprarli è l’obiettivo della proposta di legge di Lennon, secondo cui è una questione di dignità poiché si tratta di prodotti indispensabili.

Se le mestruazioni durano in media cinque giorni, calcola Bbc, l’acquisto di assorbenti esterni o interni può costare fino a 8 sterline al mese.

Come ha dichiarato Georgie Nicholson dell’associazione Hey Girls “c’è un modo molto semplice per descrivere la povertà mestruale: si va al supermercato e si deve scegliere se comprare un pacco di pasta o una scatola di assorbenti. È una cosa elementare”.

“Sappiamo di molte madri che rinunciano ai prodotti mestruali solo per poter nutrire i propri figli e che usano cose come calzini riempiti con del giornale o pane… perché più economici”, ha aggiunto.

UN PROBLEMA REALE

Nel 2018, un sondaggio condotto da Young Scot su oltre 2.000 persone e citato da Bbc, ha rilevato che circa un intervistato su quattro a scuola, al college o all’università in Scozia ha avuto difficoltà ad accedere ai prodotti per le mestruazioni.

Nello stesso anno, il governo scozzese si era già distinto diventando il primo al mondo a rendere gratuiti i prodotti agli studenti.

UNA QUESTIONE DI EDUCAZIONE

Ma oltre alla povertà mestruale, il Period Products Act intende anche affrontare la stigmatizzazione del ciclo mestruale, che nel 2022 – incredibile ma vero – è ancora un argomento tabù.

Secondo un’altra ricerca di Young Scot, infatti, la maggior parte delle giovani ragazze intervistate afferma di sentirsi in imbarazzo quando acquista prodotti per le mestruazioni e un sondaggio nel Regno Unito ha scoperto che il 64% delle intervistate ha saltato la scuola a causa delle mestruazioni.

Un impatto sulla vita sociale e lavorativa non trascurabile dato che il 13% ha perso un intero giorno di scuola almeno una volta al mese, il 34% era preoccupata per le perdite e il 22% soffriva di ansia legata alle mestruazioni.

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