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Il sorpasso cinese nel settore farmaceutico

Nel 2024 la Cina ha superato per la prima volta Stati Uniti ed Europa per numero di nuove sostanze attive immesse sul mercato. L’Europa scivola quindi al terzo posto e si ferma al 22,7% delle vendite globali contro il 54,8% del Nord America

 

Per la prima volta nella storia recente, la Cina ha superato Stati Uniti e Unione europea nel numero di nuove sostanze attive introdotte sul mercato globale. Questo dato, emerso dal nuovo rapporto della European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (Efpia), rappresenta un vero e proprio punto di svolta per il settore farmaceutico internazionale.

La Cina infatti si afferma come la nuova potenza trainante nell’innovazione, scalzando il primato storico dell’Europa e lasciando gli Stati Uniti in seconda posizione.

UN DECLINO EUROPEO CHE NON SI PUÒ IGNORARE

Il confronto con i dati del passato è eloquente: nel 2000 era l’Europa a guidare l’innovazione farmaceutica, mentre oggi si ritrova in una posizione di retroguardia. A livello globale, il Nord America ha dominato le vendite di farmaci nel 2024, coprendo il 54,8% del mercato, mentre l’Europa si ferma al 22,7%. Ancora più marcato è il divario nelle vendite di farmaci innovativi lanciati tra il 2019 e il 2023, con gli Stati Uniti che ne rappresentano il 66,9%, contro il 15,8% dei principali mercati europei.

CONCORRENZA, COSTI ELEVATI, BUROCRAZIA E AUSTERITÀ FRENANO GLI INVESTIMENTI

Nonostante un comparto che impiega 950mila persone direttamente e altri 2,8 milioni nell’indotto, e che nel 2024 ha investito ben 55 miliardi di euro in ricerca e sviluppo, l’industria farmaceutica europea si trova oggi ad affrontare difficoltà crescenti. Oltre alla forte concorrenza internazionale, pesano ostacoli interni come i costi in aumento, la burocrazia e le conseguenze delle politiche di austerità che hanno frenato gli investimenti pubblici. “L’Europa – avverte Efpia – deve reagire rapidamente per evitare un’ulteriore marginalizzazione”.

L’APPELLO DI EFPIA

Alla luce del nuovo scenario competitivo, la direttrice generale di Efpia, Nathalie Moll, lancia un appello chiaro alle istituzioni europee: è urgente attuare la Life Science Strategy e il Biotech Act, due strumenti legislativi annunciati per rilanciare la competitività europea nelle scienze della vita.

Secondo Efpia, solo un aumento degli investimenti nei farmaci innovativi, accompagnato da una solida tutela della proprietà intellettuale, potrà riportare l’Europa al centro dell’arena globale dell’innovazione. “È un momento entusiasmante ma incerto – ha dichiarato Moll -. Crescono investimenti e occupazione, ma la nostra quota globale è in calo. Servono azioni rapide e concrete”.

LA NUOVA STRATEGIA UE PER LA SICUREZZA SANITARIA

In parallelo alla sfida dell’innovazione, l’Unione europea sta lavorando su un altro fronte cruciale: la preparazione alle emergenze sanitarie. La Commissione ha approvato a Strasburgo due nuove strategie non vincolanti, incentrate sulle contromisure mediche e sulla creazione di scorte essenziali. Queste misure rientrano nel piano europeo di “Preparedness”, una delle priorità dell’attuale legislatura, e puntano a rafforzare la preparazione del continente davanti a nuove possibili crisi sanitarie.

COSA PREVEDE

L’obiettivo infatti è dotare l’Ue di un sistema efficace di risposta a minacce sanitarie di varia natura, da virus sconosciuti alla resistenza antimicrobica, passando per rischi legati a conflitti o incidenti chimici e nucleari. Le contromisure previste includono vaccini, farmaci, test diagnostici e dispositivi di protezione. Il pacchetto di misure prevede la creazione di una lista comune europea di contromisure prioritarie, sistemi di monitoraggio ambientale e una rete per la gestione delle scorte condivise tra gli Stati membri.

VERSO UNA RETE EUROPEA DI STOCCAGGIO E RICERCA AVANZATA

Come ricorda Euractiv, un altro tassello chiave della strategia è la promozione dello sviluppo di nuovi vaccini, antibiotici e antivirali, indispensabili per costituire scorte realmente efficaci. L’UE intende raddoppiare i fondi di Hera Invest, portandoli a 200 milioni di euro entro il 2027, e lancerà un “Accelerator for medical countermeasures”, uno sportello a supporto delle imprese nello sviluppo di tecnologie sanitarie. L’obiettivo è dare alle aziende gli strumenti per innovare e produrre soluzioni che proteggano la salute dei cittadini europei, in modo tempestivo e coordinato.

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