Sanità

I vaccini antinfluenzali saranno quasi introvabili nelle farmacie. Allarme Federfarma

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L’allarme di Federfarma: sostanziale impossibilità, da parte delle case farmaceutiche, di cedere alle farmacie i vaccini antinfluenzali perché la produzione è stata assorbita dalle regioni

Mentre nei laboratori è corsa al vaccino Covid-19, nelle Aziende sanitarie locali e nelle farmacie è corsa al vaccino antinfluenzale. E purtroppo, la fatica potrebbe non essere ripagata: le dosi di vaccino contro l’influenza per la campagna 2020-2021 potrebbero non bastare per tutti.

Tutti i dettagli.

VACCINO ANTINFLUENZALE: UNA NECESSITA’

Nella stagione autunnale che sta per aprirsi la vaccinazione antinfluenzale sarà fondamentale per agevolare la diagnosi di Covid-19 e, soprattutto, servirà (se somministrata ad una buona parte della popolazione) ad evitare il congestionamento della sanità territoriale.

ORDINI DELLE REGIONI: PIU’ 40%

Ed è proprio con queste motivazioni che in una circolare del 5 giugno, il governo ha sollecitato le regioni ad acquistare più dosi di vaccino possibile. I presidenti delle regioni hanno ubbidito e sono stati prenotati ben 14 milioni di vaccini, il 40% in più rispetto a quelli dello scorso anno (1o milioni).

In media, le richieste delle regioni sono aumentate del 43% circa, con picchi anche superiori al 100% rispetto alla stagione 2019-2020. E non è detto che, nonostante l’importante incremento, le dosi basteranno.

LA DISTRIBUZIONE IN FARMACIA

L’allarme carenza riguarda anche le farmacie, dal momento che la produzione è stata assorbita dalle richieste avanzate dalle amministrazioni.

Secondo i dati di Federfarma, nel corso della campagna vaccinale 2019-2020 sono state dispensate dalle farmacie territoriali circa 800.000 dosi vaccinali e la cifra dovrebbe salire di almeno il 50%, a oltre 1,2 milioni di vaccini, per la campagna 2020-2021. C’è il rischio, però, che queste dosi di vaccino non siano disponibili.

L’ALLARME DI FEDERFARMA

“Federfarma –si legge sul sito della Federazione– ha riscontrato la sostanziale impossibilità, da parte delle case farmaceutiche, di cedere alle farmacie dosi vaccinali, perché la produzione è stata assorbita dalle richieste avanzate dalle Amministrazioni regionali, i cui acquisti hanno fatto registrare un incremento medio del 43% circa, con picchi anche superiori al 100%, rispetto alle acquisizioni della pregressa stagione 2019-2020”.

COPERTURA A RISCHIO

“Questo – osserva Marco Cossolo, presidente di Federfarma – significa che, in assenza di un canale capillarmente diffuso e facilmente raggiungibile da tutti, qual è la farmacia, molti cittadini, appartenenti soprattutto alla fascia attiva della popolazione e quindi sottoposti a un maggior rischio di contagio, si troverebbero nell’impossibilità di vaccinarsi”.

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