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Editing Genomico Bayer

Editing genomico, cosa fa Bayer con pomodori e verdure

Bayer ha stretto un accordo con la biotech sudcoreana G+FLAS per arricchire i pomodori di vitamina D e ottenuto una licenza commerciale dalla startup alimentare statunitense Pairwise per le verdure a foglia modificate con l'editing genomico. Tutti i dettagli

 

Il futuro dell’alimentazione è un problema del presente e se crisi climatica e guerre minacciano la sopravvivenza di migliaia di persone già oggi è indispensabile trovare soluzioni a lungo termine. Una di queste sembra essere l’editing genomico (genome-editing), che la tedesca Bayer sta utilizzando per la produzione di ortaggi nutrizionalmente avanzati.

Gli ultimi suoi due progetti riguardano una collaborazione con la startup di biotecnologie sudcoreana G+FLAS e una licenza commerciale da parte della statunitense Pairwise.

LA COLLABORAZIONE CON G+FLAS

Con G+FLAS, che sviluppa prodotti applicativi per l’editing del genoma grazie alla tecnologia Crispr, ovvero modificando alcuni geni di un organismo senza aggiungere Dna esterno, Bayer ha stipulato un accordo di collaborazione per lo sviluppo di varietà di pomodoro modificate geneticamente e potenziate dal punto di vista nutrizionale con vitamina D3.

La carenza di vitamina D, infatti, è un problema diffuso a livello globale, soprattutto nei Paesi in cui la luce solare invernale è limitata, e si stima che colpisca un miliardo di persone in tutto il mondo, causando una serie di problemi di salute, tra cui il rachitismo.

“La collaborazione – ha spiegato la multinazionale tedesca – sfrutta la tecnologia di editing genomico di G+FLAS e il germoplasma di pomodoro brevettato da Bayer”, ma l’ambizione è sviluppare sementi per una più ampia varietà di prodotti a base di pomodoro.

LA LICENZA DI PAIRWISE

Bayer ha anche ottenuto una licenza commerciale da Pairwise per le verdure a foglia modificate con la tecnica dell’editing genomico. Proprio questa startup alimentare con sede in North Carolina ha realizzato il primo alimento, la senape indiana, per il mercato statunitense modificato con la tecnica di editing genomico Crispr.

La licenza concede a Bayer i diritti per lavorare e commercializzare la senape indiana modificata di Pairwise e include anche i diritti per sviluppare nuove varietà. Anche in questo caso si tratta di verdure con un valore nutritivo più elevato rispetto alla lattuga.

Inoltre, l’azienda tedesca ha avviato un’altra piattaforma di innovazione incentrata sull’editing del genoma nella frutta e nella verdura.

COS’È L’EDITING GENOMICO

In questo caso l’editing genomico consiste in un insieme di tecniche che correggono in modo mirato il Dna delle piante per svilupparne di nuove varietà con determinate caratteristiche. Per esempio, resistenti alle malattie. Ma è un approccio che può essere applicato in vari ambiti.

Quello più rivoluzionario, anche se per ora in fase di studio, si legge su Airc, interessa la salute perché potrebbe essere utile per correggere sequenze mutate responsabili di malattie genetiche e tumori. In questo senso è considerato uno strumento promettente ma non ancora infallibile.

La tecnica del Crispr può essere utilizzata anche per generare animali geneticamente modificati, come quelli con geni knock-out, e per creare popolazioni di cellule ognuna delle quali ha un solo gene mutato. “In questo modo, per esempio, si può studiare il comportamento delle cellule in risposta a un farmaco per stabilire connessioni tra uno o più geni e una certa risposta biologica”, afferma Airc.

UNO STRUMENTO CONTRO FAME E MALNUTRIZIONE

L’editing genomico, secondo vari esperti, è ritenuto uno strumento molto importante per combattere la fame nel mondo. Secondo l’ultimo Rapporto globale sulle crisi alimentari, nel 2023, quasi 282 milioni di persone in 59 Paesi e territori hanno sperimentato livelli elevati di fame acuta, con un aumento di 24 milioni rispetto all’anno precedente, dovuto alla maggiore copertura del rapporto nei contesti di crisi alimentare, nonché a un forte deterioramento della sicurezza alimentare, soprattutto nella Striscia di Gaza e in Sudan. In particolare, oltre 36 milioni di bambini sotto i 5 anni sono gravemente malnutriti in 32 Paesi.

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