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Ecco le prossime sfide dell’industria farmaceutica

Farmindustria

Chi c’era e che cosa si è detto nel corso dell’assemblea annuale di Farmindustria, presieduta da Massimo Scaccabarozzi

 

Un commosso ricordo per le vittime del covid-19 e per chi, a causa della pandemia, non è riuscito ad avere cure adeguate. Così si è aperta l’assemblea annuale di Farmindustria, evento svolto presso l’Auditorium della Conciliazione in parte in presenza e in parte in remoto. All’assemblea hanno partecipato i ministri dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti (Lega), della Salute Roberto Speranza (Leu) e degli Affari regionali Mariastella Gelmini (Forza Italia).

Assemblea Farmindustria: i dati di un settore in espansione

Oltre 34 miliardi di euro: è questo il valore della produzione 2020 dell’industria farmaceutica italiana, ai primi posti in Europa insieme a Francia e Germania. Il settore ha registrato una crescita importante grazie all’export che ha segnato +74% tra il 2015 e il 2020 con un aumento del 50% dei valori medi dei farmaci esportati. Il mercato interno, invece, è compresso e in calo. Le nude cifre dell’export del Pharma parlano di +14 miliardi, pari a due terzi di quello totale del Paese. Nel 2020, l’anno della pandemia da covid-19, le imprese del farmaco hanno investito in Italia 3 miliardi di euro: 1,6 in ricerca e sviluppo (+14% nell’ultimo quinquennio) e 1,4% in produzione. Il comparto impiega 67mila addetti, per il 90% laureati o diplomati e in R&S sono 6.750 di cui oltre la metà donne con un boom del 16% degli under 35 negli ultimi 5 anni.

Giancarlo Giorgetti: “Impraticabile la strada dell’autarchia”

“Noi paghiamo una scarsa attrattività per gli investimenti anche a causa della complessa regolamentazione”. A dirlo è stato il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, primo ad intervenire nel corso dell’Assemblea annuale di Farmindustria. “Non bastano le capacità ci vuole anche un ambiente regolamentare che renda il nostro ambiente attraente altrimenti perderemo tante possibilità”. Il ministro dà una stoccata anche a chi, forse all’intero del suo partito e a fini propagandistici, afferma di voler seguire la strada dell’autarchia. Scelta impraticabile quando si parla di ricerca scientifica. “Non possiamo pensare di seguire politiche di carattere autartico. La filiera si snoda in ambiente internazionale – dice Giorgetti -. Dobbiamo capire in quale punto della filiera produttiva collocarci perché esistono posizioni a più o meno valore aggiunto”.

Massimo Scaccabarozzi: “Stop a burocrazia e tetti spesa”

Il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi ha indicato le priorità per il comparto produttivo: “Agire velocemente con investimenti adeguati sulla farmaceutica e usare tutte le risorse disponibili, eliminare le pesanti complessità burocratiche che affliggono il settore, adeguare la governance alle novità e alle innovazioni del farmaco e alla concorrenza internazionale, riconoscere la tutela brevettuale di cui inopinatamente in questi mesi si chiede la cancellazione – ha detto Scaccabarozzi nel corso della relazione all’assemblea pubblica dell’associazione – In particolare va superato il sistema obsoleto basato su tetti di spesa, tenendo conto dei costi contenuti in tutto il processo di cura mentre oggi siamo fermi a regole vecchie che non riconoscono il valore terapeutico complessivo”.

A fine 2021 disponibili 11 miliardi di dosi di vaccino

Scaccabarozzi ha parlato degli sforzi fatti per contrastare la pandemia da Covid-19: “A fine 2021 saranno 11 miliardi le dosi di vaccino Covid prodotte. Una cifra impensabile per una malattia sconosciuta fino a poco pi di un anno fa, che oggi rappresenta invece un traguardo realistico – dice il presidente di Farmindustria -. Le aziende farmaceutiche italiane hanno dato il proprio pieno contributo in un’ottica di partnership durante la pandemia e oggi sono pronte a investire in Italia 4,6 miliardi aggiuntivi in tre anni, in produzione e ricerca, con progetti facilmente cantierabili che potrebbero portare 8.000 nuovi posti di lavoro solo nelle nostre imprese. Siamo ai primi posti in Europa insieme a Francia e Germania e questo è possibile in gran parte per la qualità del capitale umano disponibile nel nostro Paese. Per poter continuare a investire e crescere”.

Italia pronta con progetti eccellenza anche su monoclonali

Non solo vaccini nel paniere delle innovazioni italiane ma anche ricerca sui farmaci monoclonali, ha rimarcato il presidente Scaccabarozzi che ha ricordato che nei prossimi 6 anni saranno “1.500 i miliardi di dollari pronti a essere investiti in ricerca nel mondo dal 2020 al 2026. Il valore di quasi 7 Pnrr. Credo che si debba avvertire tutta la responsabilità di attirarli il più possibile nel nostro Paese”. L’Italia è coinvolta nelle fasi produttive di diversi vaccini anti-Covid. “Abbiamo progetti di eccellenza per gli anticorpi monoclonali da imprese italiane, multinazionali e in partnership tra loro – ha sottolineato Scaccabarozzi -. Il Paese fa parte della rete internazionale di produzione di antivirali ed è all’avanguardia nelle pubblicazioni biomediche, nei test rapidi e negli studi clinici. Ed è anche sede di ricerca e produzione, con veri e propri centri di eccellenza globali per molte patologie: oncologia, antibiotici di nuova generazione, plasmaderivati, prodotti coperti da brevetto che hanno consentito di riportare in Italia tutta la filiera, immunoterapie, farmaci orfani, tecnologie mRna, insulina e antidiabetici innovativi, prodotti iniettivi e sterili, farmaci innovativi contro lo scompenso cardiaco o antiepatite, vaccini non covid resi piu’ efficaci dagli adiuvanti, farmaci in asepsi, principi attivi innovativi”.

Roberto Speranza: “È tempo di semplificare e sburocratizzare”

Anche il ministro della Salute Roberto Speranza ha posto l’accetto sulla monumentale burocrazia italiana che ostacolerebbe la rapidità del processo di riforme. “Oggi abbiamo l’obbligo di riforme che il paese aspetta da troppo tempo, a partire dal rivedere un modello di programmazione della spesa sanitaria ancora organizzato in silos chiusi – dice il ministro intervenendo all’Assemblea Pubblica di Farmindustria 2021 -. Un modello di un tempo che non c’è più e che dobbiamo metterci definitivamente alle spalle. Tetti e payback devono esser superati siamo in un’altra fase è il tempo di grandi cambiamento, è il momento di semplificare e sburocratizzare dove possibile, capire dove realmente investire”.

La pandemia non è finita

Il ministro della Salute fermandosi a parlare con i giornalisti alla fine dell’Assemblea ha parlato anche dello stato della campagna di vaccinazione italiana. “Ogni giorno siamo sopra le 500.000 dosi somministrate. Dobbiamo insistere su questa strada” ha detto il Speranza. Il ministro ha commentato la scelta inglese di andare avanti con le aperture nonostante il dilagare della variante delta. “Noi abbiamo scelto una linea dal 26 di aprile, che è una linea di gradualità e prudenza e del fare passo dopo passo con grandissima cautela. E questa linea ha portato i suoi frutti – ha aggiunto il ministro – . C’è un quadro notevolmente migliore rispetto a quello che abbiamo conosciuto nei mesi precedenti ma va tenuta alta la guardia. La pandemia non è finita, dobbiamo avere grande prudenza e attenzione soprattutto per le varianti che sono elementi di ulteriore preoccupazione in un quadro che va seguito con grande attenzione”.

Maria Stella Gelmini: “Correre con le vaccinazioni in vista del prossimo anno scolastico”

Presente all’assemblea annuale di Farmindustria anche il ministro per gli affari regionali e le autonomie Maria Stella Gelmini. “Sono qui per esprimere la gratitudine del Governo verso l’industria farmaceutica italiana – dice la ministra di Forza Italia -. La rapidissima realizzazione dei vaccini rende giustizia a posizioni di diffidenza nei confronti della scienza, ora aspettiamo con ansia l’arrivo di un vaccino italiano e su questo il Governo è impegnato per vincere questa sfida, vogliamo valorizzare il rapporto pubblico privato soprattutto quando quest’ultimo investe in ricerca e concordo con l’idea di escludere le spese per la salute dal Patto di stabilità e dai vincoli europei”. La ministra sottolinea quanto sia fondamentale completare le vaccinazioni tanto tra gli anziani quanto tra i più giovani per ripartire con il prossimo anno scolastico in presenza: “dobbiamo correre in vista della riapertura della scuola”, conclude la ministra.

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