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Ecco le nuove regole anti Covid per Lombardia, Piemonte, Calabria, Alto Adige e Valle d’Aosta

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Tutti gli effetti del Dpcm anti Covid per Lombardia, Piemonte, Calabria, Alto Adige e Valle d’Aosta

Cinque le Regioni che almeno per 15 giorni potrebbero diventare «zona rossa» integralmente o solo nei territori o le province dove il virus corre di più: il lockdown temperato – che prevede tra le altre cose lo stop alla mobilità se non per lavoro o necessità e la chiusure di gran parte degli esercizi commerciali con la scuola in presenza fino alla prima media – scatterà per Lombardia, Piemonte, Calabria, Alto Adige (che ha già deciso le chiusure) e quasi sicuramente anche Valle d’Aosta, la Regione con più contagi per abitante.

E’ questa la prospettiva dopo il Dpcm che è alla firma del presidente del Consiglio. Ecco tutti i dettagli.

Il premier Giuseppe Conte firmerà nelle prossime ore il Dpcm con le nuove misure, che saranno in vigore da giovedì e resteranno valide fino al 3 dicembre: l’Italia viene divisa in 3 aree di rischio e in quella dove il contagio è più diffuso e gli indici epidemiologici sono più critici – come ad esempio la Lombardia e il Piemonte – scatterà, di fatto, il lockdown come a marzo. Si potrà uscire di casa solo per andare a lavorare, per fare la spesa, per motivi di salute o necessità. E per portare i bambini a scuola.

“Anche la richiesta pressante di chi voleva un provvedimento omogeneo su scala nazionale (in primis Lombardia e Campania) alla fine si è dovuto riconoscere nella formula «univoche misure nazionali ed, in via integrativa, provvedimenti più restrittivi di livello regionale», che poi è quello che prevede il Dpcm”, ha sottolineato il Sole 24 Ore.

LA BOZZA INTEGRALE

La bozza del Dpcm prevede 12 articoli ed è il frutto di una lunga discussione, che a tratti è diventata scontro, sia all’interno della maggioranza, in particolare sull’ora in cui deve scattare il coprifuoco in tutto il Paese, sia tra l’esecutivo e le regioni, per chi dovesse assumersi la responsabilità politica delle chiusure. Scontro, questo con gli enti locali, ancora in corso visto che le Regioni continuano a chiedere interventi “omogenei” in tutta Italia.

CHE COSA PREVEDE IL DPCM

Se non verrà modificato il testo nel provvedimento che andrà in Gazzetta Ufficiale, il dpcm prevede che le misure più dure dovranno essere adottate dal ministro della Salute Roberto Speranza “d’intesa” con il presidente della Regione interessata. E questo sia per le restrizioni relative alle ‘zone arancioni’ in cui la curva epidemiologica è compatibile con lo scenario 3 dell’Istituto superiore di sanità, vale a dire quelle caratterizzate da una situazione “di elevata gravità”, sia per quelle che interessano le ‘zone rosse’, che rientrano nello scenario 4, dove invece c’è una situazione di “massima gravità”.

MODELLO TEDESCO IN ITALIA

“Non ci saranno chiusure generalizzate ma sarà un lockdown light, simile al modello tedesco – ha ribadito il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa (Pd) -. Il tentativo è di non paralizzare il paese, anche se è abbastanza complicato fare una misura sartoriale basata su zone”. Posizione che le Regioni tornano a contestare, chiedendo “misure omogenee per tutto il territorio nazionale”, ristori immediati e soprattutto, che la valutazione del rischio in base al quale si stabilirà in quale fascia finisce un territorio sia fatta “in collaborazione” con le Regioni.

LE MISURE NON NAZIONALI

Il meccanismo individuato dal decreto è quello di una prima linea di misure nazionali, più ‘leggere’ e valide per tutti: dal coprifuoco alle 22 alla chiusura dei centri centri commerciali nel weekend, dallo stop a musei e mostre alla riduzione dall’80% al 50% della capienza sui mezzi pubblici locali, dalla didattica a distanza al 100% per gli studenti delle superiori alla chiusura dei corner di giochi e scommesse all’interno di bar e tabacchi. Questi interventi varranno per tutta Italia e si vanno ad aggiungere a quelli già in vigore, come la chiusura dei bar e ristoranti alle 18.

I PROVVEDIMENTI

Molto più duri sono, invece, i provvedimenti inseriti nell’articolo 1 bis – quello che riguarda le ‘zone arancioni’ – e nell’1 ter, quello per le ‘zone rosse’, che resteranno in vigore “per un periodo minimo di 15 giorni”. Nelle Regioni, province o Comuni che rientrano nello scenario a “rischio elevato” sono vietati gli spostamenti in entrata e in uscita nonché gli spostamenti tra i comuni. Entrambi i divieti non varranno in caso di comprovate esigenze lavorative e di studio, per motivi di salute, per situazione di necessità e per accompagnare o riprendere i bambini a scuola. Chiusi anche i bar e i ristoranti: sarà consentito solo la consegna a domicilio e il servizio di asporto fino alle 22.

CHE COSA SUCCEDE NELLA ZONA ROSSA

Per le zone rosse, invece, dove la situazione è di “massima gravità”, sarà lockdown. “Non come a marzo” dice il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, ma in realtà si potrà fare ben poco: vietato ogni tipo di spostamento, anche quelli “all’interno dei medesimi territori”, chiusi i negozi e i mercati, chiusi bar e ristoranti, sospeso tutto lo sport, possibilità di fare attività motoria “individualmente” e solo “in prossimità della propria abitazione” e attività sportiva all’aperto e da soli. Senza contare che, sia nelle zone arancioni che in quelle rosse, tornerà l’autocertificazione.

LE REGIONI IN ZONA ROSSA

Cinque le Regioni che almeno per 15 giorni potrebbero diventare «zona rossa» integralmente o solo nei territori o le province dove il virus corre di più: il lockdown temperato – che prevede tra le altre cose lo stop alla mobilità se non per lavoro o necessità e la chiusure di gran parte degli esercizi commerciali con la scuola in presenza fino alla prima media – scatterà per Lombardia, Piemonte, Calabria, Alto Adige (che ha già deciso le chiusure) e quasi sicuramente anche Valle d’Aosta, la Regione con più contagi per abitante.

CHI VA NELLA ZONA ARANCIONE

Nella «zona arancione» dove scatteranno restrizioni e chiusure come quella di bar e ristoranti dovrebbero invece rientrare Campania (in bilico ieri sera per diventare zona rossa), Liguria, Puglia, Sicilia. Sotto osservazione anche Lazio, Umbria, Toscana e Veneto che però – forte della sua dote di posti letti nelle terapie intensive – potrebbe scivolare insieme al resto delle Regioni. Che entreranno in una ampia area «verde» o meglio «gialla» (come la definisce il documento dell’Iss sugli scenari) dove da domani entreranno in vigore tutte le nuove limitazioni decise dal Dpcm e valide per tutti: dal coprifuoco alle 22 alla didattica a distanza per le scuole superiori fino ai trasporti con una capienza al 50 per cento.

TEMPI E MODI

Già il 5 novembre insieme all’entrata in vigore del Dpcm arriverà il verdetto attraverso le ordinanze firmate dal ministro della Salute Roberto Speranza che definiranno i confini delle zone rosse e arancioni, ha scritto il Sole 24 Ore: “Confini che d’intesa con i governatori potranno riguardare l’intera Regione o «parti del territorio» evitando lì dove il rischio epidemiologico è più basso l’applicazione di una o più delle restrizioni previste dal Dpcm. Le zone rosse scatteranno lì dove – secondo i 21 indicatori del report settimanale dell’Iss – il rischio è «alto» e lo scenario, in base all’R-t (l’indice di diffusione del virus), è a livello «4», il più grave. Mentre le zone arancioni sono quelle dove il rischio è «alto», ma lo scenario è quello «3». Per decidere la mappa con i vari colori si utilizzerà l’ultimo report pubblicato venerdì aggiornato con gli ultimissimi dati sull’R-t e il tasso di incidenza dei postivi in ogni Regione”.

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ECCO LE DIFFERENZE TRA ZONA ROSSA, ARANCIONE E VERDE

ROSSA

Sono vietati gli spostamenti dalla regione in entrata e in uscita, e anche quelli all’interno del territorio, salvo comprovate esigenze lavorative, di salute o legate all’accompagnamento dei figli a scuola.

Didattica a distanza dalla seconda media: nelle regioni dove il rischio è considerato massimo la didattica a distanza scatterà già dalla seconda media, fatte salve le attività scolastiche che richiedono laboratori e quelle con i minori disabili o con bisogni educativi speciali hStop attività non essenziali, parrucchieri aperti

Resteranno chiusi bar, ristoranti, pub, pasticcerie, estetisti, barbieri e tutti i negozi che non vendono beni essenziali.

Attività fisica: si potrà svolgere attività motoria solo nell’area intorno alla propria abitazone, rispettando il distanziamento e con la mascherina. È consentita l’attività sportiva solo all’aperto e in forma individuale

 

ARANCIONE

Secondo la bozza circolata ieri sera, è vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione salvo per comprovate esigenze lavorative, di studio, di salute o per usufruire di servizi non disponibili in tale comune

Bar, pub e ristoranti chiusi: nelle zone considerate a rischio intermedio i bar, i pub, i ristoranti, le gelaterie e le pasticcerie resteranno chiusi sempre, non dopo le 18 come per il resto d’Italia. Sarà possibile l’asporto, ma solo fino alle 22 per rispettare il coprifuoco

Salvi parrucchieri e centri estetici: sembrava prevalere l’ipotesi di chiuderli nelle regioni che si trovano nella seconda fascia di rischio ma alla fine si è deciso di non interrompere la loro attività

Nelle zone gialle valgono poi tutte le misure previste nelle zone verdi, da quelle sul trasporto pubblico, alla didattica a distanza riservata agli alunni delle superiori, dallo stop ai musei al coprifuoco che inizia dalle 21.

VERDE

Tutti in casa dalle 22

Studenti delle superiori a casa La didattica a distanza sarà attiva al 100% nelle scuole superiori perché la circolazione del virus è maggiore tra i ragazzi che hanno dai 14 ai 19 anni rispetto ai più piccoli e perché sono loro a prendere i mezzi pubblici. Saranno fatti salvi laboratori, disabili e bisogni educativi speciali

Trasporto pubblico locale dimezzato: si torna al 50% su bus, metro e treni regionali, come aveva chiesto il Cts quest’estate. I trasporti si sono rivelati a rischio e prevedere la capienza all’80%, dopo una mediazione con le Regioni, è stato un errore

Si fermano anche i musei e le mostre: dopo le chiusure di cinema, teatri e sale da concerto si fermano anche musei e mostre

Stop ai concorsi; si sospendono i concorsi pubblici, compreso quello della scuola, ad esclusione di quelli che riguardano il personale della sanità

Parchi: sarà consentito l’accesso ai parchi e alle aree giochi rispettando la distanza di un metro e il divieto di assembramento

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