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Covid, cos’è la variante sudafricana e perché preoccupa i virologi

Studi Omicron

Variante sudafricana: che cos’è, come è emersa e dove è stata identificata. Ecco perché è considerata dagli esperti “una delle peggiori viste finora”. 

 

Trentadue mutazioni della proteina Spike, il doppio rispetto alla variante Delta e il triplo rispetto alla Alfa. La variante sudafricana era monitorata già da diversi giorni dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che oggi si riunisce alle 12 a Ginevra per discutere le contromisure e denominarla con una lettera greca (molto probabilmente Nu), come per le altre varianti.

L’Organizzazione deciderà inoltre se classificarla come una variante di “interesse” o di “preoccupazione”.

COME È EMERSA

Il Sudafrica ha un tasso di vaccinazione che raggiunge appena il 24% della popolazione totale e, scrive Agi, si ipotizza che le tante mutazioni si siano accumulate in un contagiato immunodepresso che ha lottato con il coronavirus per settimane o mesi.

COSA SUCCEDE IN SUDAFRICA

Dopo mesi di relativa tranquillità, il Paese ha visto nelle ultime tre settimane aumentare vertiginosamente il tasso di positività, passando da meno dell’1% al 30%, fa sapere Repubblica. Il numero dei contagi ha avuto un’impennata esponenziale, con un aumento dei casi di dieci volte da inizio mese: mercoledì scorso il numero di infezioni ha raggiunto quota 1.200 in 24 ore, rispetto alle 106 di inizio mese.

Il ministro della Sanità sudafricano Joe Phaahla, in conferenza stampa ha affermato che la variante è di “seria preoccupazione” e potenzialmente “una grave minaccia”.

Prima del rilevamento della nuova variante, le autorità avevano previsto che una quarta ondata avrebbe colpito il Paese a partire dalla metà di dicembre, a causa dei viaggi in vista delle festività natalizie.

LE MUTAZIONI

Gli esperti, che hanno rilevato 32 mutazioni sulla proteina spike – cioè la punta della corona del coronavirus, nonché la proteina che usa per agganciare le nostre cellule ed entrare al loro interno – ritengono che si tratti di un numero molto elevato, raggiunto per di più in un tempo brevissimo.

A confermarlo è stato anche Alessandro Carabelli, ricercatore italiano, direttore di uno dei gruppi di ricerca del consorzio inglese Cog-Uk che monitora le varianti: “È abbastanza preoccupante – ha confermato a Repubblica – Ha 32 mutazioni sulla proteina spike, che sono un numero molto grande e si sono accumulate in un tempo rapidissimo”.

Le mutazioni della variante sudafricana, infatti, sono circa il doppio rispetto alla variante Delta e il triplo rispetto alla Alfa.

DOVE È STATA IDENTIFICATA

La variante sudafricana, secondo quanto riferito dal Guardian, è stata identificata nel Gauteng, ricca provincia sudafricana che comprende la sua città più grande Johannesburg e la capitale amministrativa Pretoria.

Il National Institute of Communicable Diseases sudafricano ha fatto sapere che la presenza della variante è stata documentata con il sequenziamento in 22 casi positivi, per lo più giovani, ma se ne segnalano già molti altri da diversi laboratori del Paese.

In alcune zone del Gauteng è ormai prevalente al 90% e questo, ha spiegato Carabelli, “vuol dire che ha soppiantato la Delta in tempi rapidissimi”.

In totale sono almeno una sessantina i casi accertati a livello mondiale, tra cui 4 in Botswana e 1 a Hong Kong in un viaggiatore di ritorno dal Sudafrica. In Europa per ora non sono stati trovati casi.

PERCHÉ PREOCCUPA I VIROLOGI

La variante sudafricana, denominata B.1.1.529, è stata definita dagli esperti “una delle peggiori viste finora” a causa delle 32 mutazioni della proteina spike finora identificate. Queste, oltre a rendere il virus più facilmente trasmissibile, potrebbero eludere gli anticorpi e i vaccini.

Il timore, va ricordato, per ora teorico perché nessun esperimento lo ha ancora confermato, è proprio che gli anticorpi dei guariti e dei vaccinati fatichino a riconoscere il nuovo ceppo – e quindi che la protezione sia inferiore.

“Ha sia le mutazioni che rendono il virus più contagioso, sia quelle che potrebbero confondere gli anticorpi”, ha dichiarato Carabelli. “Sappiamo che i punti che i nostri anticorpi usano per riconoscere la spike sono localizzati in 4 regioni. B.1.1.529 ha mutazioni in tutte e quattro queste regioni”.

COSA SI DICE NEL REGNO UNITO

Per la Uk Health Security Agency, l’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria, citata dalla BBC, si tratterebbe della variante “più pericolosa emersa finora”, tanto che il ministro della Salute, Sajid Javid, ha detto che “i vaccini potrebbero essere meno efficaci”.

Thomas Peacock, virologo dell’Imperial College di Londra, ha scritto in un tweet di aver osservato “un profilo di mutazioni veramente orribile”.

NIENTE ALLARMISMO (ALMENO PER ORA)

Tuttavia, il professor James Naismith, direttore del Rosalind Franklin Institute, ha detto in un programma radiofonico della BBC che la nuova variante è “una brutta notizia ma non è il giorno del giudizio”. Nonostante renderà “quasi certamente” i vaccini meno efficaci, l’esperto ha spiegato che “ci sono molte cose che non sappiamo”, a partire da quanto è reale la maggiore trasmissibilità.

STOP AI VOLI

Ieri sera Israele ha cancellato i voli da e per il Sudafrica e anche Regno Unito e Italia hanno fatto lo stesso estendendo la restrizione anche a Namibia, Lesotho, Eswatini, Zimbabwe, Botswana – e anche Mozambico, per quanto riguarda il nostro Paese.

Ci si aspetta che nelle prossime ore molti altri Paesi istituiscano un simile stop dei voli.

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