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Cosa dice la relazione del Miur sull’andamento pandemico a scuola

Scuola

Ecco perché le scuole “si confermano luoghi sicuri”. Tutti i dati del Miur sugli effetti positivi della didattica in presenza. La relazione integrale del ministero retto da Patrizio Bianchi

 

“I dati resi pubblici ieri dalla Relazione su andamento pandemia COVID19 nelle scuole A.S. 2021-22 del Miur Confermano positiva la linea SCUOLE APERTE, siamo sulla strada giusta. Il lavoro enorme e generoso di tutti: dalle istituzioni centrali a quelle locali, dal governo al parlamento, dai presidi ai docenti, dai genitori ai cittadini, dalla carta stampata seria alla tv responsabile hanno favorito questo successo per i nostri giovani. Abbiamo motivo di credere che essendo ripartita la Scuola possa ripartire il Paese”.

Così suor Anna Monia Alfieri ha commentato la relazione del ministero retto da Patrizio Bianchi.

ECCO LA RELAZIONE INTEGRALE DEL MIUR:

1. La scuola in presenza come atto di coerenza del Governo Draghi

Fin dal suo insediamento, nel mese di febbraio 2021, il Governo si è assunto con forza la responsabilità di riportare in presenza l’attività didattica di tutto il sistema nazionale di istruzione, nella ferma convinzione che la scuola rappresenti una delle priorità strategiche per il Paese che merita di essere valorizzata e salvaguardata in questa difficile fase di emergenza sanitaria.

Il Presidente del Consiglio dei ministri, nel suo discorso programmatico del 17 febbraio 2021, dichiarava che “dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà”.

Questa attenzione ha ispirato coerentemente la linea di azione nel settore della scuola durante tutto il 2021 e queste prime settimane del 2022:

– A partire dal mese di aprile è stato ricondotto in presenza sull’intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi e di istruzione e formazione.

– Nel mese di maggio è stato varato il Piano Scuola Estate per consentire il rinforzo e il potenziamento delle competenze disciplinari e relazionali degli studenti.

– Nel mese di settembre si è deciso di riaprire l’anno scolastico in presenza nell’ambito di un quadro di regole condivise per coniugare la sicurezza sanitaria con la necessità di assicurare il servizio di didattica in presenza.

– Nella scorsa settimana si è deciso di confermare la ripartenza delle attività didattiche in presenza su tutto il territorio nazionale. Tale scelta è discesa da una profonda conoscenza del funzionamento dell’organizzazione amministrativa della scuola unita alla convinzione educativa di fondo che i nostri studenti non potessero subire delle ulteriori penalizzazioni del loro percorso di apprendimento e di crescita culturale, del loro bisogno di socialità. La scuola deve continuare ad assicurare ai bambini e ai giovani l’opportunità di frequentare un ambiente culturale, dove apprendere modalità di convivenza civile, sviluppare modelli di ragionamento e di comportamento. Abbiamo sempre avuto come priorità di tenere aperta la scuola quanto più possibile perché la scuola in presenza rappresenta lo strumento fondamentale per contrastare le disuguaglianze sociali tra studenti, tra nord e sud del Paese, disuguaglianze che, come ci dicono i dati, sono destinate inesorabilmente ad accentuarsi con un ricorso generalizzato e prolungato alla DAD, come peraltro ribadito più volte dal Presidente del Consiglio.

Al contempo, queste decisioni, assunte recentemente da tutto il Governo, sul mantenimento del servizio di istruzione in presenza all’interno di un preciso quadro di regole, si sono basate:

– su valutazioni di carattere scientifico rese dall’INVALSI con riferimento ai livelli di apprendimento nell’anno scolastico 2020-2021,

– sulle valutazioni rese dagli organi sanitari competenti in relazione all’andamento dell’epidemia,

– sull’analisi dei dati relativi all’andamento dell’epidemia e delle vaccinazioni nel Paese e nel sistema scolastico.

I dati che oggi presentiamo confermano la validità di queste scelte così rilevanti per il Paese.

2. Ruolo strategico del digitale nella scuola

La didattica digitale non può essere considerata come una semplice alternativa della didattica in presenza, che resta invece lo strumento essenziale ed insostituibile della scuola italiana.

Ciò non di meno, come abbiamo dimostrato nell’impostazione seguita dal recente Decreto-legge n. 1/2022, il digitale svolge un ruolo centrale e strategico per l’intero sistema di istruzione che, grazie all’innovazione digitale, può ampliare la sua efficacia complessiva e dare vita ad occasioni culturali ed educative di grande potenzialità, in parte, ancora da esplorare.

Il digitale deve affiancarsi alla didattica in presenza senza sostituirsi integralmente ad essa. Gli investimenti sul digitale, pertanto, coerentemente con la filosofia del PNRR, devono essere parte integrante della attività didattica nel suo complesso.

3. La scuola come riferimento di stabilità sociale per il sistema Paese

La scuola rappresenta un presidio sociale irrinunciabile per l’intero Paese.

È il luogo educativo che consente lo sviluppo cognitivo, affettivo e psicomotorio delle nuove generazioni, il luogo centrale al quale consegniamo il futuro della nostra società.

Grazie al regolare funzionamento del sistema scolastico in presenza, quindi, non solo si contribuisce allo sviluppo futuro del paese ma si garantisce anche il corretto funzionamento dell’attuale sistema economico e sociale.

Tre ulteriori argomenti a sostegno della scelta del Governo sulla ripartenza della scuola in presenza

– La scuola italiana, grazie al sistema di regole di cui si è dotata e al grandissimo senso di responsabilità di tutte le componenti della comunità educativa (gli studenti e le loro famiglie, i dirigenti scolastici, il personale docente e ATA, il personale del Ministero nel suo complesso), cui va la nostra gratitudine, ha dimostrato ancora una volta di essere capace di affrontare i problemi e le sfide che derivano da questo difficile momento di pandemia.

La scuola merita la fiducia del Paese.

Con questo spirito ricordo che le misure decise per il rientro in classe sono state assunte all’unanimità dal Consiglio dei Ministri del 5 gennaio, dopo un confronto con le Regioni.

– Questa scelta risponde ad una richiesta delle famiglie italiane che, infatti, si sono fatte promotrici di ricorsi giurisdizionali avverso le ordinanze regionali e comunali con le quali era stata disposta la chiusura delle scuole in alcuni territori del paese.

– Questa scelta è stata ritenuta pienamente legittima dalle Autorità giurisdizionali preposte che si sono pronunciate in senso favorevole sia in relazione ai ricorsi promossi dalle famiglie che a quelli presentati dal Governo.

Strategie messe in campo dal Ministero dell’istruzione e analisi dei dati

Il Ministero dell’Istruzione ha attivato numerose misure ed iniziative dirette, da un lato, a definire le strategie volte a sorreggere la gestione dell’emergenza epidemiologica all’interno del contesto scolastico e, dall’altro, a monitorare gli impatti che la pandemia ha avuto su tutti i gradi del complesso mondo dell’istruzione.

Al riguardo, è utile fornire alcuni dati di sintesi, rappresentativi dell’articolazione e della complessità del nostro sistema educativo di istruzione e di formazione:

Scuole statali

– 8.157 istituzioni scolastiche statali e 51.188 plessi scolastici

– 7.399.241 di studenti e 374.740 classi

– Più di 1,2 milioni di personale delle scuole tra Dirigenti scolastici, personale ATA e Docenti, impegnati quotidianamente nell’erogazione dei servizi scolastici, di cui 900 mila a tempo indeterminato e 300 mila a tempo determinato

Scuole paritarie

– Oltre 10.000 scuole

– Oltre 700.000 studenti

– Quasi 100.000 docenti e più 60.000 unità di personale amministrativo

Fin dalla fase iniziale della pandemia, al fine di agevolare l’operato delle Istituzioni scolastiche nel mutevole contesto epidemiologico, sono state messe a disposizione ingenti risorse finanziarie, strumentali ed umane.

Inoltre, per governare l’emergenza è stato messo a punto un sistema di controllo articolato su 4 livelli:

Sistemi per la rilevazione puntuale e continua dei dati nelle scuole

Da ottobre 2020 è stato realizzato un sistema di rilevazione dei dati legati alla pandemia nelle singole Istituzioni scolastiche statali e paritarie, basato su una applicazione web integrata nel sistema informativo del SIDI. Questo sistema è in continua evoluzione, sia per migliorare la qualità delle informazioni raccolte, sia per allinearsi al mutevole scenario normativo, organizzativo e pandemico. Inoltre, sono stati realizzati, sempre per raccogliere e rappresentare in modo efficace i principali fenomeni, strumenti di aggregazione ed analisi automatica dei dati in tempo near real time.

Gruppo di lavoro a sostegno delle Istituzioni scolastiche nella fase di raccolta e trasmissione dei dati

Un gruppo di lavoro dedicato si occupa di controllare quotidianamente lo stato delle rilevazioni per fornire alle scuole supporto, sollecitare la trasmissione dei dati, verificare la qualità e suggerire miglioramenti nel processo di raccolta delle informazioni.

Servizio di assistenza alle Istituzioni scolastiche su tutti i temi legati all’emergenza pandemica-HDAC Help Desk amministrativo contabile

È stato messo a punto un servizio per fornire supporto nell’attuazione delle misure di sicurezza e aiuto operativo, anche di carattere amministrativo e organizzativo, ai Dirigenti scolastici, ai Direttori dei Servizi Generali ed Amministrativi e al personale amministrativo. Attraverso il servizio le scuole possono, in modalità sia interattiva che self-service, richiedere informazioni e assistenza nell’applicazione delle misure di sicurezza e su eventuali problematiche di natura operativa, confrontarsi su specifici argomenti e condividere soluzioni già sperimentate localmente, consultare e reperire documentazione aggiornata in funzione delle ultime novità normative e procedurali.

Nello specifico, le scuole possono richiedere assistenza in modalità digitale (richiesta web), prenotare una chiamata con un esperto, oppure contattare telefonicamente il Service desk. Nell’ultimo anno e mezzo, sono state gestite più di 40 mila richieste web e più di 60 mila contatti telefonici.

Gruppo dedicato all’analisi dei dati

Un team dedicato utilizza tutti i dati raccolti, attraverso il sistema di monitoraggio delle scuole, attraverso il servizio HDAC e le altre aree del sistema informativo del SIDI (ad esempio anagrafe nazionale degli studenti o la gestione delle assenze del personale), per effettuare un lavoro di analisi e sintesi delle informazioni e degli indicatori utili a valutare i fenomeni e il loro andamento nel tempo, l’efficacia delle azioni e dei provvedimenti disposti. Compito del team è anche quello di indicare le modifiche da effettuare sugli strumenti predisposti per la raccolta dei dati al fine di migliorare continuamente la qualità del dato e adeguare gli strumenti alle nuove disposizioni legislative e amministrative.

In coerenza con il decreto-legge n. 1 del 7 gennaio 2022, a partire dalla scorsa settimana (10 – 15 gennaio) sono state aggiornate e razionalizzate le modalità di rilevazione dei dati, al fine di acquisire con cadenza periodica dalle Istituzioni scolastiche le informazioni più significative per verificare l’andamento della pandemia e gli impatti sulla scuola. All’inizio di ciascuna settimana i dirigenti scolastici inseriscono i dati di interesse riferiti alla settimana precedente, consentendo all’Amministrazione di acquisire un quadro di sintesi in tempo reale.

L’impatto della pandemia sulla scuola italiana

Di seguito si riportano i dati di sintesi, su base nazionale, rilevati alle ore. Il dettaglio regionale è disponibile nelle tabelle allegate al documento (TABELLA 1 Alunni – Dettaglio regionale e TABELLA 2 Classi – Dettaglio regionale).

Sulla base dei dati rilevati alle ore 12:00 del 19 gennaio 2022, che si riferiscono all’82,1% delle istituzioni scolastiche statali (pari a 6.693 scuole su 8.157 scuole), nella settimana di ripartenza della scuola dopo la pausa natalizia (10 – 15 gennaio), emerge quanto segue.

Questo dato, ampiamente rappresentativo dell’impatto della pandemia nella scuola italiana, tende a consolidarsi con il progressivo inserimento dei dati da parte delle istituzioni scolastiche e consente, sin d’ora, di effettuare delle proiezioni attendibili sul 100% delle istituzioni scolastiche relativamente al periodo in considerazione.

NUMERO DI CLASSI IN PRESENZA

Il 93,4% delle classi (pari a 287.505) classi o sezioni riconducibili a tutti gli ordini e gradi di istruzione) ha assicurato l’erogazione del servizio in presenza. Nell’ambito di questo dato:

– Per l’80,3% (pari a 247.269) delle classi/sezioni di tutte le istituzioni scolastiche il servizio è stato reso totalmente in presenza.

– Per il 13,1% delle classi delle scuole secondarie di primo e di secondo grado (pari a 40.236 classi) il servizio è stato svolto parzialmente in presenza avvalendosi della didattica digitale integrata.

– Per il 6,6% (pari a 20.185) delle classi il servizio è stato svolto in DAD ovvero sospeso per le scuole dell’infanzia.

ALUNNI IN PRESENZA

L’88,4% degli alunni (pari a 5,3 milioni di persone) ha svolto regolarmente in presenza le attività didattiche.

PERSONALE SOSPESO

Il dato conferma che, sostanzialmente, la totalità del personale docente e ATA è in regola con l’obbligo di vaccinazione e che le unità di personale destinatarie di provvedimenti di sospensione dal servizio per inadempienza sono lo 0,9% della vasta platea complessiva.

DATI SULLA VACCINAZIONE NELLA SCUOLA (rilevati alla data del 16 gennaio 2022)

I dati sull’andamento della campagna vaccinale dimostrano la piena adesione del mondo della scuola sia per il personale che per gli studenti. Con riferimento agli studenti si deve tenere conto di quanto segue:

– per la fascia 5 – 11 anni è stata autorizzata la possibilità di vaccinazione soltanto a partire dal mese di dicembre

– per la fascia 12 – 19 anni la dose booster è stata attivata: per la fascia 12 – 15 anni a partire da Gennaio 2022; per la fascia 16 – 19 anni a partire da Novembre 2021

INCREMENTO DEI CONTAGI NELLA POPOLAZIONE SCOLASTICA

Si riporta una rappresentazione grafica dell’andamento dei contagi relativi al personale docente, non docente e agli alunni durante il corrente anno scolastico.

In particolare, si richiama l’attenzione sull’incremento registratosi nel periodo di sospensione delle attività didattiche per le festività natalizie sia per il personale scolastico che per gli alunni (a partire dalla settimana del 18/24 dicembre sino alla settimana di ripresa delle attività:10/15 gennaio).

Il personale docente, ad oggi, positivo è pari a 35.969 (5,8%), mentre al 18 dicembre era pari a 7.444 (1%) con un incremento del 4,8%, avutosi durante il periodo di sospensione delle attività didattiche.

Il personale non docente, ad oggi, positivo è pari a 9.052 (5,5%), mentre al 18 dicembre era pari a 1.544 (0,7%) con un incremento del 4,8% avutosi durante il periodo di sospensione delle attività didattiche.

Gli alunni positivi sono pari al 4,32%, mentre al 18 dicembre era pari 0,63% con un incremento del 3,69% avutosi durante il periodo di sospensione delle attività didattiche.

Dall’analisi dei dati a disposizione, emerge che l’incremento dei contagi è avvenuto prevalentemente nel periodo della sospensione delle attività didattiche per le vacanze di Natale. La diffusione del virus non è stata, dunque, favorita dall’apertura delle scuole, che si confermano luoghi sicuri in ragione delle misure organizzative che sono state disposte, dell’impegno e della responsabilità del personale e degli alunni.

TABELLA 1 Alunni – Dettaglio regionale

TABELLA 2 Classi – Dettaglio regionale

 

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