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accordo collettivo nazionale medici

Cosa c’è di nuovo e di buono per i medici

Via libera al nuovo contratto dei medici di famiglia, con aumenti medi vicini al 6%, risorse pari a 300 milioni di euro l’anno, recupero degli arretrati e un rafforzamento dell’integrazione nelle Case di Comunità, mentre si apre il confronto su maggiore flessibilità del lavoro medico e sulla proroga della permanenza in servizio degli ospedalieri fino a 72 anni. Tutti i dettagli

 

Il rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale della medicina generale per il triennio 2022-2024 è entrato definitivamente in vigore dopo il via libera della Conferenza Stato-Regioni. Il nuovo assetto prevede risorse economiche pari a 300 milioni di euro l’anno, aumenti retributivi medi vicini al 6% e alcune modifiche normative, mentre sul piano politico e istituzionale si affacciano proposte di legge sulla flessibilità lavorativa dei medici e interventi per prorogare la permanenza in servizio degli ospedalieri.

IL VIA LIBERA ALL’ACCORDO COLLETTIVO NAZIONALE

Con l’approvazione definitiva della Conferenza Stato-Regioni, giunta ieri, dopo il passaggio in Sisac del 5 novembre e il benestare della Corte dei conti, è diventato operativo il nuovo Accordo collettivo nazionale (Acn) 2022-2024 che disciplina i rapporti tra il Servizio sanitario nazionale e oltre 60mila medici della medicina generale, inclusi medici di famiglia, di continuità assistenziale, dell’emergenza territoriale e degli istituti penitenziari.

LE RISORSE E GLI AUMENTI RETRIBUTIVI

Il rinnovo mette a disposizione circa 300 milioni di euro annui. L’incremento medio delle retribuzioni per il triennio è pari al 5,78% rispetto ai livelli del 2021, con il recupero degli arretrati 2022-2024. Gli aumenti variano in base al profilo professionale: per un medico di famiglia con 1.500 assistiti l’aumento medio è stimato in circa 609 euro lordi mensili. Una parte consistente delle risorse è destinata alle quote fisse capitarie e orarie, mentre una quota confluisce in un fondo collegato alle attività delle Aggregazioni funzionali territoriali.

CASE DI COMUNITÀ E ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE

Il nuovo accordo rafforza il percorso di integrazione dei medici convenzionati nelle Case di Comunità previste dal Pnrr, con adeguamenti coerenti con l’inserimento della medicina generale nelle nuove strutture territoriali. L’intesa si colloca nel quadro di una riorganizzazione dell’assistenza di prossimità, con un modello multiprofessionale e multidisciplinare che punta a rispondere ai nuovi bisogni di salute.

GLI INTERVENTI NORMATIVI PREVISTI

Sul piano normativo, l’Acn introduce correttivi in attesa di una revisione più ampia nel prossimo rinnovo contrattuale. Tra le misure figurano una maggiore flessibilità per i medici neo-genitori, forme di supporto per i medici in formazione con incarichi temporanei e un richiamo alla responsabilità nella prescrizione di esami e visite appropriate lungo il percorso di cura.

Secondo il segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti, “questo Acn segna un cambio di passo per la medicina generale” e consente di recuperare l’arretrato economico e previdenziale, aprendo contestualmente il confronto per il triennio successivo.

VERSO IL RINNOVO 2025-2027

La Federazione italiana medici di medicina generale ha sollecitato l’avvio immediato del nuovo Atto di indirizzo, con l’obiettivo di arrivare alla definizione dell’Acn 2025-2027 entro giugno 2026. Tra i temi indicati figurano l’evoluzione della medicina generale, il ruolo unico, il rapporto con il Pnrr e il funzionamento delle Case di Comunità, oltre alla necessità di chiarire l’utilizzo delle risorse stanziate nelle precedenti leggi di Bilancio.

LA PROPOSTA DI LEGGE SULLA FLESSIBILITÀ DEL LAVORO MEDICO

Nel giorno del via libera all’Acn, Forza Italia ha presentato un disegno di legge che mira a superare il regime di incompatibilità introdotto nel 1991. L’obiettivo è consentire ai medici ospedalieri e ai convenzionati di svolgere attività aggiuntive, retribuite, in altre strutture sanitarie pubbliche o private convenzionate, al di fuori dell’orario ordinario. Per il vicepremier e leader del partito, Antonio Tajani, il sistema attuale “ha l’effetto di ridurre il numero di medici disponibili nel Ssn per far fronte alle esigenze dei cittadini. La nostra è una proposta di libertà”.

LISTE D’ATTESA E CARENZA DI MEDICI

Come spiegato dalla presidente della Consulta nazionale di Forza Italia, Letizia Moratti, la proposta viene collegata all’esigenza di rispondere alla crescente domanda di salute e alla carenza di personale. Moratti ha infatti dichiarato che se una quota dei medici potesse offrire alcune ore settimanali aggiuntive si potrebbero ottenere “milioni di prestazioni aggiuntive, con una riduzione effettiva delle liste d’attesa”. Sulla stessa linea il ministro della Salute Orazio Schillaci, secondo cui il modello di un unico contratto pubblico da 38 ore settimanali è “oggi anacronistico” rispetto alle esigenze di cittadini e professionisti.

LE POSIZIONI DEI SINDACATI

Il sindacato Cimo-Fesmed ha espresso un giudizio positivo, ritenendo che una maggiore flessibilità possa rendere più attrattivo il lavoro nella sanità pubblica.

Più cauta, invece, la posizione di Anaao Assomed: per il segretario Pierino Di Silverio “non basta sancire l’abolizione delle incompatibilità del rapporto di lavoro dei medici, ma occorre ridisegnare e riscrivere le regole” e “nessuna riforma” può prescindere dal coinvolgimento dei professionisti.

LA PROROGA DEL LAVORO FINO A 72 ANNI PER GLI OSPEDALIERI

Parallelamente, in Parlamento si lavora al ripristino della norma che consente ai medici ospedalieri di restare in servizio su base volontaria fino a 72 anni. La misura, prevista nel precedente decreto milleproroghe con scadenza al 31 dicembre 2025, non è stata inserita nel nuovo provvedimento ma dovrebbe essere reintrodotta tramite emendamento durante l’esame parlamentare. L’obiettivo dichiarato è anche quello di contribuire alla riduzione delle liste d’attesa.

La norma, scrive Il Sole 24 Ore, prevede che i medici trattenuti in servizio non possano ricoprire incarichi dirigenziali apicali. Anaao Assomed ha indicato ulteriori paletti, chiedendo che la proroga sia esclusivamente volontaria, senza effetti sulle piante organiche e sulle carriere dei colleghi più giovani. “Vigileremo affinché la norma venga riproposta con le precise condizioni da noi indicate”, ha affermato Di Silverio, sottolineando la necessità di stabilità nel sistema sanitario pubblico.

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