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Bavarian Nordic, tutto sulla società danese del vaccino anti vaiolo delle scimmie

Bavarian Nordic

È partita la caccia al vaccino contro il vaiolo delle scimmie (monkeypox). Tutti vogliono quello della danese Bavarian Nordic, ma riuscirà a soddisfare la domanda? Fatti, numeri e previsioni

 

Continuano ad aumentare i casi di vaiolo delle scimmie o monkeypox a livello globale, tuttavia, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) non ha ancora deciso se dichiarare la malattia – il cui comportamento è stato definito “insolito” – una potenziale emergenza sanitaria di interesse internazionale.

Intanto, però, molti governi stanno correndo ai ripari stringendo accordi (per lo più riservati) con il produttore danese del vaccino più aggiornato contro il vaiolo, Bavarian Nordic, e torna a farsi vivo lo spettro della disparità tra Paesi ricchi e Paesi poveri.

I DATI

Dal 13 maggio 2022, si legge sul sito dell’Oms, 28 Stati membri dell’Organizzazione dove il virus non è endemico hanno individuato casi di vaiolo delle scimmie.

Fonte: Oms

A circa un mese dal primo caso segnalato dal Regno Unito, le infezioni, secondo i dati Oms aggiornati all’8 giugno, sono arrivate a 1.285 confermate.

Fonte: Oms

Inoltre, dall’inizio dell’anno, sono stati segnalati da 8 Paesi africani 1.536 casi sospetti, di cui 59 sono stati confermati e si sono registrati 72 decessi.

Fonte: Oms

COSA PENSA DI FARE L’OMS

L’insolito aumento di casi di monkeypox e i decessi riportati da alcuni Paesi africani evidenziano, per l’Oms, “la necessità di comprendere meglio l’origine, le dinamiche di trasmissione e di fornire alle persone le informazioni e il supporto necessari per proteggere sé stessi e gli altri in una serie di contesti diversi”.

Attualmente l’Organizzazione valuta il rischio a livello globale “moderato” ma, come ha scritto su Twitter il suo direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus: “Il focolaio di vaiolo delle scimmie è insolito e preoccupante. Per questo motivo ho deciso di convocare il Comitato di Emergenza ai sensi del Regolamento Sanitario Internazionale la prossima settimana, per valutare se questo focolaio rappresenti un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale”, ovvero il livello di allerta più alto che l’Oms può dichiarare, come è già successo con il Covid-19 e l’Ebola.

Questo status non ha conseguenze pratiche dirette, se non l’obiettivo di spronare i Paesi membri ad agire.

 

I VACCINI DISPONIBILI

Per quanto l’Oms non abbia ancora lanciato l’allarme, i Paesi ricchi stanno già facendo incetta di vaccini contro il vaiolo tradizionale, non esistendone uno specifico per il monkeypox.

I vaccini disponibili sono due: uno prodotto dalla statunitense Emergent BioSolution e l’altro – quello che sembra essere il preferito perché più aggiornato e con meno effetti collaterali – dalla danese Bavarian Nordic, la cui protezione è dell’85%.

Imvanex di Bavarian Nordic è autorizzato contro il vaiolo e il vaiolo delle scimmie negli Stati Uniti (dove è commercializzato con il nome Jynneos) e in Canada (noto come Imvamune). Nell’Unione Europea, invece, attualmente è approvato solo per il vaiolo ed è in fase di preparazione un’apposita licenza per il monkeypox.

GLI AFFARI DI BAVARIAN NORDIC

Bavarian Nordic ha ricevuto così tanti ordini da aver alzato le previsioni di fatturato per il 2022 a circa 1.900-2.100 milioni di corone danesi (255-280 milioni di euro) rispetto ai 1.800-2.000 milioni di corone danesi (240-270 milioni di euro) precedentemente previsti.

Fino a poco tempo fa l’azienda, scrive Politico, aveva solo sei clienti per il suo vaccino mentre ora è sommersa di ordini e sta cercando di capire come soddisfare la domanda.

CHI HA ORDINATO IL VACCINO

Il vaccino di Bavarian Nordic sta andando a ruba. Il 19 maggio, la Spagna aveva deciso di acquistarne migliaia di dosi, e subito dopo è stata diffusa la notizia che un Paese europeo, il cui nome non è stato divulgato, aveva siglato un contratto di fornitura con la società, facendo così salire il titolo in Borsa.

Ieri, come riferito dal commissario europeo per la sanità, Stella Kyriakides, l’Unione europea ha formalizzato un contratto per l’acquisto di 110 mila dosi di vaccino, che saranno distribuite entro la fine del mese ai Paesi membri che ne hanno maggiore necessità.

Gli Stati Uniti, stracolmi di vaccini contro il vaiolo a causa della loro preoccupazione per un attacco bioterroristico, hanno comunque fatto l’ordine più consistente: mezzo milione di dosi che si aggiungono agli 1,5 milioni già stoccati.

Bavarian Nordic ha inoltre fatto sapere di aver firmato diversi contratti, per lo più in termini confidenziali, con differenti governi, tra cui – stando a quanto riferito da Politico – quello italiano, tedesco, svedese e britannico.

LA CORSA CONTRO IL TEMPO DI BAVARIAN NORDIC

Tuttavia, una richiesta simile potrebbe mettere in difficoltà l’azienda danese a causa delle sue dimensioni. Su Politico si legge infatti che Bavarina Nordic “non è in grado di produrre alcun ingrediente per i vaccini dallo scorso autunno, poiché il suo stabilimento in Danimarca è chiuso per lavori di espansione e non riaprirà prima di agosto. Una volta riaperto, ci vorranno sei mesi per produrre il primo lotto di vaccini pronti per essere messi in fiale”.

LE SCORTE ITALIANE DI VACCINO

L’Italia, stando alle informazioni riportate dall’Istituto superiore di sanità (Iss), possiede oggi 5 milioni di dosi di vaccino antivaioloso che attraverso le diluizioni possono arrivare a 25 milioni di dosi.

DISPARITÀ

Come accaduto con la corsa ai vaccini anti Covid, anche in questo caso i Paesi ricchi, avendo le possibilità, corrono molto più veloce dei Paesi poveri lasciandoseli alle spalle, nonostante i casi di vaiolo delle scimmie continuino ad aumentare sia nei Paesi africani che in altri a basso reddito.

A tal proposito, l’Oms ha chiesto agli Stati di condividere le informazioni sulle loro scorte di farmaci e vaccini contro il vaiolo e di essere disponibili a condividerle con i Paesi che ne hanno più bisogno.

Finora l’appello non ha ricevuto risposta.

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