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Basta aghi, ora il colesterolo (negli Usa) si combatte con una pillola

La Fda ha approvato Lipfendra di Merck, la prima pillola che può affiancare - e in alcuni casi sostituire - le statine nel trattamento del colesterolo "cattivo", mentre l'azienda punta a conquistare un mercato da miliardi di dollari con un'alternativa alle terapie iniettabili. Fatti, numeri, commenti e previsioni

 

Una nuova terapia orale per il controllo del colesterolo “cattivo” (LDL) entra nel mercato statunitense. La Food and Drug Administration (Fda) ha approvato Lipfendra, il farmaco di Merck destinato ai pazienti con ipercolesterolemia, comprese le forme ereditarie.

La decisione apre la strada al primo inibitore di PCSK9 in compresse, una categoria finora disponibile esclusivamente attraverso iniezioni, mentre l’azienda punta a rafforzare il proprio portafoglio con un prodotto destinato a un mercato da miliardi di dollari.

UN NUOVO APPROCCIO PER RIDURRE IL COLESTEROLO LDL

Lipfendra (enlicitide) è una compressa da 20 mg da assumere una volta al giorno. Il farmaco agisce bloccando la proteina PCSK9, coinvolta nella regolazione dei livelli di colesterolo e responsabile della riduzione della capacità dell’organismo di eliminare il colesterolo LDL dal sangue. In questo modo favorisce l’azione dei recettori epatici che rimuovono il cosiddetto “colesterolo cattivo”, con un meccanismo diverso rispetto alle statine, che riducono invece la produzione di colesterolo da parte del fegato.

L’approvazione riguarda gli adulti affetti da ipercolesterolemia, inclusi i pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote, una forma genetica caratterizzata da livelli molto elevati di colesterolo fin dalla nascita e associata a un aumentato rischio di eventi cardiovascolari.

I RISULTATI DEGLI STUDI CLINICI

L’approvazione, scrive Quartz, si basa sui risultati di due studi clinici di fase 3 del programma CORALreef. Nel trial CORALreef Lipids, condotto su 2.904 pazienti, Lipfendra ha ridotto il colesterolo LDL del 56% rispetto al placebo dopo 24 settimane; nello studio CORALreef HeFH, su 303 pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote, la riduzione è stata del 59%.

Secondo Merck, i risultati sono comparabili a quelli ottenuti dagli inibitori di PCSK9 iniettabili già disponibili. In uno degli studi, i pazienti trattati con Lipfendra hanno mantenuto gran parte del beneficio anche dopo un anno di trattamento, mentre gli effetti indesiderati sono risultati simili a quelli osservati con il placebo. Le reazioni avverse più frequenti, stando ad Ap, sono state capogiri e diarrea, mentre non sono emersi aumenti dei dolori muscolari comunemente associati alle statine. Il farmaco deve essere assunto a stomaco vuoto.

IL TANDEM CON LE STATINE

Le statine continueranno comunque a rappresentare il cardine della terapia, ma Lipfendra è destinato soprattutto ai pazienti che non riescono a raggiungere i livelli di LDL raccomandati nonostante il trattamento.

“Il 70% dei pazienti trattati con queste terapie non raggiunge ancora gli obiettivi raccomandati dalle linee guida. Riteniamo che questa rappresenti la vera opportunità”, ha dichiarato Brian Foard, vicepresidente esecutivo di Merck. La dottoressa Puja Banka, vicepresidente associata per lo sviluppo clinico globale di Merck, ha aggiunto che Lipfendra sarà utilizzato prevalentemente “in combinazione” con le statine, pur potendo essere impiegato da solo in alcuni casi.

Per Steven Nissen della Cleveland Clinic, l’effetto delle due classi di farmaci è complementare: “Qualunque sia la riduzione che si ottiene con la statina, aggiungendo un inibitore di PCSK9 si ottiene un’ulteriore diminuzione”.

IL PESO DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Secondo l’American Heart Association, circa un adulto statunitense su quattro presenta livelli elevati di colesterolo LDL. L’accumulo di LDL nelle arterie rappresenta uno dei principali fattori di rischio per infarto, ictus e altre malattie cardiovascolari, che restano la prima causa di morte negli Stati Uniti.

“Ridurre il livello di LDL è uno degli strumenti più efficaci che abbiamo nella cardiologia preventiva, perché agisce direttamente su uno dei principali fattori alla base delle malattie cardiache”, ha affermato Jeffrey Berger, direttore del Center for the Prevention of Cardiovascular Disease presso NYU Langone Heart.

IL VANTAGGIO DELLA FORMULAZIONE ORALE

Fino a oggi, nota Bloomberg, gli inibitori di PCSK9 erano disponibili soltanto come trattamenti iniettabili, tra cui Repatha di Amgen e Praluent sviluppato da Regeneron e Sanofi. Pur dimostrando un’efficacia nella riduzione del colesterolo LDL compresa tra il 60% e il 70%, questi farmaci hanno incontrato ostacoli legati ai prezzi elevati, alle procedure assicurative e alla limitata diffusione delle prescrizioni.

Secondo William Soliman, fondatore e amministratore delegato dell’Accreditation Council for Medical Affairs, “il formato orale potrebbe favorire una maggiore diffusione del trattamento, perché molti pazienti e medici si sentono più a proprio agio con le pillole rispetto alle iniezioni”.

L’analista di RBC Capital Markets Trung Huynh ha inoltre osservato che Lipfendra non presenta controindicazioni né avvertenze di ipersensibilità analoghe a quelle riportate per alcuni concorrenti iniettabili e ha sottolineato come “si stima che il 70% o più dei pazienti idonei ad alto rischio continui a essere trattato in modo insufficiente”, anche a causa dell’avversione alle iniezioni e delle limitazioni nell’accesso alle cure specialistiche.

PREZZO, DISPONIBILITÀ E PROSPETTIVE DI MERCATO

Merck, riferisce Reuters, commercializzerà Lipfendra a un prezzo di listino di 10,50 dollari al giorno, pari a circa 315 dollari al mese o 3.800 dollari l’anno. L’azienda prevede che il costo effettivamente sostenuto da molti pazienti sarà inferiore grazie alla copertura assicurativa e ha indicato che il farmaco sarà disponibile negli Stati Uniti entro poche settimane.

Dal punto di vista industriale, Lipfendra rappresenta uno dei principali prodotti su cui Merck punta per sostenere la crescita futura insieme a Winrevair, mentre il gruppo si prepara ad affrontare la futura concorrenza dei biosimilari di Keytruda, il cui brevetto inizierà a scadere dal 2028. Nel primo trimestre Keytruda ha registrato vendite per 8,03 miliardi di dollari, in crescita del 12% su base annua.

Gli analisti di Wall Street stimano per Lipfendra un potenziale di vendite compreso tra 4,2 e 5 miliardi di dollari annui a regime. Chris Schott di JPMorgan ha definito l’approvazione “un altro prodotto da diversi miliardi di dollari” per il portafoglio di Merck, aggiungendo che “vediamo un’opportunità affinché le formulazioni orali espandano significativamente il mercato degli inibitori di PCSK9”. Huynh prevede un picco di vendite di circa 5 miliardi di dollari entro il 2034.

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