Novo Nordisk porta Eli Lilly in tribunale negli Stati Uniti e accende un nuovo fronte nella competizione per il mercato dei farmaci anti-obesità e per il diabete. Al centro della causa ci sono le campagne pubblicitarie dedicate a Zepbound e Mounjaro, che secondo l’azienda danese diffonderebbero confronti fuorvianti sull’efficacia dei trattamenti rispetto ai suoi Wegovy e Ozempic.
Lo scontro arriva in una fase decisiva per il settore dei GLP-1, destinato secondo le stime a superare i 100 miliardi di dollari di valore entro il 2030.
LA CAUSA CONTRO ELI LILLY
Novo Nordisk ha depositato la causa presso il Tribunale distrettuale federale del New Jersey, accusando Eli Lilly di violare la normativa federale e statale sulla pubblicità ingannevole e sulla concorrenza sleale, compresa la Lanham Act. L’azienda sostiene infatti che le campagne nazionali dedicate ai farmaci Zepbound e Mounjaro utilizzino dati clinici superati per far apparire i prodotti di Eli Lilly complessivamente superiori a Wegovy e Ozempic.
Novo Nordisk afferma che gli annunci confrontano le dosi massime approvate dei farmaci di Eli Lilly con le dosi inferiori dei medicinali concorrenti, senza considerare le versioni più recenti a dosaggio elevato. Nell’atto di citazione l’azienda definisce le pubblicità “maliziosamente e ingannevolmente false”, sostenendo che Eli Lilly “cita consapevolmente studi clinici ormai superati” per sostenere la propria superiorità.
IL NODO DEGLI STUDI CLINICI
Il punto centrale della contestazione riguarda Wegovy da 7,2 milligrammi, approvato dalla Food and Drug Administration (Fda) lo scorso marzo. Secondo Novo Nordisk, questa versione consente una perdita media di peso di circa il 19%, pari a circa 21 kg, un risultato definito “clinicamente coerente” con quello osservato per Zepbound nei più recenti studi disponibili.
Le campagne di Eli Lilly, invece, fanno riferimento allo studio head-to-head SURMOUNT-5, completato nel 2024, che confrontava Zepbound ai dosaggi da 10 e 15 milligrammi con Wegovy alle dosi da 1,7 e 2,4 milligrammi. In quello studio i pazienti trattati con Zepbound perdevano in media circa 22 kg, contro i 15 kg registrati con Wegovy da 2,4 milligrammi. Novo Nordisk afferma invece che non esistono studi clinici che abbiano confrontato direttamente le dosi massime oggi disponibili dei due farmaci, rendendo prive di fondamento le affermazioni di superiorità formulate da Eli Lilly.
LE ACCUSE SULLA PUBBLICITÀ
Novo Nordisk sostiene inoltre che Eli Lilly abbia continuato a utilizzare gli stessi messaggi promozionali anche dopo l’approvazione della nuova dose di Wegovy. John Kuckelman, vicepresidente senior e direttore legale del gruppo, ha dichiarato che la società aveva inviato una lettera di diffida nell’aprile scorso, senza ricevere risposta. Secondo il dirigente, Eli Lilly avrebbe soltanto aggiunto “un disclaimer molto piccolo”, insufficiente a correggere il messaggio principale.
La società danese sostiene poi che gli annunci siano stati diffusi in televisione, su social network come TikTok e Facebook e durante grandi eventi sportivi, raggiungendo oltre 700 milioni di visualizzazioni dalla fine di aprile. “Le persone meritano informazioni aggiornate e basate sulle prove scientifiche quando prendono decisioni sulla propria salute”, ha dichiarato Novo Nordisk, aggiungendo che la campagna avrebbe creato “un’ampia confusione” tra i consumatori.
LA DIFESA DI ELI LILLY
Eli Lilly respinge integralmente le accuse e sostiene che la propria comunicazione sia fondata sulle migliori evidenze scientifiche disponibili. “È veritiera, trasparente e basata sulle prove scientifiche dirette più solide disponibili, esattamente ciò che i pazienti meritano”, ha dichiarato un portavoce della società. L’azienda ritiene che lo studio SURMOUNT-5 rappresenti “il gold standard” per confrontare i farmaci e accusa Novo Nordisk di voler impedire la diffusione dei risultati dello studio invece di competere “sulla qualità dei propri prodotti”.
UNA SFIDA DA OLTRE 100 MILIARDI
La controversia rientra nella competizione per il controllo del mercato dei farmaci GLP-1, che gli analisti stimano possa superare i 100 miliardi di dollari di ricavi annui entro il 2030. Dopo essere stata la prima a lanciare Wegovy, USA Today scrive che Novo Nordisk ha perso terreno rispetto a Eli Lilly, le cui vendite di Zepbound hanno raggiunto quasi 4,2 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2026, in crescita dell’80% rispetto all’anno precedente.
Negli ultimi mesi entrambe le aziende hanno inoltre ampliato l’offerta con formulazioni orali dei propri farmaci, aumentando ulteriormente la competizione in un settore destinato a crescere anche grazie al nuovo programma Medicare GLP-1 Bridge negli Stati Uniti.
LE RICHIESTE E LE VALUTAZIONI DEGLI ESPERTI
Novo Nordisk chiede al tribunale un’ingiunzione permanente che obblighi Eli Lilly a ritirare le pubblicità su tutte le piattaforme, ad avviare una campagna pubblicitaria correttiva e a risarcire i danni, compresi gli utili attribuibili alle campagne contestate. L’azienda ha inoltre annunciato che, in assenza di un ritiro volontario degli annunci, richiederà un’ingiunzione preliminare per bloccarne immediatamente la diffusione.
Per Alexandra Roberts, docente della Northeastern University School of Law, “i danni potrebbero essere significativi” se Novo Nordisk riuscisse a dimostrare gli utili aggiuntivi ottenuti da Eli Lilly o le perdite subite a causa della campagna pubblicitaria. La professoressa osserva però che il risarcimento potrebbe essere limitato dal fatto che la dose da 7,2 milligrammi di Wegovy è stata approvata soltanto lo scorso marzo.
Più prudente il giudizio di Evan Seigerman, analista di BMO Capital, secondo cui le controversie tra grandi aziende farmaceutiche riguardano generalmente i brevetti e non le campagne pubblicitarie. A suo avviso, con questa iniziativa “Novo Nordisk sta cercando di difendere il proprio territorio”, anche se l’esito della causa potrebbe avere un impatto limitato sulle due società, arrivando “a discutere dettagli marginali”.






