Il regno di Topolino batte le stime di Wall Street ma mette in guardia sui parchi a tema americani, penalizzati dal calo dei turisti stranieri negli Stati Uniti.
Sebbene l’ultimo trimestre si sia chiuso con utili superiori alle previsioni degli analisti, la Walt Disney Company avverte che la flessione dei flussi internazionali avrà un impatto negativo sulla crescita a breve termine della divisione Experiences.
Inoltre, mentre la società conferma la solidità complessiva dei conti, l’attenzione del mercato resta focalizzata sulla nomina del successore di Bob Iger, attesa entro l’inizio dell’anno.
RICAVI RECORD MA POSSIBILI NUVOLE ALL’ORIZZONTE
La Walt Disney Company ha superato le previsioni di Wall Street nel primo trimestre fiscale, ma ha lanciato un avvertimento circa i potenziali “venti contrari” per i suoi parchi a tema negli Stati Uniti.
Nonostante infatti l’aumento della spesa pro capite dei visitatori e ricavi complessivi per 26 miliardi di dollari, il gruppo ha segnalato un impatto negativo derivante dalla flessione del turismo internazionale. Nell’ultimo anno, i visitatori stranieri negli Stati Uniti sono diminuiti del 6%, una tendenza alimentata dalle tensioni tra l’amministrazione Trump e partner chiave come Messico e Canada. Di conseguenza, la società prevede per il trimestre in corso solo una crescita modesta per il business delle esperienze.
IL TRAINO DELLA DIVISIONE EXPERIENCES
La divisione Experiences, che include parchi, crociere e merchandising, rimane per ora il cuore pulsante della redditività aziendale, avendo generato 10 miliardi di dollari di ricavi e il 72% dell’utile operativo trimestrale complessivo (circa 5 miliardi di dollari). Walt Disney World, in particolare, ha mostrato una ripresa rispetto all’anno precedente, condizionato dalle chiusure per l’uragano Milton.
Per bilanciare il rallentamento dei flussi internazionali negli Stati Uniti, Disney punta sulla seconda metà dell’anno, quando il lancio della nuova nave da crociera Disney Adventure a Singapore dovrebbe fornire nuovo slancio al comparto.
UTILI SOPRA LE STIME E STREAMING IN CRESCITA
Sul piano puramente finanziario, come riportato dal Financial Times, il colosso di Burbank ha registrato un utile netto di 2,4 miliardi di dollari. L’utile per azione rettificato si è attestato a 1,63 dollari, superando la stima di 1,57 dollari degli analisti, pur segnando un calo del 7% rispetto all’anno precedente.
Particolarmente positiva la performance dello streaming (Disney+, Hulu ed ESPN), che ha visto l’utile operativo balzare del 72% a 450 milioni di dollari, con ricavi in crescita del 13% a 4,4 miliardi.
BLOCKBUSTER CONTRO COSTI DI MARKETING
Il segmento Entertainment ha chiuso il trimestre con ricavi per 11,6 miliardi di dollari (+7%), trascinato dai successi di “Zootopia 2” (1,8 miliardi di dollari di incassi globali) e “Avatar: Fire and Ash” (1,4 miliardi). Tuttavia, l’utile operativo della divisione è crollato del 35%. Tale contrazione, scrive Reuters, è stata causata dagli ingenti investimenti pubblicitari necessari per il lancio di otto titoli cinematografici e da una riduzione di 140 milioni di dollari nelle entrate derivanti dalla pubblicità politica.
DIVISIONE SPORTIVA E STRATEGIE FUTURE
Il settore sportivo, prosegue l’agenzia di stampa, ha riportato una flessione del 23% dell’utile operativo, sceso a 191 milioni di dollari a fronte di ricavi stabili a 4,9 miliardi. Sul risultato hanno pesato l’aumento dei costi dei diritti NBA e una disputa contrattuale con YouTube TV che ha causato una perdita stimata di 110 milioni di dollari.
Guardando al futuro, secondo Reuters, Disney punta a generare 19 miliardi di dollari di cassa operativa e ha confermato un piano di riacquisto di azioni proprie per 7 miliardi di dollari.
IL NODO DELLA SUCCESSIONE E LE VOCI DI MERCATO
Il consiglio di amministrazione si riunirà questa settimana per discutere la successione dell’amministratore delegato Bob Iger, con una decisione attesa entro l’inizio dell’anno. Josh D’Amaro, a capo dei parchi, è considerato il favorito rispetto a Dana Walden, secondo il Ft.
Rich Greenfield, analista di LightShed Partners, ha sottolineato l’importanza del settore parchi per la fiducia degli investitori dichiarando: “Gli investitori si aspettano che sia Josh D’Amaro. Non credo che oggi qualcuno possieda azioni Disney per un motivo diverso dai parchi a tema”.






