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Cosa succede fra Caltagirone e Lovaglio su Mps e Mediobanca?

Fatti, indiscrezioni, smentite e ricostruzioni sull'asse Mps-Mediobanca-Generali

Si affastellano indiscrezioni e smentite sull’asse Mps-Mediobanca-Generali che denotano comunque mosse in cantiere che destano attenzioni, se non preoccupazioni, nel mondo bancario e politico. C’è da registrare, oggi, una seduta negativa a Piazza Affari per le azioni di Banca Monte dei Paschi di Siena.

Vediamo le ultime novità

DELFIN HA SMENTITO VENDITA IN CORSO A UNICREDIT

A incidere sulle negoziazioni odierne di Mps è stato il comunicato di Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, che ha smentito che siano in corso negoziazioni con UniCredit o altri operatori sull’eventuale cessione, totale o parziale, della propria quota nell’istituto senese. Delfin, come investitore finanziario di lungo periodo, “opera con un approccio orientato alla creazione di valore nel tempo, nell’interesse della società e dei suoi azionisti, anche a beneficio della crescita del Paese”. Inoltre, “anche alla luce di una performance complessiva in linea con gli obiettivi di redditività e di valorizzazione delle partecipazioni, Delfin rinnova il pieno sostegno ai vertici di MPS e al percorso di rafforzamento”. La smentita di Delfin segue di un giorno quella ancor più puntuta di Unicredit, che sembra voler spostare l’attenzione sulle origini dei rumors ad altre grandi banche e/o ad ambienti politici di governo.

COSA HA SCRITTO FT SULLE DIVERGENZE TRA CALTAGIRONE E LOVAGLIO

La giornata odierna nel mondo della finanza italiana è stata caratterizzata anche da altro. Infatti iIn mattinata è stato anche pubblicato dal Financial Times un articolato retroscena sullo stato dei rapporti tra l’investitore Francesco Gaetano Caltagirone e il numero uno di Mps, Luigi Lovaglio, finora peraltro in simbiosi strategica. Secondo il quotidiano britannico, tra i due ci sarebbe stato uno scontro “sui piani per Mediobanca” e la frattura rischia di “spodestare” Lovaglio. Per Ft, “Caltagirone e Lovaglio sono in disaccordo sui piani per una fusione completa tra le due banche a causa delle implicazioni per la partecipazione di Mediobanca nella compagnia assicurativa Generali”.

TENSIONI FRA CALTAGIRONE E LOVAGLIO SUL DELISTING DI MEDIOBANCA

L’amministratore delegato del Monte dei Paschi, sostiene il quotidiano, “è in disaccordo con l’investitore miliardario su Mediobanca”, in quanto “la fusione tra MPS e Mediobanca porterebbe al delisting della banca milanese e al passaggio della sua partecipazione del 13% in Generali sotto il controllo di MPS”. Un simile scenario “lascerebbe Lovaglio libero di decidere sul futuro della partecipazione nella compagnia assicurativa, inclusa una potenziale vendita, riducendo al contempo l’influenza di Caltagirone, che è il terzo azionista di Generali dopo Mediobanca e Delfin”. In sostanza, dall’articolo del quotidiano finanziario si accredita l’ipotesi che Caltagirone sia contrario al delisting di Mediobanca.

UN SILURO PER LOVAGLIO?

“Questa settimana – riporta ancora il quotidiano britannico – la commissione Mps incaricata di fornire consulenza sulla pianificazione della successione – che include il figlio di Caltagirone – ha raccomandato l’esclusione di Lovaglio dal prossimo processo di selezione dei candidati al consiglio di amministrazione” a causa del “suo coinvolgimento nell’indagine penale in corso”, mentre il consiglio di amministrazione nei mesi scorsi lo aveva sostenuto nonostante l’indagine.

LA NOTA DI CALTAGIRONE

Nel cda di Mps è in corso “una fase di confronto interna” legata a importanti delibere su temi “cruciali”. piano industriale della banca e lista del cda e “accostare questo confronto consiliare al ruolo di un azionista rilevante o alla quota detenuta da Mediobanca in Generali è un’interpretazione strumentale” afferma una nota del gruppo Caltagirone in replica all’articolo del Financial Times sul presunto contrasto tra l’imprenditore romano e l’amministratore delegato della Banca, Luigi Lovaglio, in particolare sul destino della partecipazione in Generali. La nota aggiunge che Caltagirone “non ha contatti” con Lovaglio, “da diverse settimane”. La nota del gruppo Caltagirone afferma che accostare il confronto nel cda di Mps “al ruolo di un azionista rilevante o alla quota detenuta da Mediobanca in Generali è un’interpretazione strumentale, utile solo a confondere le dinamiche fisiologiche del Consiglio di Mps, di cui, peraltro, il Cav. Caltagirone non fa parte – insinuando un presunto contrasto fra l’Ad della banca ed un suo azionista” e conclude con un dietrologico e inconsueto mediaticamente (visto il tradizionale attivismo comunicativo dei principali soggetti in campo) “A chi giova tutto ciò?”.

LE INDISCREZIONI DI REUTERS SU DELFIN-UNICREDIT

Ad agitare le acque della finanza e non solo in settimana è stata l’agenzia Reuters, secondo cui prima di Natale ci sono stati contatti tra il CEO di UniCredit, Andrea Orcel, e il presidente di Delfin, Francesco Milleri, in merito al potenziale interesse di UniCredit per le partecipazioni che Delfin detiene in MPS e Generali. Giovedì UniCredit ha liquidato come “pura invenzione” l’idea di poter acquistare la partecipazione di Delfin in MPS, aggiungendo di aver costantemente analizzato potenziali target e di aver talvolta avuto colloqui con loro, ma che ciò non ha necessariamente portato a una transazione. D’altronde, come si dice in questi casi, tutti parlano di tutto con tutti. E qualcuno – non direttamente coinvolto nella potenziale operazione, ma indirettamente interessato o preoccupato – al corrente comunque dei pour parler ha deciso di spifferare tutto a Reuters.

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