Trump, Maduro, Groenlandia, tasse, piano casa, Mps-Mediobanca, sicurezza e non solo. Sono alcuni dei temi affrontati oggi dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa di inizio anno, organizzata nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti e l’Associazione della stampa parlamentare.
Ecco i dettagli.
GROENLANDIA E DINTORNI
Una eventuale annessione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti? “Non la condividerei, non converrebbe a nessuno, neanche agli Stati Uniti”. Mosca? “È arrivato il momento che l’Europa parli con la Russia”. Il 2026 “sarà l’anno in cui si cambia passo sulla materia” della sicurezza in Italia, con in arrivo anche delle norme ad hoc per contrastare il fenomeno delle baby gang. Sulla liberazione di Trentini tra i detenuti che beneficiano dello scossone Usa in Venezuela, “non smetteremo di occuparci di questa vicenda fino a quando la madre non potrà abbracciare suo figlio”.
I RAPPORTI MELONI-TRUMP
Sulla Groenlandia, ha osservato la presidente del Consiglio, “allo stato l’ipotesi di un intervento americano per assumere il controllo della Groenlandia” è stata esclusa direttamente da Washington. “Non credo realistico” un intervento. “Entro la fine di questo mese il ministero degli Esteri presenterà una strategia italiana, stiamo facendo la nostra parte: l’obiettivo è preservare l’area artica, aiutare le aziende italiane e favorire la ricerca. Mi occuperei più di prevenire i problemi, garantendo che ci sia una presenza dell’Alleanza atlantica nell’Artico”, osserva. A ogni modo, sottolinea ancora Meloni, “ci sono molte cose su cui non sono d’accordo con il Presidente Donald Trump: il tema del diritto internazionale va difeso. Quando non sono d’accordo glielo dico”.
CAPITOLO VENEZUELA
Per quanto riguarda il Venezuela, ha aggiunto Meloni, “saluto con gioia” la liberazione dei due italiani, “io sono fiduciosa, considero il segnale dato dalla presidente venezuelana di grande valore. Lo cogliamo, può rappresentare un momento nelle relazioni tra Italia e Venezuela”. Sottolineando che “è arrivato il momento che l’Europa parli con la Russia” sul tema della guerra, Meloni ha detto di essere “stata sempre favorevole ad una nomina di un inviato speciale sull’Ucraina”.
MILITARI IN UCRAINA?
C’è un veto putiniano di Salvini all’invio di militari in Ucraina? “Non condivido” questa affermazione, ha puntualizzato Meloni, “il dibattito all’interno della maggioranza è come difendere al meglio l’interesse nazionale. C’è una fetta maggioritaria a livello nazionale che ritiene che si possano fare passi indietro” nell’impegno a Kiev, “io penso che occorre essere al fianco dell’Ucraina, per me l’unico modo di garantire la pace è la deterrenza”. “Non c’è l’ipotesi di un intervento con l’ombrello dell’Onu, si sta parlando dell’istituzione di una forza multinazionale per rafforzare la difesa ucraina come strumento di garanzia. Io non ritengo necessario l’invio di truppe perché il principale strumento è quello di ispirarsi al sistema dell’articolo 5 della Nato, e quella la principale garanzia per Kiev. E si tratta di una proposta italiana” nonostante tanti osservatori abbiano “deriso” questa proposta “che tanto campata in aria non era”, ha concluso la premier. “Io resto dell’idea che non è necessario per l’Italia l’invio di truppe in Ucraina e mi sembrava che su questo ci fosse un’opinione maggioritaria in Parlamento. Ora vedo che nel Pd qualcuno avrebbe cambiato idea al riguardo. Se è così, il Pd presenti una mozione in Parlamento e tornerò a dire come la penso in proposito”, ha chiarito.
L’ITALIA E GAZA
Meloni ha inoltre assicurato che “continuiamo a occuparci” di Gaza per “rendere effettivo” il piano di Trump per il Medio Oriente, “è una tregua molto fragile. Stiamo dando la disponibilità dei nostri carabinieri a formare le prime 50 forze della sicurezza palestinese in Giordania. Saremo la prima nazione europea a dare un contributo fattivo alla sicurezza della Striscia di Gaza”.
IL GOVERNO MELONI VISTO DA MELONI
“Siamo il governo più solido perché abbiamo la maggioranza più solida. C’è chiarezza nella linea politica e velocità nell’esecuzione” rivendica, dicendosi “fiera dei partiti della maggioranza e dei leader, non credo che si rischino fibrillazioni nella maggioranza”. “Il fatto che ci sia un dibattito è positivo, non siamo una caserma, nulla può mettere a repentaglio” la stabilità dell’esecutivo. Inoltre, “quanto fatto da Antonio Tajani ha del miracoloso”, ha affermato Meloni guardando al ruolo del segretario che ha ‘traghettato’ FI nella fase successiva alla morte del suo leader e fondatore. La presidente del Consiglio ha escluso che “possano arrivare tensioni” sulla maggioranza dagli stimoli al rinnovamento che la famiglia Berlusconi ha più volte avanzato nei confronti degli attuali vertici ‘azzurri’. “Non metto bocca sulle dinamiche interne a Forza Italia, quello che posso dire è che quello che ha fatto Tajani, insieme agli altri dirigenti di Forza Italia, è un lavoro straordinario”.
SULLE TASSE FARE DI PIU’
Capitolo tasse: “Non sono aumentate, abbiamo destinato miliardi e miliardi di euro per la loro riduzione. Se si è onesti bisogna riconoscerlo. Avremmo voluto fare di più? Certo. Avrei voluto fare altro? Certo, ma non avevo le risorse per farlo”. Insomma, “abbiamo fatto del nostro meglio a risorse date”. “Guardo sempre con prudenza ai giudizi delle Agenzie di rating, mai state particolarmente benevole nei nostri confronti, anche quando parlano come oggi di una percezione che deve farci piacere. Il dato più significativo per me è l’occupazione, incoraggiante come quello sul potere d’acquisto, e come quello sulla crescita, che per me è uno dei focus principali di questo anno”, ha continuato Meloni evidenziando che per favorire la crescita occorre “continuare a sostenere l’occupazione, a lavorare per abbassare i prezzi dell’energia e favorire gli investimenti, secondo il modello della Zes unica per il Mezzogiorno”.
INCHIESTA MPS-MEDIOBANCA
“Non sono preoccupata per le inchieste in corso” sulla vicenda Mps-Mediobanca, “tra l’altro mi pare che anche la Procura abbia detto che nelle azioni del Governo non c’e’ niente di illegittimo”, ha affermato Meloni. Secondo il premier, il terzo polo bancario è utile a sistema ma governo non può intervenire.
SICUREZZA TUTTO OK?
Capitolo sicurezza sul territorio nazionale: “Voglio rivendicare il lavoro fatto” ma “non è stato sufficiente”. “Bisogna fare di più, ci sono altri provvedimenti che stiamo studiando: uno riguarda il tema delle baby gang. Voglio dire che alcuni provvedimenti varati” dall’esecutivo “cominciano a dare risultati, i dati dei primi mesi del 2025″ segnalano che i reati sono calati ma se vogliamo garantire sicurezza per i cittadini occorre che tutti lavorino nella stessa direzione”, anche la magistratura, ha osservato la presidente del Consiglio. “Ricordo il caso dell’Imam di Torino, la cui espulsione è stata bloccata”, ha osservato la premier citando altre vicende simili. “Diventa vano il lavoro del Parlamento e delle forze dell’ordine”, è l’affondo della premier. Sulle baby gang, “deve essere vietato” il porto di armi da taglio e deve essere vietata “la vendita online di armi da taglio e simili e servono sanzioni per i genitori responsabili dei minori” che utilizzano questi armi, ha detto ancora.
PROBLEMA CARCERI
Sulle carceri, ragiona Meloni, “io penso che si debba affrontare il tema in modo strutturale con risposte strutturali”. “I provvedimenti come amnistia e indulto sono provvedimenti tampone sperimentati in passato che non hanno risolto nulla. Noi abbiamo il problema del sovraffollamento” perché la politica ha fatto solo provvedimenti tampone, “il problema è che in Italia non ci sono abbastanza posti in carceri e quindi il governo sta lavorando a 11mila nuovi posti da qui alla fine del 2027. Questo è il modo serio di difendere la dignità dei detenuti”. “È importante che il Parlamento proceda velocemente per favorire il trasferimento nelle comunità dei detenuti tossicodipendenti”, ha poi evidenziato la premier.
RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE
Legge elettorale: “ci sono interlocuzioni con l’opposizione ma non a mio livello, il mandato c’è. La ragione per cui Elly Schlein, ma non solo lei, dovrebbe vedere favorevolmente una riforma” della legge di tipo proporzionale con premio di maggioranza “è che si tratterebbe di una riforma che consentirebbe a chi prendesse più voti di governare 5 anni con una maggioranza solida. Con una riforma di questo tipo la partita sarebbe più che aperta”. L’emergenza casa? “Siamo in dirittura d’arrivo per la presentazione del piano casa: è un progetto molto ampio al quale stiamo lavorando con il ministro Salvini, con la collaborazione del ministro Foti e di molti corpi intermedi della società civile, come Confindustria. Lavoriamo insieme al sistema Italia, è un progetto a cui tengo tantissimo”. “L’obiettivo”, ha chiarito Meloni, “è mettere in campo centomila nuovi appartamenti” a prezzi calmierati” in dieci anni “al netto delle case popolari”, ha osservato la premier. Infine, “il governo è al lavoro, in queste settimane, a un provvedimento per abbassare i prezzi dell’energia”.




