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Tutti i dettagli sull’accordo di pace Zte-Usa

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La pace tra Zte ed Usa è siglata, ma la tregua potrebbe essere solo momentanea: le minacce di nuove tariffe mettono in pericolo la società cinese. Articolo di Giusy Caretto


Pace: l’accordo tra Stati Uniti e Zte c’è. Come annuncia Reuters, Washington ha annunciato di aver trovato un’intesa con la società cinese, che può tornare in piena attività dopo un divieto di quasi tre mesi di intrattenere relazioni commerciali con fornitori americani.

L’INTESA

L’accordo tra America a Zte vale 1,4 miliardi di dollari ed è stato raggiunto il mese scorso con il Dipartimento del Commercio. Il primo miliardo di dollari è stato già versato, come penalità, al Tesoro degli Stati Uniti il ​​mese scorso, ora la società cinese dovrà depositare 400 milioni di dollari in un conto di garanzia.

Solo dopo verrà interrotto il divieto di intrattenere relazioni commerciali con fornitori americani. “L’accordo con ZTE rappresenta la pena più severa e il più rigoroso regime di conformità che il dipartimento abbia mai imposto in un caso del genere”, ha detto il Dipartimento del Commercio.

LA FINE DI UNA LUNGA SAGA

“L’annuncio segna l’inizio della fine di questa saga di lunga data”, ha commentato l’avvocato di Washington Douglas Jacobson, che rappresenta i fornitori Zte.

UN NUOVO INIZIO PER ZTE

Una volta rimosso il divieto, Zte, che ad oggi impiega circa 80.000 persone, dovrebbe riavviare le operazioni principali, interrotte proprio a causa del bando. In questi mesi, per trovare una soluzione, sono state avviate le trattative dirette tra il Presidente Trump e l’omologo cinese Xi Jinping, mentre non mancavano in contemporanea minacce di nuovi dazi e tregue (brevi).

UN NUOVO INCUBO?

Ma l’incubo potrebbe presto tornare ad essere realtà. Sì, perchè se Zte ha ricevuto la “grazia” di Trump, non così potrebbe essere per Pechino e la cosa avrebbe anche ripercussioni contro la società cinese.

La Casa Bianca, infatti, avrebbe già messo a punto una lista di prodotti importati dalla Cina a cui imporre dazi del 10%, per un valore di 200 miliardi di dollari, valore di tutto l’export di Pechino verso Washington.

PERCHE’ GLI USA AVEVANO IMPOSTO A ZTE IL DIVIETO

Facciamo ora un passo indietro. Il divieto è stato imposto dopo che Zte, secondo la denuncia americana, avrebbe violato l’embargo nei confronti dell’Iran e della Corea del nord, concedendo anche un premio ai dipendenti coinvolti nella vicenda.

Zte, dopo aver ribadito la sua innocenza più volte, si è dichiarata colpevole dinanzi la corte federale degli Stati Uniti e, “nel marzo 2017, Zte ha acconsentito a una pena combinata civile e penale e alla confisca di 1,19 miliardi di dollari dopo aver spedito illegalmente attrezzature per telecomunicazioni in Iran e Corea del Nord, rendendo dichiarazioni false e ostacolando la giustizia anche prevenendo la divulgazione e affermando il governo americano in modo affermativo” e, sempre in quella occasione, “oltre a queste sanzioni pecuniarie, ha anche concordato un divieto di esportazione per sette anni di sospensione dei privilegi di esportazione, che potrebbe essere attivato se non fosse rispettato alcun aspetto dell’accordo”, ha spiegato il dipartimento del commercio Usa.

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