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Voto Rousseau su governo M5s-Pd? La sovranità è solo quella prevista dalla Costituzione. Il post di Lupo

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Il post dell’avvocato Angela Lupo, blogger di Start Magazine, sul voto che il Movimento 5 Stelle ha annunciato sulla piattaforma Rousseau gestita dalla Casaleggio Associati per il governo M5s-Pd

 

Nelle ultime ore di queste infuocate giornate agostane, anche per una crisi di Governo che ha ormai catalizzato ogni altra problematica del paese, appare chiaro che la risoluzione politica, tra i Partiti in Parlamento, non può non tenere in conto i dettati della Costituzione italiana.

Si apprende che il Partito Movimento 5 Stelle dovrà sottoporre ai propri iscritti, per il tramite della piattaforma Rousseau, la volontà di far aderire o meno all’ipotesi di accordo con il Partito Democratico.

Qualche digressione occorre farla, per chiarezza se non altro.

Rousseau è una piattaforma web controllata dall’Associazione Rousseau, associazione indipendente dal Movimento 5 Stelle, ma sembra pienamente utilizzata come una sorta di “sistema operativo” del Movimento: ivi hanno luogo le votazioni e le decisioni, da parte degli iscritti.

Alle ore 22.44 del 27 agosto 2019 Luigi Di Maio sull’account di Twitter del Movimento 5 Stelle intitolava: Gli iscritti al MoVimento 5 Stelle hanno e avranno sempre l’ultima parola.

Leggi il post di @luigidimaio e veniva allegato link delle ore 22.40, postato su Blog delle Stelle del seguente precipuo tenore:

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella domani completerà il secondo giro delle consultazioni e ascolterà le valutazioni dei gruppi parlamentari delle varie forze politiche.
Il Movimento 5 Stelle ha messo sul piatto dieci punti per l’Italia come base per qualsiasi discussione. Il confronto tra le forze politiche su questa base sarà portato avanti dal presidente del Consiglio che eventualmente potrebbe essere incaricato dal Presidente Mattarella.
Alla fine di questo percorso ci sarà una proposta di progetto di governo che sarà stata condivisa tra le forze politiche che intendono entrare in maggioranza.
Prima che venga sottoposta al Presidente della Repubblica, questa proposta sarà votata online su Rousseau dagli iscritti del Movimento 5 Stelle.
Solo se il voto sarà positivo la proposta di progetto di governo sarà supportata dal Movimento 5 Stelle. Il voto dovrebbe avvenire entro la prossima settimana.
Gli iscritti al Movimento 5 Stelle hanno e avranno sempre l’ultima parola”.

Sulle modalità web di interrogazione degli iscritti di una Associazione privata (come ad esempio l’Associazione Rousseau) e sulla possibilità di ricevere consenso e approvazione dell’operato politico, nulla quaestio. L’unico limite per un’Associazione italiana resta fondamentalmente il rispetto dell’art. 18 della Costituzione con particolare riguardo al principio di democraticità.

Question time è di altro argomentare.

Riprendendo il fil rouge della crisi di governo, all’interno del quale va contestualizzato il post di Luigi Di Maio, non ci si dovrebbe interrogare se sia lecito o costituzionale sottoporre a piattaforma web una proposta di Governo.

Alla luce dei dettati della Costituzione a cui si è ispirata – obbligatoriamente sin dalla sua nemesi – l’attuale crisi di Governo della 65^ Legislatura, occorrerebbe piuttosto porsi una diversa domanda.

Ma andiamo per gradi, nel racconto dei fatti degli ultimi giorni.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella — supremo garante della nostra Costituzione e Capo dello Stato — dopo un primo giro di consultazioni, per verificare la fattibilità o meno di un accordo tra le forze politiche del Parlamento, ha dato la possibilità di un secondo giro di consultazioni con un Calendario nei giorni 27 e 28 agosto 2019.

Tenendo presente questi tempi tecnici calendarizzati, il problema diventa necessariamente di altro tipo.

Da una semplice lettura del post di Luigi Di Maio si evincerebbe, infatti, una discrepanza tra quanto previsto dall’iter costituzionale di formazione del nuovo governo e i tempi tecnici calendarizzati, con un Premier già individuato.

Astraendo dall’attuale contesto, pertanto, ci si può finalmente interrogare se, a conclusione di consultazioni e avendo già il Premier ricevuto incarico per la formazione di un Governo, un’Associazione privata, cui accede un Partito, può decidere, a favore o meno, di un programma per un futuro Esecutivo, già in fieri?

A parere di chi scrive non può, o meglio, non può senza tener conto dei tempi tecnici costituzionalmente previsti e, comunque, la decisione non avrebbe alcuna rilevanza esterna/pubblica.

La nostra Costituzione, infatti, impone una forma precisa di Governo, la democrazia parlamentare, che significa:

  1. il Popolo e i singoli cittadini scelgono i propri rappresentanti al Parlamento attraverso il sistema elettorale, scelto per legge, per la votazione;
  2. in caso di crisi di Governo, il Presidente della Repubblica verifica la possibilità di un nuovo Esecutivo e, qualora riscontri una volontà in senso negativo, provvede a sciogliere le Camere e indire nuove elezioni; in caso di riscontro di accordo tra le forze politiche del Parlamento, affida incarico al Premier (indicato dalle parti politiche) per la formazione di un nuovo Governo.

Nell’attuale contesto democratico, appare, dunque, del tutto fuori luogo ovvero fuori tempo interpellare gli iscritti di un’Associazione per la valutazione del futuro programma di Governo, allorchè sia stato già individuato nominativo Premier.

Con il conferimento dell’incarico al Premier per la formazione di un Governo, si è già positivamente concluso l’iter costituzionale per la verifica di un accordo, tra i Gruppi Parlamentari, in vista di un Esecutivo.

Si badi bene che, all’interno della piattaforma Rousseau, il Movimento 5 Stelle, come qualsiasi Associazione privata, può sottoporre ogni questione “politica”: come si è visto, nel rispetto del principio di democraticità, qualunque associazione – res privata – può agire come meglio ritiene.

La questione “privata”, tuttavia, non potrebbe investire l’iter per la formazione di un nuovo Esecutivo.

L’Italia costituzionalmente è una Repubblica Democratica Parlamentare, all’interno della quale la sovranità, che appartiene al Popolo, può essere esercitata solo nelle forme e nei limiti dettati dalla Costituzione.

Rebus sic stantibus, una piattaforma web, ivi compresa la piattaforma Rousseau, non può essere concepita alla stregua di uno strumento per l’eventuale esercizio (diretto) della Democrazia, ma resta semplicemente strumento legittimo di partecipazione di cittadini ad un’Associazione privata (quale è l’ Associazione Rousseau). Né più e né meno.

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