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“Volevo solo una girandola”, il Sacconi narratore che non ti aspetti

Sacconi

Che cosa si è detto alla presentazione on line del nuovo volume di Maurizio Sacconi, “Volevo solo una girandola. Racconti brevi di vita pubblica”

Centinaia di persone hanno partecipato alla presentazione online del nuovo volume di Maurizio Sacconi, “Volevo solo una girandola. Racconti brevi di vita pubblica”. Un appuntamento organizzato dalle associazioni Amici di Marco Biagi e Ricostruire, con tanti amici, figure di spicco della vita politica, del giornalismo e dell’imprenditoria italiana. Presenti al dibattito, tra gli altri, il Cardinale Camillo Ruini, Bruno Vespa e Antonio Polito.

È un Sacconi che non ti aspetti, quello del volume edito da Marsilio, un Sacconi narratore che attraverso la forma racconto offre al lettore ricordi personali, testimonianze ed esperienze, su cinquant’anni di vita pubblica e sul tempo precedente, quando sono maturate le scelte dell’autore. Quelle politiche innanzitutto. Alla politica ‘sacrifica’, o per meglio dire dedica, molta parte dei suoi settanta anni. Dal primo ingresso in Parlamento con il PSI quarantuno anni fa, era il 1979, fino al 2018. Più volte sottosegretario di Stato, in ben due occasioni ha ricoperto la carica di ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali nei governi Berlusconi.

Scorrendo le pagine del suo ultimo lavoro, Sacconi racconta in prima persona come ha vissuto le fasi della politica che hanno caratterizzato gli ultimi decenni del nostro Paese. Un insieme di storie in cui la componente narrativa, vale la pena sottolinearlo, è predominante rispetto a quella saggistica. “Mi sono preoccupato di segnalare nei miei racconti – ha spiegato – di quanto sia stata importante, e quanto lo sia ancora, l’identità nella politica. L’identità delle formazioni collettive, ma anche l’identità dei singoli”.

“Non è il solito libro noioso scritto da politici – dice Stefano Parisi, suo amico storico e compagno ai tempi del Psi, introducendo l’evento – ma è un libro piacevole che descrive con grande passione, e in modo molto umano, l’esperienza politica di Maurizio Sacconi in anni in cui la politica era espressione delle migliori personalità del Paese”. Nel corso della conferenza hanno preso la parola Luca De Michelis, amministratore delegato della casa editrice Marsilio, Bruno Vespa, giornalista e conduttore Rai, Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera, e il Cardinale Camillo Ruini, che hanno commentato e analizzato, con numerosi aneddoti, il libro e i momenti che in esso sono riportati.

“La nostalgia colpisce tutti perché abbiamo vissuto con intensità quegli anni”, ha detto Bruno Vespa. “Ricordo che una volta partecipai a un drammatico convegno organizzato da Confindustria, ero accanto a Sergio Cofferati, allora segretario della CIGL, e in seconda fila c’era Marco Biagi. Fu impressionante vedere il gelo vero, l’ostilità, che accompagnava Marco Biagi”.

“Nel racconto della vita pubblica vengono fuori aspetti dell’uomo Sacconi che a me hanno sempre colpito, come ad esempio l’impegno politico, aspetti che sono all’origine dell’amicizia e dell’affetto che provo per lui”, ha spiegato Antonio Polito.

“Maurizio definisce Biagi come il perfetto riformista, perfetto al punto tale che la sua fine ha spinto anche me a fondare un giornale che si chiamava Il Riformista. Biagi è morto nel marzo del 2002, nell’ottobre dello stesso anno ho lasciato La Repubblica e, insieme ad altre persone, ho fondato un giornale che si chiamava in quel modo esattamente per il fatto che Biagi era stato vittima del suo essere riformista ed esattamente perché Cofferati aveva definito riformista una parola malata”.

“Ho letto con molto piacere questo libro perché mi ha fatto conoscere meglio Maurizio Sacconi che pure conoscevo da tanti anni”, ha detto Ruini. “Nel libro c’è un atto di coraggio, un invito ai lettori, soprattutto i più giovani, a dedicarsi alla politica. La politica come scelta civica e come mestiere. Sono molto d’accordo con questo termine, mestiere, che squalifica un concetto di moda negli ultimi tempi, se la politica è un mestiere non è vero che uno vale uno”.

Marco Cruciani, giornalista
Associazione Ricostruire

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