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Vi spiego perché le litigate fra Salvini e Di Maio non sono solo mediatiche

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Di maio Salvini

Che cosa succede davvero fra Di Maio e Salvini? Fatti, ricostruzioni e analisi nel punto del notista politico Francesco Damato

 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che non si lascia ormai scappare occasione per farsi sentire, forse più dalle forze politiche, e dal governo in particolare, che dal Paese cui pure si immagina ch’egli invece preferisca rivolgersi per tenersi al di sopra delle parti, ha partecipato a suo modo anche alla festa del lavoro. Lo ha fatto al Quirinale, davanti ai Maestri del Lavoro del Lazio appena insigniti, con cenni allusivamente critici agli euforici annunci grillini e leghisti di una uscita ormai dell’Italia dalla recessione in base ai dati del primo trimestre dell’anno anticipati dalla Banca d’Italia e confermati in misura doppia dall’Istituto Centrale di Statistica: dal +0.1 al +0,2 per cento del prodotto interno lordo.

CHE COSA HA DETTO MATTARELLA (ANCHE A DI MAIO)

Il capo dello Stato, pur concedendo al governo l’attribuzione della “congiuntura debole” e delle “incertezze” a “vari fattori internazionali e a tensioni sulle politiche commerciali”, ha attribuito agli ultimi dati, compresi quelli sull’occupazione, il significato di “qualche segno di ripresa”. E quello dell’occupazione, in particolare, come “un livello che non ci può soddisfare”.

LE PAROLE DI MATTARELLA E QUELLE DI DI MAIO

Intervenuto dopo il discorso del vice presidente grillino del Consiglio Luigi Di Maio e ministro del Lavoro, oltre che dello Sviluppo Economico, Mattarella non ne è sembrato francamente entusiasta, colpito da chissà quale annuncio. Si è limitato a riconoscere all’ospite di avere “illustrato l’impegno del governo”: formula che, volendo, potrebbe anche essere interpretata con una certa ironia, avendo più volte parlato Di Maio, come d’abitudine del resto, in primissima persona: “ho fatto”, “ho detto”….

LE TENSIONI FRA SALVINI E DI MAIO

Il capo del Movimento delle 5 Stelle, oltre che-  ripeto – vice presidente del Consiglio e pluriministro, è in questi giorni anche visibilmente affaticato per il continuo scontro a distanza con l’omologo leghista Matteo Salvini , pure quando gli capita di essergli seduto accanto, come di recente a Tunisi assistendo insieme ad una conferenza stampa di Giuseppe Conte. Gli è appena capitato, ad esempio, davanti a qualche microfono di scambiarlo per il contestato e indagato sottosegretario Armando Siri chiedendone le dimissioni, e parlando di parlamentari del Carroccio smaniosi anch’essi di vederle sfogandosi con lui. Poi naturalmente, accortosi della gaffe da fretta e animosità, il dichiarante ha cercato con i giornalisti di scherzarci sopra, non foss’altro -nuova gaffe- per il presunto sfogo dei leghisti contro il loro “capitano”.

NON SONO SOLO MEDIATICI GLI SCAZZI FRA SALVINI E DI MAIO

Nonostante l’opinione dei pochi, o molti che siano, osservatori convinti che le polemiche “h 24” fra i due vice presidenti del Consiglio siano un gioco delle parti, destinato ad esaurirsi con la fine della campagna elettorale per il rinnovo, a fine mese, del Parlamento Europeo e di numerose amministrazioni comunali italiane, salvo magari riprendere già in estate per le elezioni regionali previste o in programma fra l’autunno prossimo e la primavera del 2020; nonostante, dicevo, questa opinione sdrammatizzante, ma pur sempre negativa per l’immagine di un governo, e per il suo stesso funzionamento, i rapporti fra Di Maio e Salvini sembrano obiettivamente e seriamente compromessi. Anche sui muri di qualche strada o piazza italiana, dove i due l’anno scorso furono rappresentati in amorosi sensi.

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