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Vi racconto i disastri di Conte anche in politica estera

Le ultime sparate di Conte sull’Ucraina e non solo. Il commento di Marco Mayer

 

Giuseppe Conte deve ancora dimostrare ai suoi di essere il loro vero leader. È ancora nell’angolo perché Grillo non vuole mollare la sua informale, ma preponderante posizione di numero uno del Movimento.

E non c’è solo l’ombra di Beppe Grillo, anche Di Battista, Casaleggio junior e ovviamente Luigi Di Maio sono per Conte fastidiose spine nel fianco sia pure dall’esterno.

Se come Francesco Damato ha scritto oggi su Startmag la crisi si sposterà in Parlamento per Conte non sarà facile in nessun caso.

Se mantiene i suoi ministri e i 5 stelle restano in maggioranza sarà accusato per l’ennesima volta di aver abbaiato alla luna. Se decide di uscire passerà per l’irresponsabile che ha provocato una crisi di governo in piena emergenza (guerra, pandemia e inflazione).

Per quanto riguarda i 9 punti del documento presentato nel recente incontro con Draghi, Conte ha ripreso quasi testualmente alcune delle principali richieste sindacali al governo nella speranza di invertire il brusco declino del consenso popolare dei 5 stelle.

Ma a sinistra, la Cgil di Landini non ha alcun bisogno o interesse di farsi rappresentare da Conte. I sindacati dialogano direttamente con Draghi ed un accordo è possibile sin dai prossimi giorni.

Ma ci sono soprattutto due posizioni di Giuseppe Conte che appaiono indifendibili e che forse – almeno a mio avviso – dimostrano una qualche ingenuità politica dell’attuale capo politico dei 5 stelle.

Tutti sanno che da mesi la Guardia di Finanza è sottoposta ad un notevole stress per i provvedimenti del 110% tali e tante sono le ipotesi di truffa segnalate a macchia d’olio in tutto il paese. Le stime più prudenti parlano di almeno 6 miliardi di euro di ricavi fraudolenti.

Come può un movimento come i 5 stelle nato da una rivolta morale contro la corruzione fare del 110% una sua bandiera?

La seconda posizione assai discutibile di Conte è la seguente. In una intervista al quotidiano El Pais ha dichiarato testualmente: “L’Ucraina ha armi a sufficienza”.

Qualunque cosa si pensi della guerra e delle sanzioni, affermare che l’Ucraina dispone di armi sufficienti per respingere l’aggressione dalle forze armate russe è semplicemente una fake news, la sproporzione (anche semplicemente numerica) tra le forze in campo è un dato di fatto che nessun analista si sogna di mettere in discussione.

Perché Conte ha fatto questa affermazione? Un errore di superficialità? O voleva dare un segnale? Forse temeva la concorrenza di Alessandro Di Battista volato a Mosca dopo aver ottenuto il visto in tempi così rapidi?

Di Battista peraltro da mesi spinge dall’esterno perché i 5stelle provochino la crisi di governo in Italia.

La Via della Seta, il tweet di Trump a “Giuseppi” e ora l’ignoranza sulla consistenza delle forze in campo in Ucraina hanno fortemente indebolito il profilo internazionale di Giuseppe Conte.

Le informazioni errate sull’Ucraina e la difesa del 110% (con le sue megatruffe) non sembrano grandi argomenti per spiegare agli italiani una crisi di di governo in un momento così difficile. Quel che appare certo è che comunque vada i grillini continueranno a scivolare su un piano inclinato.

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