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Vi racconto gli ultimi subbugli di M5s e Pd

5 Stelle

I Graffi di Damato

 

Non solo Matteo Salvini, che ne ha appena parlato direttamente al presidente del Consiglio dichiarandosi ottimista alla fine dell’incontro, ma anche Giuseppe Conte non vede l’ora di togliersi la mascherina pure all’aperto, ma il secondo pensando più a se stesso che agli altri. La smania che gli è stata attribuita, a torto a ragione, su Repubblica da Francesco Bei, riferendo della sua recente visita a Napoli per sostenere il candidato a sindaco ed ex ministro Gaetano Manfredi tra pizze, incontri, passeggiate e conferenze stampa, è quella di parlare finalmente “il linguaggio della verità fra qualche giorno”. Cioè quando sarà reso pubblico il voluminoso statuto del MoVimento 5 Stelle e si potrà procedere agli ultimissimi passaggi del suo insediamento come capo. 6Evidentemente l’ex presidente del Consiglio, pur avendo detto cose abbastanza clamorose o significative, come le critiche formulate a buona parte delle iniziative del governo di Mario Draghi, troppo condizionate dalla parte del centrodestra che lo compone, dev’essersi molto trattenuto. E non vede l’ora quindi di dirci tutta la verità, appunto, sui suoi propositi, deciso a impensierire non solo il presidente del Consiglio ma anche altri.

Al segretario del Pd Enrico Letta, per esempio, Conte ha già comunicato l’ambizione di rimontare tutte le perdite subite dai grillini per tornare a sorpassare il suo partito e diventare la forza di “assoluta maggioranza”. Ma evidentemente vuole dirgli anche dell’altro, forse a proposito del governo in carica e della svolta che gli andrebbe imposta a breve.

Del carattere “competitivo” dell’alleanza col Pd impostosi da Conte, inseguendo Letta anche o soprattutto al centro, ha appena parlato in una intervista al Corriere della Sera l’instancabile Goffredo Bettini senza avvertire rischi o difficoltà, sicuro evidentemente che la competizione farà bene a entrambi i partiti. L’uomo è notoriamente ottimista, pur avendo preso una brutta botta nell’ultima crisi di governo, vedendo sfumare il progetto di una terza edizione di Conte, addirittura impedita da un “complotto” forse anche internazionale, o qualcosa del genere.

Meno sereno, diciamo così, davanti alla smania di Conte di muoversi e parlare più liberamente sembra essere sotto le cinque stelle Beppe Grillo. La cui funzione di “garante”, pur con l’aggiunta dell’aggettivo “insostituibile” pronunciato di recente dall’ex presidente del Consiglio, non sembra a sua volta garantita dal nuovo statuto. Per capirne di più, dopo avere fatto esaminare il testo da un parente avvocato, il comico ha deciso, secondo indiscrezioni o anticipazioni condivise anche dall’insospettabile e informatissimo Fatto Quotidiano, di venire a Roma, nel solito albergo, per parlarne con Conte davanti ai suggestivi resti dei Fori Imperiali, come quando gli affidò il compito di rifondare la sua creatura e di guidarla.

Una cosa mi sembra ragionevolmente certa, dato il carattere dell’uomo, e a dispetto di quanto forse pensano altri per i problemi familiari e giudiziari sin troppo noti per essere qui rievocati: Grillo non ha alcuna intenzione di confermare un sottotitolo di oggi del Sole 24 Ore, il giornale della Confindustria, che riassume e traduce “le ultime limature” al testo dello statuto annunciando che “il Garante non potrà più incidere sulla linea politica”. Se Conte si è fatta qualche illusione in questa direzione, temo che dovrà rinunciarvi.

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