Mondo

Vi dico cosa si è detto alla manifestazione di Salvini, Meloni e Tajani

di

Casellati Papetee

La manifestazione del centrodestra “Insieme per l’Italia del Lavoro” vista da Paola Sacchi

 

Centrodestra descritto dal caos “sudaticcio” alle “sedie vuote”. Ora la etichettano come la manifestazione delle “sedie vuote”. Che vuote in realtà, nel pieno dell’iniziativa, come registra la cronista che era lì da prima che iniziasse, sono rimaste solo in una striscia in fondo, laterale. E questo probabilmente a causa di regole ferree, con tanto di richiesta di accredito per tutti, a quanto pare non solo per la stampa, e con tanto di misurazione della temperatura.

Misure giuste ma, come ha ricordato Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, “mai prese in altre iniziative come quelle del 25 aprile o delle Sardine. Ci avevano addirittura chiesto all’inizio di lasciare per ogni partecipante 7 metri e mezzo”. E Matteo Salvini, segretario della Lega, ironizza: “Per gli altri no, ma quando si viene da noi ti misurano anche la” febbre”, pardon temperatura, cosa che è per carità giusta, ma gli altri?”.

Insomma, se per i” giornaloni” mainstream poco più di un mese fa, stessa piazza del Popolo, allora con corteo lungo Via del Corso, la prima manifestazione, dopo il lockdown, del centrodestra unito era “caos”, senza distanziamento, con successive aggiunte di commenti-perla, che verrebbe da scrivere con la i al posto ella e, su “gente sudata” , stavolta il distanziamento sarebbe stato troppo distanziato. Non si sa a che ora (prima che iniziasse?) siano state trasmesse immagini secondo le quali lì, contrariamente al 2 giugno, stavolta ci sarebbe stata una sorta di vuoto cosmico. Mentre in realtà di vuoto è rimasta alla fine solo una striscia in fondo, laterale, rispetto al palco.

Ma, al di là del “contaseggiole”, la sostanza politica della nuova manifestazione del centrodestra è innanzitutto la reale, e non finta, unità della coalizione, di cui Salvini, Meloni e il vicepresidente di Fi, Antonio Tajani, danno prova plastica nelle immagini e nelle parole che pronunciano dal palco. Dove una speaker d’eccezione, la giornalista, scrittrice, opinionista tv, Maria Giovanna Maglie, introduce i loro discorsi. Avverte Maglie: “Io battaglio, perché dico sempre quello che penso liberamente, per questo i colleghi mi criticano ma non me ne può importare di meno. Consiglio: leggete di centrodestra diviso? Ecco, quando vi scrivono questo, leggete l’esatto contrario”. E nel segno del centrodestra unito Maglie ricorda quanto accadde a Berlusconi, “già lo sapevamo, ma ora c’è una ulteriore, importante conferma che l’ultimo governo eletto, governo di centrodestra, fu mandato a casa in quel modo”.

Va giù durissimo Tajani, numero due del Cav, ex presidente del Parlamento Europeo, uomo dal lungo curriculum nelle istituzioni Ue, che il mainstream tende sempre, in modo un po’ interessato a mettere in contrapposizione perché giudicato “moderato” con gli alleati: “Fu golpe giudiziario. E quello di Berlusconi fu l’ultimo governo eletto, gli altri sono tutti nati finora da accordi di Palazzo (ovviamente dà per scontato che siano stati legittimi a norma di Costituzione, ma appunto senza un premier plebiscitato dal popolo, come lo fu Berlusconi. ndr)”.
Tajani, a capo della delegazione di Fi, che vede sul palco anche Maurizio Gasparri e Licia Ronzulli, e numerosi altri azzurri in piazza, ricorda:”Gli stessi metodi di certa giustizia ora si adottano per Salvini”.Chiede “una commissione d’inchiesta sul caso B e che Berlusconi sia nominato senatore a vita”. Poi, un’osservazione sulle elezioni regionali: “Noi la sintesi la troviamo sempre, abbiamo già deciso i candidati che, infatti, stanno già facendo campagna elettorale mentre gli altri li devono ancora decidere, la maggioranza di governo non è unita neppure su questo”.
Tajani, chiude con la parola “libertà”, ritmata più volte, accompagnata in coro dalla piazza, parola che è il vero collante del centrodestra. Che, come ricorda Maglie, “non è un partito unico tenuto insieme dalla dottrina marxista-leninista”. Scandisce Meloni:”Libertà di tornare a votare perché questa maggioranza di governo non è la maggioranza del Paese che il centrodestra rappresenta. Noi non siamo la ‘Villa dei famosi’ del premier Conte, ma siamo il popolo. Per questo ci temono. Elezioni!”.
E la piazza scandisce più volte con “Giorgia” “Elezioni, elezioni”. È il leader con maggiori consensi del centrodestra, Salvini segretario della Lega, primo partito italiano, a chiudere la manifestazione con questo monito :”La scelta è tra chi sostiene i regimi, da quello venezuelano, caro ai Cinque Stelle, alla Cina che fabbrica i monopattini, sui quali sono stati dati bonus anziché assicurare quella Cig che gli imprenditori aspettano da marzo, la Cina dove il regime dittatoriale, a proposito di giustizia, nomina i giudici, la decrescita ‘felice’ di Beppe Grillo, ecco, la scelta è tra questa filosofia e la ‘Libertà’, libertà d’impresa innanzitutto”. Del resto, la manifestazione ha per parola d’ordine, a fronte della dura critica sulle “mancate risposte del governo”, “Insieme per l’Italia del Lavoro”.
Le imprese, le partite Iva sono al centro dell’intervento di Salvini che dice “No a un’Italia fondata anziché sul lavoro, sui No della Cgil, a cominciare dall’impiego degli immigrati regolari” e fa gli auguri al nuovo segretario della Uil, eletto praticamente in contemporanea “mentre Conte fa un’altra diretta, parallela alla nostra”, osserva un po’ ironico.
Ma il senso politico forse più profondo di tutto l’intervento del leader leghista è imperniato attorno alla netta posizione filo-atlantica della Lega da sempre accusata, inchiodandola a stereotipi, di essere filo-Est. Salvini non solo ricorda il valore della presenza dei vertici leghisti, insieme con lui e Giancarlo Giorgetti, responsabile Esteri, l’altro ieri davanti all’ambasciata cinese (“Il Paese che ci ha appestato”) per protestare a favore di Hong Kong, ma ricorda anche che oggi è il 4 di Luglio, l’Indipendence day e in inglese rivolge gli auguri al presidente Trump, cita Margaret Thatcher quando osserva, a proposito di Europa, che “non c’è libertà senza libertà economica”. Ma dice anche un sentito “grazie a Papa Francesco per essere andato a incontrare gli amministratori della Lombardia”. Difende il governatore veneto Luca Zaia: “Un grande uomo, ma i giornali anziché attaccare lui, si interroghino piuttosto su vicende sulle mascherine che riguardano altri governatori, come quello del Lazio, Nicola Zingaretti”. Chiede che a Roma “ci sia finalmente un sindaco con la S maiuscola, in modo che di Roma non si parli più per topi o autobus bruciati”. E lancia la sua proposta, destinata a tracciare la visione di un futuro governo di centrodestra: “Italia federale nel presidenzialismo”.

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