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Cyberguerra, ecco perché gli Usa bastonano 5 società russe

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cybersecurity

Un’indagine Usa avrebbe rivelato la colpevolezza di aziende della Russia nell’attacco NotPetya avvenuto lo scorso anno. Articolo di Giusy Caretto 


La cyberguerra tra Usa e Russia continua. In queste ore, a sferrare un attacco (a dire il vero poco cyber) a Mosca è l’amministrazione Trump: il governo degli Stati Uniti ha sanzionato cinque società russe e tre cittadini russi che hanno dichiarato di aver aiutato il servizio di sicurezza federale (FSB) russo. Lo stesso servizio, inoltre, secondo le indagini americane, si è reso colpevole di attacchi informatici contro gli Stati Uniti, minacciando l’infrastruttura principale di Internet.

LE COMPAGNIE COLPITE DALLE SANZIONI

Ad essere colpite dalle sanzioni, come riporta l’Associeted Press, sarebbero la Digital Security più due delle sue sussidiarie, ERPScan e Embed, Kvant Scientific Research Institute e Diventechnoservices.

Sono stati sanzionati anche tre impiegati di Diventechnoservices, Aleksandr Lvovich Tribun, Oleg Sergeyevich Chirikov e Vladimir Yakovlevich Kaganskiy, che si dice abbiano fornito alle agenzie russe attrezzature subacquee e sistemi di immersione, tra cui un sottomarino.

SANZIONI RISPOSTA A NOTPETYA

Le sanzioni sarebbero una risposta all’attacco NotPetya avvenuto lo scorso anno, con “intrusioni nella rete energetica degli Stati Uniti e infrastrutture di rete globale”. Le indagini degli Stati Uniti avrebbero rivelato gli sforzi russi per rintracciare i cavi sottomarini che trasportano le comunicazioni globali di Internet.

I funzionari dell’intelligence americana hanno a lungo temuto che i sottomarini russi potessero attaccare i cavi. Le navi russe sono state per anni tracciate lungo le loro rotte nel Mare del Nord e persino vicino alla costa orientale degli Stati Uniti.

HACKER STRANIERI NEL MIRINO

La mossa americana, in base a quanto spiegato dal ministro del Tesoro americano, Steven Mnuchin, fa parte di un piano ben più ampio che ha come obiettivo principale quello di punire gli hacker stranieri che lavorano a braccetto con le forze armate e le agenzie di intelligence russe, mettendo a repentaglio “la sicurezza e la sicurezza degli Stati Uniti e dei nostri alleati”.

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