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Ursula von der Leyen e Christine Lagarde, chi sono e che cosa pensano i nuovi vertici di Bruxelles e Francoforte

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La tedesca Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea e la francese Christine Lagarde alla guida della Bce. La strada del tandem rosa però non è spianata. Ora lo scoglio è il via libera del Parlamento europeo, dove soprattutto i socialisti si sentono beffati e sono in rivolta per una scelta che ritengono “da vecchia Europa” e potrebbero catapultare Ursula e company dalle stelle alle montagne russe.

Le scelte per Bruxelles e Francoforte confermano che l’asse Francia-Germania, seppure acciaccato e sfilacciato, resiste. Ma chi sono i nomi nuovi ai vertici dei palazzi europei?

La popolare von der Leyen (Cdu), 61 anni, sette figli, già ministro della Famiglia e due volte responsabile della Difesa, fedelissima di Angela Merkel, è il nome uscito dal cilindro europeo all’ultimo minuto che ha messo d’accordo tutti, compresi i Paesi di Visegrad, l’Italia ed i riottosi leader del Ppe, che il giorno precedente avevano sbarrato la strada all’ascesa dell’olandese socialista Frans Timmermans.

Secondo le informazioni raccolte a margine del vertice dal Sole 24 Ore, l’idea di proporre la signora von der Leyen alla guida della Commissione è stata del presidente francese Emmanuel Macron. La cancelliera Angela Merkel ha accettato (se ne è detta «felice»), ma ha preferito astenersi al momento del voto nel Consiglio europeo poiché la scelta non era stata decisa dalla Grosse Koalition che governa il Paese. Proprio a questo riguardo, la candidatura von der Leyen, la prima tedesca a presiedere la Commissione dagli anni 60, passerà ora al vaglio del Parlamento europeo..

“L’’energia della nuova commissaria andrà con tutta probabilità in direzione di una maggiore autonomia dell’Unione, senza perdere l’inquadramento occidentale. Potrebbe essere un nuovo passo verso gli Stati Uniti d’Europa che in passato la signora aveva confessato di sognare”, ha scritto Repubblica.

Lagarde, avvocato, già ministro dell’Economia, dell’Industria e dell’Impiego con l’Ump del conservatore Nicolas Sarkozy e direttore del Fondo monetario internazionale dal 2011, non esattamente la prima scelta per Emmanuel Macron, ma la sua grande opportunità di uscire dal mucchio in nome di quell’equilibrio di genere che regola le nomine europee e piantare la bandiera francese all’Eurotower, infrangendo il tabù secondo cui il posto sia riservato unicamente ad un banchiere centrale. E con un politico più che un tecnico o un banchiere centrale alla Bce i fautori di una Banca centrale europea che prosegua e rafforzi l’impostazione “americana” della politica monetaria sono speranzosi

Completano il pacchetto il premier liberale uscente Charles Michel, che dopo Herman van Rompuy è il secondo belga a capo del Consiglio europeo in soli tre mandati, da quando è stata istituita la presidenza permanente; e lo spagnolo socialista Josep Borrell, catalano ma contrario all’indipendenza della Catalogna, già presidente del Parlamento europeo e ministro degli Esteri nel governo di Pedro Sanchez.

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