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Dove e come il made in Italy potrà sfondare. Report Sace-Simest

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Dove si trovano le maggiori opportunità per le imprese italiane e quali saranno i settori che traineranno le nostre vendite all’estero? Estratto dal rapporto di Sace-Simest sulla Bussola per il made in Italy

Dove si trovano le maggiori opportunità per le imprese italiane e quali saranno i settori che traineranno le nostre vendite all’estero?

L’Africa Subsahariana sarà l’area più dinamica del 2019 per le esportazioni italiane, che segneranno un +6% di crescita, in linea con la performance dell’anno precedente (+7,2%). Tra i mercati di sbocco a maggior potenziale per l’export italiano vi sono sia destinazioni più tradizionali come il Sudafrica, ma anche nuove frontiere come Senegal e Ghana. L’Asia e il Nord America sono due aree di importanza strategica per l’export italiano: nel 2019 si prevede una crescita del 4,9% in entrambe le geografie. Cina, Corea del Sud, India e Vietnam traineranno le nostre vendite verso Oriente, mentre gli Stati Uniti continueranno a rappresentare una geografia di vitale importanza per le nostre imprese.

Anche le vendite nell’Europa emergente e nei Paesi della Comunità degli Stati Indipendenti segneranno una crescita positiva (+4,1%), con Polonia, Rep. Ceca e Russia che contribuiranno in maniera significativa alla domanda di beni italiani nella regione. L’Europa avanzata, che da sola rappresenta ancora il 52,9 % del nostro export totale di beni, continuerà a garantire il suo supporto fondamentale (+3,2%), con la performance della Francia sopra la media. L’America Latina, dopo un 2018 sostanzialmente invariato, condizionato dalla contrazione delle vendite in Argentina e Venezuela, riprenderà ad avanzare (+2,9% nel 2019) grazie a mercati come Brasile, Cile e Messico.

Infine, l’area Medio Oriente e Nord Africa si trova sul banco di prova quest’anno, chiamata a recuperare la performance non brillante del 2018 (-7,4%) legata soprattutto alle tensioni geopolitiche nell’area e ai prezzi delle commodity ancora su livelli ben inferiori rispetto al passato.

Nel 2019, le previsioni Sace Simest indicano un ritorno lievemente in positivo per il nostro export nell’area (+0,3%), con Paesi, come Marocco, Tunisia e Qatar, che compenseranno il calo della domanda per i nostri beni proveniente dalla Turchia.

Dal punto di vista dei settori, le dinamiche attese per il 2019 indicano un “fenomeno di convergenza”: rispetto allo scorso anno, in cui le differenze di crescita tra i settori erano più marcate, nel 2019 i raggruppamenti cresceranno tutti a tassi compresi tra il 3,1% e il 3,8%.

Saranno i prodotti agroalimentari a spingere le nostre vendite all’estero nel 2019 (+3,8%), seguiti dai beni intermedi, che grazie alla farmaceutica contribuiranno in maniera positiva alla dinamica delle nostre esportazioni (+3,6%), i beni di consumo, con in prima linea abbigliamento e arredamento (+3,4%) e infine i beni di investimento, raggruppamento che ha il maggior peso sul nostro export (40% del totale), che cresceranno a un ritmo leggermente inferiore rispetto agli altri (+3,1%), complici l’incertezza globale e le difficoltà del settore automotive.

 

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