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Tutte le volte che a sinistra volevano separare le carriere dei magistrati

Come, quando e perché negli scorsi anni esponenti di sinistra hanno proposto la separazione delle carriere dei magistrati.

Carlo D’Orta ha compiuto un’accurata e meticolosa ricerca per dimostrare lo storico voltafaccia della sinistra nei confronti del quesito oggetto del referendum del 22 e23  marzo. Oggi il Pd e i suoi accoliti (salvo una pattuglia di valorosi riformisti e intellettuali d’area) sostiene che una vittoria del Sì aprirebbe le porte ad un Annibale protofascista. D’Orta dimostra che in passato i leader della sinistra hanno sempre sostenuto questa separazione. Anzi si potrebbe dire che l’idea della separazione delle carriere nasce a sinistra. Come risulta  da un elenco di citazioni  riportate di seguito:

1997- La Commissione Bicamerale per le Riforme presieduta da Massimo D’Alema (allora leader PDS), propone la separazione costituzionale delle carriere.

La proposta: “Due distinti ruoli: giudicante e requirente, con due diversi CSM”.

Firmatari: PD/PDS: D’Alema, Violante, Bassanini, Salvi.

Motivazione: “Garantire terzietà del giudice e autonomia del PM”.

Luciano Violante (PDS) dichiara: “La separazione è necessaria per evitare commistioni tra accusa e difesa”.

2001: Programma dell’Ulivo (Rutelli premier)

L’obiettivo: “Riforma della giustizia: separazione delle funzioni tra giudici e PM, con percorsi di carriera distinti. Per modernizzare la giustizia, ridurre conflitti di ruolo”.

Firmatari: Fassino (DS) e Rutelli.

2006–2008: Governo Prodi II

Il ministro della Giustizia Clemente Mastella (UDC, ma in coalizione con PD/DS) presenta un ddl costituzionale per la separazione delle carriere.

Sostenuto dai DS (Fassino, Violante) e da Margherita (Rutelli).

Il ddl PASSA alla Camera (2007), ma cade il governo Prodi.

Violante afferma: “La separazione è un obiettivo storico della sinistra riformista”.

2014: Riforma Orlando (Governo Renzi)

Il ministro Andrea Orlando (PD) introduce il divieto di passaggio PM → giudice.

Orlando (PD) dichiara: “Abbiamo realizzato una separazione funzionale. La separazione delle carriere è il passo successivo”.

Matteo Renzi: “Serve separare PM e giudici, come in Europa”.

2019: Congresso PD – Mozione Martina (vincente)

Afferma: “La separazione delle carriere è ineludibile per garantire la terzietà del giudice”.

Firmatari: Martina, Serracchiani.

Debora Serracchiani dichiara: “Non possiamo più difendere l’unità della toga come dogma”.

2021: Riforma Cartabia (Governo Draghi)

Il PD sostiene la riforma Cartabia che rafforza la separazione funzionale prevedendo un solo passaggio in carriera (PM → giudice o viceversa) nella vita.

Enrico Letta (segretario PD): “È un passo verso la separazione. Serve ora il coraggio di completarla”.

Orlando (ministro): “Abbiamo separato le funzioni, ora serve separare le carriere”.

2022: Programma elettorale del PD (Letta)

“Completare la separazione delle funzioni con percorsi di carriera distinti”.

Letta in campagna elettorale: “Non possiamo avere PM che diventano giudici e viceversa”.

2026 -Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha chiuso il suo tour “L’Italia che sentiamo” con una forte presa di posizione contro la riforma della giustizia sulla separazione delle carriere. All’Acquario di Roma, il 7 marzo, ha definito la proposta «è un vero sfregio alla Costituzione».

Se la separazione nasce a sinistra, deve proprio morire a sinistra?

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