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Tutte le ultime trumpate di Trump su Cina, dazi, Fed, valute e Wto

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Trump

L’offensiva commerciale di Donald Trump contro Pechino non si ferma, con il presidente che minaccia di giocare l’arma più dirompente: imporre dazi su tutti i prodotti made in China importati negli Stati Uniti. Un insieme di beni che ammonta ad oltre 500 miliardi di dollari.

“Sono pronto”, ha detto nel corso di un’intervista televisiva, “non lo faccio per ragioni politiche ma perché e’ la cosa giusta per il nostro Paese. Per troppo tempo siamo stati raggirati”. Ma il capo della Casa Bianca non si limita a questo.

Infatti Trump ha già fatto capire che entro la fine dell’estate potrebbero scattare tariffe doganali su 200 miliardi di dollari di prodotti cinesi. “Non lo sto facendo per la politica, lo sto facendo per fare la cosa giusta per il nostro Paese”, chiarisce Trump alla tv statunitense, dopo che nei giorni scorsi anche il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, voluto proprio dal presidente Usa, aveva messo in guardia dai rischi del protezionismo.

Powell aveva detto che una ulteriore escalation dei dazi sarebbe stata “una brutta cosa” non solo per gli Stati Uniti, ma per l’economia di tutto il mondo. Tesi, fra l’altro, ribadita più volte nelle scorse settimane anche dal Fmi.

Trump, invece, rimbrotta le strette del costo del denaro della Fed. “Gli Stati Uniti non dovrebbero essere penalizzati perché stanno andando così bene. La stretta sui tassi danneggia tutto ciò che abbiamo fatto”, scrive il presidente su Twitter, mentre in settimana, in audizione di fronte ai legislatori Usa, Powell ha ribadito la politica di aumenti dei tassi graduali che intende portare avanti la Banca centrale statunitense.

Trump attacca, ancora con un tweet, sia la Cina sia l’Ue sia “altri” che avrebbero “manipolato le loro valute e i tassi di interesse, mentre gli Stati Uniti stanno aumentando i tassi e il dollaro diventa più forte ogni giorno che passa, portando via il nostro grande vantaggio competitivo”.

Gli analisti sono preoccupati per l’escalation della guerra commerciale, con Trump che continua ad alzare l’asticella con Pechino e agita lo spettro di tariffe doganali sulle auto dall’Europa.

Intanto gli Usa chiedono al Wto di determinare la quantità di sanzioni da imporre all’Ue nella disputa sui sussidi alla Airbus, giudicati dall’organismo di appello dell’Organizzazione internazionale del commercio illegittimi.

La richiesta Usa segue il verdetto di maggio dell’organo di appello di conciliazione (Dsb) del Wto, che Washington considera la decisione definitiva su una controversia aperta da Boeing, colosso a stelle e strisce, nel 2004.

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