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Tutte le tensioni su sicurezza, energia e tasse tra centrodestra e centrosinistra

Salvini

Non solo liste, ecco gli ultimi diverbi su sicurezza, energia e tasse tra centrodestra e centrosinistra. La nota di Paola Sacchi

 

Già scosso dalle forti polemiche sulla serie di post sfortunati di giovani candidati contro Israele e inneggianti all’Urss, oltre che dall’imbarazzante video della lite in strada che ha gettato un’ombra sulla macchina del potere dem capitolino, il Pd attacca duramente Giorgia Meloni. La presidente di FdI viene accusata di “fare campagna elettorale” su un video, da lei postato sui social, ripreso dai quotidiani, sulla violenza sessuale di un richiedente asilo ghanese contro una donna ucraina a Piacenza il cui volto è oscurato.

La polemica monta con toni accesi contro la presidente di FdI, che contrattacca accusando Enrico Letta ed il Pd di “non aver condannato lo stupratore e espresso solidarietà alla vittima”. “Attaccano me, mentre l’unica cosa indecente di questa vicenda è lo stupro”, rimarca Meloni.

La stessa Emma Bonino (+Europa), alleata di Letta, difende la presidente di FdI, riconoscendo che l’intento era quello di denunciare uno stupro. La vicenda l’aveva denunciata per primo Matteo Salvini, riproponendo il tema della sicurezza delle città.

E, intanto, un’altra tegola si abbatte sul Nazareno. Giuseppe Conte, dopo aver fatto marcia indietro rispetto all’apertura su alleanze dopo il voto, gela di colpo Letta, sfilandosi dall’unica alleanza rimasta dell’ex campo largo, quella per le regionali in Sicilia, che si svolgeranno il 25 settembre contemporaneamente alle Politiche. In forse a questo punto la candidatura di Caterina Chinnici. Probabilmente il leader pentastellato, vedendo le grandi difficoltà del Pd rimasto a metà del guado, dopo il flop anche nell’accordo con Carlo Calenda, sul fianco destro della sinistra, vuole alzare la posta in gioco, a suo vantaggio. In attesa del risultato delle Politiche, per poi chissà contrattare da terzo polo effettivo, se supererà Renzi e Calenda, con una posizione di maggiore forza sul piano nazionale le eventuali alleanze con il Pd. Tanto più se ci sarà la vittoria del centrodestra.

Ieri Letta, comunque, ha riposto al centro l’emergenza energetica, proponendo il raddoppio dell’intensità del credito d’imposta per le imprese e di bloccare per un anno i prezzi dell’energia. Sulla crisi energetica il centrodestra batte il tasto da mesi, proponendo scelte nette su rigassificatori, termovalorizzatori, avvio della ricerca sul nucleare pulito, come ha ricordato Silvio Berlusconi.

L’abbassamento della pressione fiscale, altro argomento molto sentito, differenzia nettamente il centrodestra dal Pd. Salvini insiste su rottamazione cartelle esattoriali e flat tax al 15 per cento, spiegando nel dettaglio la proposta della Lega, stilata da Armando Siri e respingendo le polemiche venute anche dal “terzo polo”, secondo cui favorirebbe i ricchi. Il leader della Lega spiega invece che la flat tax si ferma ai redditi fino a 70.000 euro. E Silvio Berlusconi ricorda la lezione dell’economista Usa Arthur Laffer, collaboratore di Ronald Reagan e artefice del rilancio economico americano, secondo cui la flat tax sarebbe ideale per l’Italia. Perché aumenterebbe la crescita con maggiori entrate e prevederebbe anche misure per le fasce meno abbienti.

Intanto, chiuse le liste. La Lega ufficializza i candidati: “Tante donne, imprenditori, big della società civile, amministratori”. Ricandidati tutti i ministri, il viceministro e i sottosegretari uscenti, le donne sono la maggioranza assoluta dei candidati al Senato nei collegi uninominali, via libera ai vicesegretari Andrea Crippa e Lorenzo Fontana. Confermati i capigruppo Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, spazio ai giovani (a partire dal coordinatore Luca Toccalini) e ad alcuni volti nuovi tra gli amministratori, sia dei Comuni che delle Regioni. Con la novità del responsabile enti locali del partito Stefano Locatelli.

“Valorizzati – dicono in Via Bellerio – soprattutto i sindaci, dalla Sicilia all’Umbria, dall’Emilia alla Lombardia”.

In lista anche rappresentanti della società civile come Mario Barbuto (presidente dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti), Roberto Messina di Federanziani, Vincenzo Pepe di FareAmbiente. C’è il campione di pallavolo Luigi Mastrangelo oltre a un imprenditore nel settore balneare, il pugliese Salvatore Di Mattina. Altre new entry in parlamento: Simonetta Matone, già candidata dalla Lega come vicesindaco di Roma , l’editore Antonio Angelucci, il sindacalista della Polizia Penitenziaria, Antonio Fellone, l’intellettuale Giuseppe Valditara.

Confermati i responsabili giustizia Giulia Bongiorno e economia Alberto Bagnai, con il viceministro alle Infrastrutture Alessandro Morelli. Ricandidata la task force sul taglio delle tasse e pace fiscale: Claudio Borghi, Massimo Bitonci, Alberto Gusmeroli e Armando Siri. Ci sono figure chiave della Lega in Liguria come Edoardo Rixi, nel Lazio con Claudio Durigon e Barbara Saltamartini. Ricandidato alla Camera il fondatore della Lega Nord e presidente a vita Umberto Bossi e al Senato un’altra figura storica come Roberto Calderoli. Con big del gotha leghista come Stefano Candiani.

Con una nota anche Silvio Berlusconi annuncia le candidature di Forza Italia. “Abbiamo presentato – dice – liste forti e competitive, privilegiando la qualità. Sono nomi di alto profilo, donne e uomini che hanno dimostrato competenza e coerenza. Affianchiamo a una squadra di parlamentari di grande esperienza molti volti nuovi espressione della società civile”. Fra questi c’è Rita Dalla Chiesa noto volto televisivo, ma, sottolinea il Cav, “anche un nome simbolo della lotta alla mafia e del servizio alle istituzioni, per le quali suo padre diede la vita”. C’è poi Maurizio Casasco, presidente della Confederazione della Piccola e Media industria, “perché le ragioni dell’impresa e del lavoro sono le nostre ragioni”. Candidata Valentina Vezzali, campionessa olimpica, “apprezzatissimo sottosegretario allo Sport del governo in carica”. Berlusconi spiega: “Ci rivolgeremo soprattutto agli indecisi e a coloro che pensano di non andare a votare”. Ma, avverte contro l’astensionismo il leader azzurro: “È nel loro interesse darci più forza, per realizzare i nostri programmi concreti per l’Italia: meno tasse, più pensioni, meno burocrazia, più opportunità per i giovani, giustizia più equa, europeismo e atlantismo”.

Ricandidati i big: dalla presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati ai capigruppo Annamaria Bernini e Paolo Barelli a Licia Ronzulli, vicecoordinatrice. Forza Italia aveva meno posti a disposizione, nella ripartizione con gli alleati, e questo ha provocato anche esclusioni di nomi importanti nel mondo azzurro come il vicepresidente del gruppo alla Camera Simone Baldelli, Andrea Ruggieri, che è stato stretto collaboratore del Cav nella comunicazione, il sottosegretariato all’Editoria Giuseppe Moles, già braccio destro di Antonio Martino, e l’ex presidente del Lazio Renata Polverini. Il vicepresidente Antonio Tajani ha ricordato il “sacrificio” causato dal taglio dei parlamentari. Fratelli d’Italia aveva già presentato la sua squadra con le principali new entry: Marcello Pera, Giulio Tremonti, Carlo Nordio, Giulio Terzi di Sant’Agata, Antonio Guidi.

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