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Tutte le scintille sull’energia fra centrodestra e centrosinistra

Salvini

Dossier energia al centro della campagna elettorale fra i due principali schieramenti politici. La nota di Paola Sacchi

 

Centrodestra all’attacco sulla richiesta al governo Draghi di interventi urgenti per affrontare il caro bollette; centrosinistra che propone misure come il raddoppio del credito d’imposta ma continua ad accusare Salvini e Berlusconi messi sullo stesso piano dei Cinque Stelle, ovvero gli autori della crisi, per la caduta del governo Draghi.

In tutto questo, sembra saltata la proposta del “terzo polo” di Carlo Calenda e Matteo Renzi di mettere le forze politiche intorno a un tavolo, “per volontà di Enrico Letta”, accusa il leader di Azione.

Ma tra una polemica e l’altra la drammatica emergenza energetica che si accompagna a quella dell’inflazione stringe il Paese in una morsa, con prospettive buie di razionamenti. Ed è il centrodestra, dato dai sondaggi con un forte stacco sul centrosinistra, quello che sembra muoversi con più determinazione anche perché in caso di vittoria rischia di trovarsi a governare sulle macerie che la crisi energetica può provocare nel tessuto economico e sociale.

Tutti e tre i leader della coalizione data in vantaggio propongono, a differenza del centrosinistra, l’avvio di piani per l’utilizzo anche del nucleare pulito oltre che di termovalorizzatori e rigassificatori, ma anche, in attesa del price cap a livello europeo, misure urgenti per le bollette.

La presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un comizio a Cagliari, dice che, intanto, “si potrebbe staccare da subito il prezzo del gas da quello dell’elettricità”. Incalza Meloni il governo: “In questo modo una bolletta che ti costa oggi 700, anche se è prodotta al 50 per cento da rinnovabili, domani ti può costare 400. Non capisco perché questo non si possa fare subito. È una scelta politica”.

Matteo Salvini accusa Letta e il Pd di frenare le misure da fare subito, come lo scostamento di bilancio che aveva chiesto per primo. Dice il leader leghista in tv a “Controcorrente”, Rete 4: “I 30 miliardi di scostamento di bilancio che potevano servire ieri oggi rischiano di non essere più sufficienti. Letta dice che non si può fare debito e allora lasciamo alla fame milioni di italiani… Ma io preferisco fare un po’ di debito adesso e salvare un milione di posti di lavoro che spendere il doppio per pagare Cassa integrazione, Rdc e assegno di disoccupazione”.

Poi, Salvini avverte: “Noi vinceremo, ma non vorrei vincere con un milione di disoccupati. Spero che il governo intervenga subito sulle bollette”. E rilancia la necessità di riflettere sull’ “utilità” delle sanzioni: “La Russia – sottolinea Salvini – va condannata, gli oligarchi vanno messi in ginocchio, la Russia ha scatenato una guerra devastante, folle, abbiamo difeso e continueremo a difendere l’Ucraina con ogni mezzo necessario”.

Ma il leader leghista si chiede se “le sanzioni che l’Europa, con l’Italia, ha deciso, funzionano: “I numeri dicono che Putin ci sta guadagnando. Chiediamo all’Ue di proteggere milioni di europei”. Silvio Berlusconi chiama in causa anche lui l’Europa: “Il pericolo è molto serio. Ma proprio per questo, l’Europa deve essere unita e dare una risposta compatta sull’emergenza del prezzo del gas. Vi ricordate che dal 2002 chiediamo all’Europa di darsi una politica comune per la politica estera e per la difesa? Ora dobbiamo chiederla anche sull’energia”.

Che serva sulla crisi energetica “una rinnovata solidarietà europea, un approccio simile a quello che i Paesi dell’UE hanno avuto nel corso dell’emergenza pandemica” lo dice anche Stefania Craxi (FI), presidente della commissione Esteri del Senato. Che considera lo “scostamento di bilancio l’estrema ratio”. Anche se, afferma la Craxi, “l’urgenza è tale che anche questa ipotesi deve essere messa nel novero delle opzioni possibili”.

Berlusconi, che annuncia anche la realizzazione del Ponte sullo Stretto se il centrodestra vincerà, intanto, entra in polemica pure lui con il Pd: “La quantità di gas che noi prendevamo della Russia era al 35%: con il mio governo la portai al 19,9%. I governi successivi, Letta e gli altri, l’hanno aumentato addirittura al 45,9%, troppo quindi. Se la Russia decide, come ha fatto in questi giorni, di chiudere completamente rubinetti noi il prossimo inverno andremo in giro per casa con il cappotto”.

Gli replica Enrico Borghi della segreteria Pd: “Il memorandum di rinegoziazione tra Eni e Gazprom, che rivedeva l’accordo trentennale del 1999, fu sottoscritto in piena era di Berlusconi regnante a Palazzo Chigi”.

Ma, polemiche a parte, l’emergenza stringe l’Italia in una morsa che chiede misure urgenti. E il centrodestra naturalmente intende anche evitare che un dramma sociale, economico e occupazionale – per il quale lo stesso ex presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, oggi direttore dell’Università Luiss, ha parlato della necessità di 60 miliardi – si scarichi sul suo prossimo governo, in caso di vittoria.

Meloni, la leader del partito dato dalle rilevazioni in testa a tutti, poco sopra anche al Pd, dice che “Fratelli d’Italia è pronta a governare questa Nazione”. Ma, avverte: “Questo sta producendo molto nervosismo, non abbiamo vinto niente, dobbiamo combattere, anche se i dati parlano chiaro”. Ribadisce tra la folla a Cagliari: “Qui non ci sono dei mostri, qui ci sono persone libere, e forse il problema è proprio quello”. Nel mirino quella che la presidente di FdI attacca in ogni comizio come “l’egemonia di potere del Pd”.

Sull’emergenza energetica, infine, Salvini apprezza l’intervento del Capo dello Stato: “Ha ragione Mattarella a chiedere un intervento urgente dell’Europa. Scudo europeo come per il Covid”.

Anche Letta apprezza l’intervento del Capo dello Stato.

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