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Tutte le capriole post rigoriste di Weidmann (per sedurre l’Italia nel dopo Draghi alla Bce)

di

Bce Germania

Che cosa ha detto a sorpresa il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann. L’articolo di Marcello Bussi di Mf/Milano Finanza

 

Le critiche al surplus delle partite correnti della Germania sono «giustificate». Parola del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, che per un attimo ha abbandonato i panni del falco tra i falchi.

Questa sua presa di posizione dimostra inequivocabilmente che Weidmann punta a succedere a Mario Draghi alla guida della Bce. Un modo per strizzare l’occhio ai Paesi del Sud Europa, in particolare l’Italia governata dai sovranisti o presunti tali.

I critici sostengono infatti che la Germania dovrebbe ridurre drasticamente il suo surplus per lanciare i consumi interni e di conseguenza le importazioni, presumibilmente dai Paesi con cui intrattiene i rapporti commerciali più stretti: nel 2018, per esempio, le esportazioni tedesche verso l’Italia hanno raggiunto un ammontare di circa 70 miliardi di euro, le importazioni dall’Italia di 60 miliardi.

Il saldo negativo della Penisola è ammontato quindi a circa 10 miliardi, che si potrebbero recuperare se la Germania decidesse di rispettare la raccomandazione della Commissione Ue di mantenere il surplus entro il 6% del pil pena sanzioni. Queste ultime non sono mai state comminate da Bruxelles sebbene il rapporto surplus/pil della Germania sia superiore a questa soglia addirittura dal 2006 (nel 2018 è stato del 7,25%).

Anche il presidente Usa, Donald Trump, ha più volte criticato Berlino per l’eccesso di surplus. Ed è chiaro che chi guida la Bce dovrà sempre fare i conti con Washington. Weidmann ha inoltre detto di «capire bene» la rabbia dei risparmiatori tedeschi per i bassi tassi di interesse, ma allo stesso tempo ha difeso le politiche non ortodosse della Bce, volute da Draghi e da lui aspramente criticate in passato.

«Senza le speciali misure monetarie, la crescita economica sarebbe stata più debole, l’occupazione sarebbe aumentata più lentamente e la disoccupazione sarebbe diminuita più timidamente», ha detto un Weidmann trasformatosi in colomba pur di diventare il nuovo numero uno della Bce.

(articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza)

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