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Tullio Solenghi, il video sui tedeschi e il politically correct. Il corsivo di Paola Sacchi

di

germania

L’attore satirico Tullio Solenghi sarebbe reo di aver infranto le norme del politicamente corretto in un video, “non ironico”, come ha premesso lui, ma molto indignato sui tedeschi. Il corsivo di Paola Sacchi

A qualcuno sarebbe mai venuto in mente di cercar di “rieducare” al politically correct il celebre ed esilarante, per citare una delle sue più famose interpretazioni, “Pedro, bevi qualcosa, vuoi bere qualcosa”? Ovvero, il grande attore satirico Tullio Solenghi, dell’insuperabile Trio con Anna Marchesini e Massimo Lopez? Alla nostra sinistra si, è venuto in mente anche questo. Di cosa sarebbe reo Solenghi, che comunque ha ricevuto moltissimi più elogi che insulti via social?

Sarebbe reo di aver infranto le norme del politicamente corretto in un video, “non ironico”, come ha premesso lui, ma molto indignato.

Dopo il trattamento che l’Italia ha ricevuto dai Paesi del Nord e dalla Germania sugli Eurobond, il Tullio nazionale si permette di ricordare alcune scomode verità storiche.

Dice nel suo video-sfogo: “Se la comunità internazionale non avesse avuto pietas umana e avesse chiesto ai tedeschi di pagare i debiti di guerra, oggi vivrebbero nelle bidonville”. Poi, una gag che a lui viene inevitabile su Lagarde, di cui non pronuncia il nome ma è come se lo facesse, con la tecnica del dico non dico. Mentre definisce Mario Draghi sinceramente “un genio”.

Tullio rivendica l’orgoglio di essere italiano e non “teddesco”, perché “Sì, saremo cialtroni o mafiosi come ci definiscono, ma noi italiani siamo empatici”. Insomma, diversi “dalla ciclica arroganza dei teddeschi”. Pronunciato sempre con due d. Apriti cielo. Il più gentile gli ha detto che è “vergognoso”.

Poi l’immancabile accusa di esser diventato “il nuovo idolo dei bandierini sovranisti”. La Lega ha caricato di propria iniziativa per intero il suo video su Facebook e quindi, scandalo, scandalo, scandalo. Non conosco personalmente molto bene Solenghi, ma “Il Trio”, di tutti gli italiani, per me era un po’ più di “casa” , essendo di Orvieto ed essendo stata compagna di liceo classico di Anna Marchesini e di suo fratello Gianni, per me un carissimo amico, scomparso purtroppo anche lui un po’ troppo presto proprio una ventina di giorni fa.

Anna la persi di vista terminata la scuola, Gianni, giornalista e scrittore, nonché grande amico di Tullio e Massimo, invece, no. Fu Gianni a spiegarmi, anche in un’intervista esclusiva, in morte della celebre sorella, l’unica che affranto concesse, il genere di nuova comicità di quei tre geni, di cui Anna era la leader. Mi spiegò: “Loro introdussero un nuovo tipo di satira, rompendo con una grande tradizione che aveva però fatto ormai il suo tempo. Dissacrarono tutto fino al l’inosabile: I Promessi Sposi, rifatti a telenovela il genere che spopolava in quegli anni, con la moviola che si incantava, le teste volutamente tagliate, come in Bella Figheira (la improbabile, esilarante fidanzata di Don Rodrigo ndr). Spezzarono, segmentarono la vecchia comicità”.

Furono talmente liberi da ogni schema, talmente non asserviti a niente e nessuno, che fecero anche lo sketch Sora Khomeines con Anna nel ruolo di un’improbabile madre di Khomeini, credo impersonato proprio da Solenghi. Ne nacque forse il più grosso incidente diplomatico con l’Iran. Fosse stato per loro magari in Italia le statue non le avremmo mai ricoperte all’arrivo di qualche autorità del regime di Teheran.

Ecco, a parte il fatto che Solenghi nel suo video ricorda verità storiche su cosa fu il vero nazismo, che invece oggi i suoi detrattori vanno a cercare sul pratone di Pontida, si può pensare di “rieducare” alla polpottismo del politically correct grandi artisti così? Forse solo a una sinistra che appare sempre più fuori dalla realtà certe genialate possono venire in mente.

Periti Peraria? Tanto per citare un personaggio del Trio.

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