Considero l’elezione di Donald Trump una delle più grandi sciagure dell’umanità dopo il diluvio universale. L’azione dell’Ice in Minnesota apre scenari inquietanti, non solo per l’uso disinvolto delle armi da fuoco da parte degli agenti federali, ma anche per consentire all’amministrazione federale di mettere le mani del sistema elettorale dello Stato, finalizzato, secondo Trump, a preservare da decenni il potere dei democratici nello Stato e nella capitale.
Il presidente Usa, poi, accusa la comunità somala (numerosa nello Stato) di una truffa ai fondi pubblici per 9 miliardi di dollari su un totale di 18 principalmente nell’ambito del programma alimentare “Feeding Our Future“, in cui sono stati creati elenchi fittizi di nomi per fatturare pasti mai serviti ai bambini durante la pandemia, che sarebbero serviti per dirottare risorse destinate ai fondi Covid all’acquisto di auto di lusso e immobili negli Usa e all’estero.
Queste malversazioni per ora sarebbero provate per un importo di soli 300 milioni e comunque non giustificano la brutalità degli agenti dell’Ice. Ma da noi non se ne parla per timore di fornire qualche giustificazione al “cattivo” della Casa Bianca.
Le tragiche vicende del Minnesota hanno sollevato una polemica tra le forze politiche in Italia, quando è stato reso noto che gli agenti dell’Ice saranno in Italia insieme alla rappresentanza americana alle Olimpiadi. Il governo, in proposito, ha gestito la questione con un certo imbarazzo che ha dato modo alle opposizioni per sparacchiare le solite critiche di vassallaggio agli Usa e a Trump e per ribadire che la presenza sul sacro suolo patrio di quegli ammazzasette non è gradita. La legittima indignazione, però, non risolve il problema di come entrare nel merito delle scelte che un Paese straniero compie nell’inviare una delegazione ad un evento sportivo internazionale. Poi le opposizioni – così attente nei confronti di quanti violano le altrui libertà – non si sono poste una domanda cruciale in queste ore: chi accompagnerà a Cortina la rappresentanza iraniana? I Guardiani della rivoluzione? I Pasdaran? La polizia morale?
Ma di casi di due pesi e due misure ce ne sarebbero tanti. I più clamorosi sono evidenti e riguardano la sbornia per la Palestina e l’indifferenza per la tragedia ucraina. Ma volendo si potrebbe spigolare in altri casi di minore impatto mediatico. Il cantante Ghali, ad esempio, si esibirà alla Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali, in programma allo Stadio San Siro venerdì 6 febbraio. Il ministro dello Sport Andrea Abodi gli ha chiesto di evitare – come è solito fare – ogni sproloquio pro Pal. In verità sarebbe stato più opportuno togliersi il pensiero non invitandolo. La sinistra ha accusato il governo di censura.
Ieri, in occasione della Giornata della Memoria, alcune decine di peracottari si sono recati davanti alla sede del Pd per esprimere vaghe proteste contro ignoti (in realtà loro avevano chiaro in testa a chi rivolgere la contestazione, ma erano tanto confusi che nessun altro lo ha capito). Benché non avessero alcuna intenzione di usare la violenza, sono stati identificati e allontanati dalle forze dell’ordine. Dal Nazareno, nessuno si è premurato di uscire a difendere il diritto di esprimere la loro opinione.




