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Vi spiego perché Trump strapazza la Germania su energia e difesa. L’analisi di Carlo Pelanda

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Un vertice teso, quello sulla Nato appena concluso a Bruxelles, con Donald Trump protagonista. Il presidente Usa ha strapazzato gli alleati europei, quasi imponendo il raddoppiamento dei finanziamenti destinati alla difesa, minacciando addirittura di lasciare l’Alleanza Atlantica se le richieste non venissero esaudite – salvo poi aggiustare lievemente il tiro.

Nel mirino di Trump è finita in modo particolare la Germania di Angela Merkel, che Trump ha accusato di essere “ostaggio della Russia”.

LA STRATEGIA DEGLI USA CON L’EUROPA

«C’è un tema di fondo, Trump voleva lanciare un messaggio ai cosiddetti alleati europei: o dimostrate lealtà e convergenza oppure gli Stati Uniti non saranno più amici – spiega Carlo Pelanda, professore di geopolitica economica dell’Università Marconi di Roma, in una conversazione con Start Magazine – Il motivo è la tutela degli interessi geopolitici americani, che contrastano con i piani di Francia e Germania».

I MOTIVI DELLE CRITICHE DI TRUMP A GERMANIA E FRANCIA

Secondo Pelanda i due Stati leader in Europa punterebbero in due direzioni differenti, ma entrambe mal viste a Washington. «La Francia punta a sviluppare una difesa europea autonoma, collaborativa con gli Stati Uniti ma potenzialmente in grado di rompere l’alleanza. Macron vorrebbe poggiare la sua leadership sulla capacità nucleare della Francia e pensa a un modello globalmente interventista in Africa, in Iran e non solo. Questo a Trump non piace: lui è in grado di gestire la situazione con alleanze bilaterali con i nordici, l’Italia e l’Est Europa. Dunque ha voluto dare un segnale: no alla difesa europea».

GLI OBIETTIVI COMMERCIALI TEDESCHI E LA “GUERRA” CON LA CINA

La seconda fonte di preoccupazione del presidente Usa? La Germania. «Ciò a cui da sempre punta la Merkel è fare dell’Unione Europea una terza forza neutrale fra America e Cina. Un piano che si poggia sugli interessi mercantilistici della Germania. Quest’ipotesi per Trump è ancor più pericolosa».

La ragione del pericolo, per Pelanda, è il vero problema degli Stati Uniti: la Cina. «Non c’è dubbio che siamo nel mezzo di una vera e propria guerra, non solo commerciale ma proprio geopolitica, fra Washington e Pechino: la potenza americana vuole bloccare l’emergere della Cina prima che sia troppo tardi. E sia chiaro, questa non è una “trumpata”: è la burocrazia imperiale americana che persegue questa linea e non cambierebbe nulla se non ci fosse Trump».

IL RUOLO DELLA RUSSIA

In questo contesto, l’accusa del presidente Usa alla Germania di essere succube della Russia assume un significato preciso. «Trump deve necessariamente dividere Mosca da Pechino, non può permettersi di combatterle entrambe – argomenta Pelanda – Per farlo, deve dimostrare di poter controllare gli alleati europei, altrimenti Mosca avrebbe l’opzione di allearsi con l’Europa. Se Trump riesce a riportare l’Ue sotto l’ombrello Usa, Putin sarà più disposto a negoziare».

I DOSSIER DELLA DIFESA CHE SEPARANO STATI UNITI E GERMANIA

Quindi, tornando alla richiesta agli europei di aumentare le spese, «Trump ha utilizzato strumentalmente la questione del budget, su cui nessuno può dargli torto, per forzare la mano e riallineare l’Europa sulla posizione americana. E ci è riuscito. Nella sostanza, Merkel si è arresa, gli europei hanno sostanzialmente detto che pagheranno. È di fatto una dichiarazione di resa temporanea, che avrà ripercussioni soprattutto sulla difesa comune. Ora è probabile che la Germania, che deve sostituire i suoi Tornado, adotti l’F-35 (americano). E rallenterà molto il progetto di un caccia franco-tedesco».

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