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Tregua trumpiana nella guerra dei dazi Usa-Cina. Novità, numeri e commenti

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Gli Stati Uniti ritarderanno almeno fino al 15 dicembre gli ulteriori dazi del 10% su alcuni prodotti Made in China. Lo afferma l’ufficio del rappresentate americano per il commercio, sottolineando che saranno posticipati i dazi di “cellulari, laptop, console per videogame, alcuni giocattoli, monitor per computer e alcuni tipi di scarpe e di abbigliamento”. Ecco tutti i dettagli

Gli Stati Uniti ritarderanno almeno fino al 15 dicembre gli ulteriori dazi del 10% su alcuni prodotti Made in China. Lo afferma l’ufficio del rappresentate americano per il commercio, sottolineando che saranno posticipati i dazi di “cellulari, laptop, console per videogame, alcuni giocattoli, monitor per computer e alcuni tipi di scarpe e di abbigliamento”.

CHE COSA HA DECISO L’AMMINISTRAZIONE TRUMP SU DAZI E CINA

Come annunciato lo scorso 1 agosto dal presidente americano Donald Trump, i nuovi dazi del 10% su 300 miliardi di dollari di importazioni cinesi entreranno in vigore l’1 settembre. Tuttavia, l’amministrazione Trump ha deciso che non tasserà alcuni prodotti per motivi “sanitari e di sicurezza nazionale”. Per alcuni articoli come telefoni cellulari, laptop computer, console per videogame, certi giocattoli, monitor di computer e alcuni capi di abbigliamento e calzature i dazi slittano al 15 dicembre. E’ quanto spiega una nota dell’Office of the United State Trade Representative, quello guidato da Robert Lighthizer.

PRIMI EFFETTI SUI MERCATI

Primi effetti della mossa trumpiana contro la Cina sui mercati. Petrolio: Wti vola del 2,8% a 56,48 dollari dopo mossa Usa su dazi cinesi e la borsa di New York si è impannata con il titolo Apple in evidenza.

GLI INDICI DI BORSA ALLE ORE 16

L’apertura a sorpresa degli Stati Uniti allo slittamento a dicembre di nuovi dazi Usa verso la Cina, che erano previsti per settembre, e la notizia di prossimi contatti tra Washington e Pechino nell’ambito del negoziato sui temi commerciali hanno completamente invertito il quadro sottotono dei mercati azionari e riportato in alto gli indici: Piazza Affari segna +1,2%, Parigi l’1,25%, Francoforte lo 0,9%. E lo stesso ha fatto Wall Street (+1,5% il Dow Jones). A Milano corrono le banche, già innescate nel primo pomeriggio dall’incremento oltre le attese dell’inflazione Usa “core” che sembra allontanare un più drastico taglio dei tassi Usa nei prossimi mesi, e anche StMicroelectronics (+3,2%) interessata dallo slittamento dei dazi sui prodotti hi-tech cinesi.

LE ACCUSE VERSO LA CINA

Nel frattempo il presidente americano, Donald Trump, è tornato ad accusare la Cina di indebolire la sua valuta per avvantaggiarsi dei suoi partner commerciali.

IL TWEET DI TRUMP

In un tweet contradditorio, il leader Usa ha scritto: “Attraverso una svalutazione enorme della loro valuta e pompando una vasta quantità di denaro nel suo sistema, decine di miliardi di dollari che gli Usa stanno ricevendo sono un regalo dalla Cina. I prezzi non sono in aumento, non c’e’ inflazione. Gli agricoltori [americani] stanno ottenendo più di quello che la Cina avrebbe speso [comprando i prodotti agricoli Made in Usa]. Le Fake News non lo dicono”.

IL PIANO DELLA CASA BIANCA

Trump sta facendo riferimento al piano di aiuti lanciato dalla sua America agli agricoltori, alle prese con le conseguenze della guerra commerciale sull’asse Washington-Pechino. La Cina ha smesso di comprare prodotti agricoli americani dopo che Trump l’1 agosto scorso ha minacciato dal primo settembre nuovi dazi del 10% su 300 miliardi di dollari di importazioni cinesi.

IL REPORT

Inoltre, secondo il gruppo Tariffs Hurt the Heartland, i dazi targati Trump hanno fatto incassare agli Usa 27 miliardi, più o meno quanto l’amministrazione in carica ha destinato in aiuti agli agricoltori americani: nel 2018 il piano di aiuti e’ stato di 12 miliardi e quest’anno ne e’ stato annunciato uno da 16 miliardi.

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