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Le dragate di Salvini, l’ecologismo di Kerry, Agcom soffia su Wind, Mcc-Invitalia digerirà Mps

Arnese

Non solo Salvini, Kerry, Mps, Wind, Aspi. Fatti, nomi, numeri, curiosità e polemiche. Pillole di rassegna stampa nei tweet di Michele Arnese, direttore di Start

 

LA DRAGATA DI SALVINI

 

VACCINI SOTTO L’OMBRELLONE? FACILE A DIRSI (IN ITALIA…)

 

VACCINO ITALIANO? FACILE A DIRSI…

 

IL TESORO SOTTO MENTITE SPOGLIE DI NUOVO IN SOCCORSO DI MPS

 

I FRANCESI GALOPPANO IN MTS

 

WIND E LE DELIBERE AGCOM AL VENTO

 

COSA SFRECCIA IN AUTOSTRADE

 

IL GIALLO DELL’AUTOGRILL

 

QUESTIONE DI CHIP

 

PASTONI INDIGESTI

 

GIORNALE AUTOGESTITO

 

QUISQUILIE & PINZILLACCHERE

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ESTRATTO DELL‘INTERVISTA DEL CORRIERE DELLA SERA A KERRY SU CLIMA, ENERGIA, GAS E NON SOLO:

Kerry, inviato speciale del presidente Joe Biden per il clima, è a Roma, dove ha incontrato il primo ministro Mario Draghi.

Di cosa avete parlato con Draghi?

«Dell’urgenza della crisi climatica e delle opportunità economiche se la affrontiamo: la trasformazione tecnologica sarà enorme e l’Italia ha le competenze che servono e un ruolo centrale nel corso dell’anno, in vista del G7, del G20 e sopratutto della Conferenza delle Parti (COP26) a Glasgow, di cui avete la co-presidenza».

Lei parla di opportunità per la ricostruzione economica dopo il Covid. Ma l’Italia è ancora alla prese con la pandemia. Draghi ha chiesto agli Stati Uniti di revocare il blocco sulle esportazioni dei vaccini. Succederà?

«Sì, io credo che accadrà, il presidente Biden ha detto molto chiaramente che vuole farlo e io appoggio il suo desiderio che avvenga al più presto possibile, ora che siamo in grado di produrre in eccedenza rispetto ai bisogni interni».

Biden sta valutando nuove sanzioni contro la Cina dopo le denunce sulla produzione dei pannelli solari e di altre tecnologie verdi con i lavori forzati degli uiguri nello Xinjiang. La questione dei diritti umani può far deragliare il dialogo sul clima?

«Spero di no, non c’è niente di più importante della cooperazione tra Stati Uniti e Cina sul clima, ma ovviamente ci sono altre questioni critiche, che non voglio assolutamente sminuire, ognuna straordinariamente importante. Ma ci siamo impegnati a cercare di tenere un binario separato sul clima, che non implichi scambi o transazioni con altre questioni. Il clima è il clima, un tema a sé, non cederemo per questo sui diritti umani di nessuno né su altri aspetti, che vengono seguiti da altri membri del governo».

E la Cina lo accetta?

«Sì, ci sono questioni su cui hanno opinioni forti, ma hanno dichiarato che una delle aree su cui possiamo cooperare è il clima».

Ritiene che si possa tornare all’accordo con l’Iran? Oltre a ridurre i rischi di una guerra o di una bomba, ciò amplierebbe il mercato del gas naturale per il quale l’Italia dipende dalla Russia, con notevole influenza di quest’ultima sull’Europa.

«Non parlerò dell’accordo nucleare: i negoziati sono in corso e non voglio dire nulla che possa disturbarli, e poi non è il mio portfolio. Il ministro Cingolani mi ha mostrato le mappe dei gasdotti, esistenti e in discussione. Ma attenzione: il gas naturale è comunque un combustibile fossile, composto all’87% circa di metano, quando lo bruci crei CO2, e quando lo sposti possono esserci perdite molto pericolose. Dobbiamo affrontare un discorso assai più ampio sulla rapidità con cui passare a un’economia basata sull’energia pulita che alla fine non dipenda nemmeno dal gas naturale».

E l’energia nucleare?

«L’amministrazione Biden è favorevole a valutarne gli eventuali benefici: dai reattori nucleari di quarta generazione alle batterie nucleari».

La Corte costituzionale tedesca ha dichiarato incostituzionale una legge per ridurre del 55% entro il 2030 le emissioni di CO2 perché «non abbastanza ambiziosa» e ha sancito che la protezione del clima è un diritto fondamentale.

«Assolutamente. È una sentenza importantissima, e mi congratulo con il governo tedesco per aver deciso di stabilire subito una nuova data per i loro obiettivi di produzione e di emissioni zero».

È difficile riconquistare credibilità dopo che Trump ha abbandonato l’Accordo di Parigi che lei firmò? Se tra 4 anni tornasse alla Casa Bianca?

«Va ricordato che quando il presidente Trump ha abbandonato l’accordo, i governatori di 37 Stati americani e molte aziende e sindaci hanno continuato a rispettarlo. Se Trump o qualcuno come lui dovesse tornare, non potrà disfare i progressi fatti nel mondo. Potrà danneggiare l’America, ma migliaia di miliardi di dollari saranno stati investiti: il settore privato si muove molto rapidamente, è un mercato globale mai visto, che nessun politico potrà fermare. E sarebbe assai impopolare perché stanno nascendo nuovi posti di lavoro».

 

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