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Salvini da Papa Prevost manda la sinistra in bambola

Perché è significativo l'incontro fra Papa Prevost e Salvini. La nota di Sacchi

Dopo Mister Blair, a sorpresa alla Casa Bianca da Trump per discutere sul futuro di Gaza, compreso un piano per un resort, che cosa ci poteva essere di peggio per sconvolgere la sinistra che non cambia mai, soprattutto in Italia?

Dopo la visita dell’ex premier britannico, fondatore del New Labour, l’unico leader della sinistra liberale e moderna dopo Bettino Craxi, da cui lo stesso Blair rivelò di aver preso ispirazione, a mandare in tilt i “compagni” del cosiddetto campo largo, compresi i “centrini”, che fino a ieri “blaireggiavano” (magari senza aver ben letto il nuovo libro dell’ex premier inglese sferzante sulla sinistra, On leadership, Silvio Berlusconi editore), c’è stata ieri la visita, anche questa un po’ a sorpresa, del tanto demonizzato Matteo Salvini in Vaticano.

Quello che non ha mai fatto Papa Bergoglio lo ha fatto Papa Leone XIV ricevendo il vicepremier, leader leghista, ministro delle Infrastrutture e Trasporti. Accompagnato dalla figlia Mirta, Salvini dopo l’incontro ha dichiarato: “Con grande emozione e commozione ho incontrato Papa Leone XIV: le sue parole di pace sono una esortazione che tutti i leader mondiali devono ascoltare e perseguire. Per quanto mi compete, farò di tutto per offrire il mio contributo affinché prevalga il dialogo sulle armi”.

Durante l’incontro con il Santo Padre, come riferiscono fonti della Lega, Salvini ha anche parlato di opere pubbliche, trasporti e infrastrutture con particolare riferimento al Giubileo. La visita da Papa Prevost, quella visita che Papa Bergoglio aveva sempre negato a causa del giudizio negativo sulle politiche contro l’immigrazione clandestina da sempre stella polare di Salvini, che da ministro dell’Interno ridusse drasticamente gli sbarchi e le morti nel Mediterraneo, ha di fatto rilanciato il ruolo del vicepremier.

Ancora sotto processo dopo essere stato assolto perché il fatto non sussiste in primo grado, Salvini, in attesa della sentenza della Cassazione cui ha fatto ricorso la Procura di Palermo per il processo Open Arms, ha così fatto il suo ingresso in Vaticano. Smentite ancora una volta tutte le previsioni nefaste delle opposizioni che avevano fatto del Vaticano e di Papa Bergoglio, tirandolo per la giacca ogni volta, una sorta di loro baluardo da usare contro i leader del centrodestra, con un particolare accanimento contro Salvini, demonizzato per le politiche migratorie. Ma ora anche il “muro” del Vaticano è caduto per il vicepremier leghista.

Giornata a suo modo storica. Le opposizioni, le stesse, compresa la “garantista” Iv di Matteo Renzi, che mandarono a processo Salvini con il pollice verso in Senato, non possono che prenderne atto con gelido e forse un po’ attonito silenzio. Ma quando si resta spiazzati anche dallo stesso Tony Blair, alla Casa Bianca da Trump, figuriamoci se si possa solo provare a contestare Salvini dal Papa. Non si può che continuare, e chissà ancora per quanto tempo, a restare fuori dall’agenda italiana e internazionale.

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